Come è vero che i soldi chiamano i soldi, anche la Corte di cassazione non ha voluto essere da meno, e con una sentenza dei giorni nostri ha stabilito che anche una moglie miliardaria ha diritto al mantenimento in caso di separazione. La vicenda presa in esame dai Supremi giudici riguarda una signora veneta, Maria Pia P., particolarmente facoltosa, che in appello, durante la separazione dal marito, si era vista annullare il mantenimento proprio per il suo ragguardevole reddito. Gli “ermellini” hanno considerato ingiusto il trattamento riservato alla donna e hanno accolto il suo ricorso, perché anche le miliardarie posso rivendicare “l’assegno” del marito, a patto di dimostrare che «in costanza di vita coniugale ha tenuto un tenore di vita particolarmente brillante fatto di viaggi, vacanze, teatri, sì da poter pretendere di conservarlo ulteriormente».

Il Tribunale di Treviso - ricostruisce la sentenza 20886 della I sezione civile di Piazza Cavour - nel 2003 pronunciando la separazione personale fra Maria Pia P. e Carlo F., imponeva al consorte di versare 2.500 euro mensili alla moglie e 550 alla figlia Manuela affidata alla donna. Un assegno troppo alto, a detta del coniuge, visto che la moglie era «miliardaria». Per questo la Corte d’appello di Venezia, un anno dopo, aveva completamente cancellato la rendita, in considerazione del fatto che la consorte, già coamministratrice con il marito di una società, aveva tratto da questa attività un reddito mensile di circa 5.000 euro, senza considerare poi che dalla liquidazione della sua quota societaria le erano derivati 2 miliardi e 614 milioni di vecchie lire e che questo le avrebbe permesso di vivere con le rendite. Maria Pia, inoltre, aveva ottenuto la casa coniugale ed era comproprietaria di un appartamento a Lignano.

La reazione non si è fatta attendere, Maria Pia si è rivolta alla Cassazione chiedendone il ripristino. I Supremi giudici hanno accolto il ricorso e hanno disposto un nuovo processo presso la Corte d’appello di Venezia, bacchettando i colleghi del merito: eliminando il mantenimento non avevano considerato se la donna in questo modo avrebbe potuto mantenere lo stesso tenore di vita «particolarmente brillante» goduto durante il matrimonio. Per questo, nel rinviare il caso, hanno sottolineato che «dalla Corte territoriale è stata elusa l’esigenza di effettuare un reale approfondimento del tenore di vita concretamente tenuto, in costanza di convivenza coniugale, dalla coppia, onde farne discendere una davvero meditata decisione in tema di riconoscimento dei presupposti per il riconoscimento o meno di un assegno di mantenimento a Maria Pia».


© Ultime Notizie - Agenzia di pubblicità
http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/mantenimento-per-separazione-pure-alla-moglie-ricca.html