Vuoi accoltellare un amico? Clicca qui. Surreale, ma tutto vero. Succede su Facebook, uno dei social network più popolari del web. Come ha denunciato ieri il Sun di Londra il sito, che conta 110 milioni di utenti, molti dei quali anche in Italia, offre la possibilità di “socializzare” inviando colpi di lama ai membri del proprio gruppo. Accanto a un’icona a forma di coltellaccio è scritta la parola shank, che nello slang delle gang di strada significa proprio accoltellare. Basta fare un click e il “dono” arriva al destinatario in tempo reale. Una sortita che è piaciuta poco, soprattutto in Gran Bretagna, alle prese con un’ondata di violenza minorile senza precedenti. Dall’inizio dell’anno nella sola Londra sono stati uccisi 21 teenager, quasi tutti con armi da taglio.
Si può immaginare che putiferio abbia scatenato la scoperta del Sun. «I responsabili del sito dovrebbero andare in galera per istigazione alla violenza – ha dichiarato con rabbia John Knox, zio di Rob Knox, 18 anni, attore nell’ultimo film di Harry Potter, pugnalato a morte da un coetaneo lo scorso maggio. «Perché diavolo un social network per giovanissimi deve permettere questo genere di cose? Per loro è divertente, non significa nulla. Ma aspettino che un membro della loro famiglia sia vittima di questo crimine e poi vediamo cosa avranno da dire».
A seguito della denuncia del tabloid britannico Facebook ha immediatamente rimosso l’icona incriminata, che fa parte di una delle applicazioni della community, chiamata SuperPoke! Chi la usa può mandare baci e abbracci, ma anche «sculacciate», ”sberle” e ”pugni”. Dopo il successo del film Juno è stato persino aggiunto un ”test di gravidanza”, da inviare virtualmente a un’amica in difficoltà. Un miliardo di queste azioni sono già transitate tra i computer degli affezionati del network. Italiani compresi, visto che ci sono circa 300mila iscritti alla sezione Italy.
L’obiettivo è divertirsi e fare amicizia, certo. Ma a volte si sorpassa il limite della decenza. Lo riconosce pure Slide, la compagnia americana che ha creato il software sotto accusa: «L’icona era di cattivo gusto, l’abbiamo ritirata immediatamente – ha fatto sapere un portavoce – Noi non tolleriamo alcun tipo di violenza e il nostro SuperPoke! ha solo l’obiettivo di essere divertente». Intanto però si sono scatenate le associazioni contro il knife crime, i crimini con armi da taglio. «E’ orrendo quello che ho visto su Facebook, lo condanniamo al 100%», si fa sentire Raymond Stevenson del gruppo inglese Urban Concepts, mentre tra sabato e domenica, a Bradford e a Londra, altri due uomini (un 22enne e un 40enne) sono stati ammazzati a coltellate.
Per Facebook non è certo il primo scandalo. Il sito, fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg, è stato già oggetto di controversia per la facilità con cui si possono rubare identità e dettagli della propria vita personale.
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