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Bush autorizzò metodi duri di interrogatorio waterboarding

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La Casa Bianca, nel 2003 e nel 2004, appoggiò i metodi duri di interrogatorio della Cia nei confronti dei sospetti terroristi, compreso il famigerato waterboarding, l’annegamento simulato. Lo ha rivelato ilquotidiano americano Washington post. Preoccupata da un possibile scandalo, la Cia aveva chiesto (e ottenuto) il via libera scritto della Casa Bianca a interrogare duramente i presunti terroristi.


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Paris Hilton propone la sua candidatura contro McCain

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L’aria delle vacanze è finalmente scesa sulla campagna elettorale americana: una breve boccata di respiro prima dell’adunata generale delle conventions di fine agosto ha portato Obama con la sua famiglia nel paradiso delle Hawaii, mentre McCain e la moglie si sono concessi una visita alle Montagne Rocciose del Sud Dakota. Tutti in pace per qualche giorno? Nemmeno per sogno: Cindy McCain ha rischiato di trovarsi iscritta a un concorso di bellezza tra amazzoni a seno nudo; Paris Hilton ha accettato la sfida e propone la sua candidatura alla presidenza (almeno on line), mentre i quotidiani di New York e di Washington passano la lente di ingrandimento sui grandi finanziatori dei due contendenti e scoprono affiliazioni insospettate.

Procediamo con ordine: i McCain hanno scelto di presentarsi al raduno estivo di Sturgis in Sud Dakota, che è l’assembramento più caotico, colorito e alcoolico che i motociclisti americani celebrino durante il corso dell’anno.

E’ difficile calcolare quanto possa valere sul piano politico l’accostamento con le pance piene di birra, le barbe fluenti, i glutei e i seni esibiti al vento dei 20.000 invasori stagionali di questo angolo sperduto delle montagne. Ma il senatore e sua moglie battono a tappeto queste nicchie di cultura bianca, popolare, ai confini della supremazia razziale, che si ritrova poi nel circuito di corse d’auto Nascar, dove Cindy McCain è di casa, e nei rodei, passione comune dei coniugi. «Sarei felice di vedere 50.000 Harley Davidson parcheggiate davanti ai seggi il 6 di novembre - ha detto il candidato da un palco improvvisato di un campeggio – perché so che sarebbero guidate da altrettanti elettori repubblicani». L’entusiasmo lo ha spinto a proporre l’ iscrizione della moglie al concorso di reginetta del campo, prima che i suoi consiglieri potessero ammonirlo dell’inevitabile contorno topless che accompagna tali eventi.

Migliaia di chilometri lontano intanto dai bordi di una piscina, Paris Hilton registrava la sua vendetta sul senatore che l’ha scelta come simbolo frivolo e vuoto di successo, accostando la sua popolarità a quella di Obama. La soubrette in tanga di pelle di leopardo appare in un video su Funnyordie.com, nel quale si dice onorata della chiamata in campo. E’ pronta a lottare per la presidenza del paese con un suo piano energetico, per sconfiggere il vecchio e rugoso repubblicano che riceve ingenti contributi dal padre.

Meno mondane e più certosine sono invece le inchieste del New York Times e del Washington Post sui fondi elettorali dei due candidati: ne emerge un Obama grande raccoglitore del dettaglio degli entusiasmi giovanili, ma anche grossista degli interessi corporativi di avvocati, finanzieri e immobiliaristi. Da parte repubblicana c’è invece il mistero del signor Harry Sargeant III che ha raccolto 100.000 dollari in una zona rurale della California da donatori anonimi, spesso ignari della politica e disinteressati al voto.


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Dogane americane possono sequestrare i notebook

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Sempre più severe le regole nelle dogane americane per quanto riguarda i controlli sicurezza. In base alle nuove misure volute ministero dell’Interno Usa, ora in dogana gli agenti federali possono, se lo ritengono, sequestrare i personal computer di chiunque arrivi, non importa se americano o straniero, e non solo aprirli (come abitualmente avviene) ma leggere dentro ai pc, farsi copie dei contenuti e chiedere contributi di informazione ad altre agenzie straniere per eventuali casi di traduzione riguardanti testi sospetti.

Le nuove disposizioni, decise il 16 luglio, sono state rese note ieri dal Washington Post. Le nuove misure prevedono, tra l’altro, che alla dogana possa essere sequestrato a chi arriva qualsiasi accessorio elettronico, qualsiasi libro, addirittura singoli foglietti di carta. Secondo il quotidiano, il nuovo regolamento prevede nello specifico che i funzionari doganali possano «trattenere» personal computer «per un ragionevole periodo di tempo», che possano «esaminare e analizzare» le informazioni in essi contenute, e tutto questo anche «in assenza di sospetti particolari».

Le nuove regole riguardano «ogni strumento in grado di immagazzinare informazioni in forma digitale o in altra forma», compresi cellulari, video camera, I-pod, ma anche «tutti i supporti cartacei e altri documenti scritti», compresi libri e documenti scritti. Il regolamento arriva addirittura a comprendere «tutti i materiali scritti abitualmente definiti “pocket trash” (i pezzetti di carta che normalmente si buttano via).


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