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La notte bianca 2007, Roma, Programma, San Lorenzo, Pigneto, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Oggetto: La notte bianca 2007, Roma, Programma, San Lorenzo, Pigneto
Inviato: Sab Set 08, 2007 8:39 am (GMT 11)

La notte bianca 2007, Roma, Programma, San Lorenzo, Pigneto

Il programma aggiornato del La notte bianca 2007 che si terrà l'8 settembre a Roma, una legenda suddivisa secondo i generi: arte, solidarietà, musica, teatro, cinema, bambini, eventi, sport, shopping, a cena.

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La notte bianca, Appia, Casilina, Cinecittà Tor Bella Monaca, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Oggetto: La notte bianca, Appia, Casilina, Cinecittà Tor Bella Monaca
Inviato: Sab Set 08, 2007 8:30 am (GMT 11)

La notte bianca, Appia, Casilina, Cinecittà Tor Bella Monaca

Il programma aggiornato del La notte bianca 2007 che si terrà l'8 settembre a Roma, una legenda suddivisa secondo i generi: arte, solidarietà, musica, teatro, cinema, bambini, eventi, sport, shopping, a cena.

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La notte bianca 2007, Roma, programma, Eur, Ostia, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Inviato: Sab Set 08, 2007 8:27 am (GMT 11)

La notte bianca 2007, Roma, programma, Eur, Ostia

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La notte bianca 2007, Roma, Testaccio, Ostiense, Garbatella, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Inviato: Sab Set 08, 2007 8:25 am (GMT 11)

La notte bianca 2007, Roma, Testaccio, Ostiense, Garbatella

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La notte bianca 2007, Villa Borghese, Flaminio, Nomentana, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Oggetto: La notte bianca 2007, Villa Borghese, Flaminio, Nomentana
Inviato: Sab Set 08, 2007 8:21 am (GMT 11)

La notte bianca 2007, Villa Borghese, Flaminio, Nomentana

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La notte bianca 2007, Gianicolo, Trastevere, Villa Pamphilj, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Oggetto: La notte bianca 2007, Gianicolo, Trastevere, Villa Pamphilj
Inviato: Sab Set 08, 2007 8:18 am (GMT 11)

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La notte bianca 2007, Roma, programma, centro storico, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Oggetto: La notte bianca 2007, Roma, programma, centro storico
Inviato: Sab Set 08, 2007 8:04 am (GMT 11)

La notte bianca 2007, Roma, programma, centro storico

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Ferro dell’Altro Mondo, a Palestrina le sculture di Bagnaia, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Autore: m.v.
Oggetto: Ferro dell'Altro Mondo, a Palestrina le sculture di Bagnaia
Inviato: Ven Set 07, 2007 6:48 pm (GMT 11)

Dal 14 settembre al 14 novembre, presso lo Studio Medico Banica di Palestrina, Via Don Minzoni 2 , una mostra di sculture assai originale: Giacomo Bagnaia recupera vecchi oggetti del passato, pezzi di attrezzi agricoli, utensili in disuso e dà loro nuova vita, liberandoli dalla ruggine del tempo: ecco allora che una vecchia vanga diventa il volto di un gendarme, le pale di una motozappa si trasformano in piume d'uccello, doghe di botte impersonano una flessuosa ed affascinante rappresentazione della maternità.

Un mondo fantastico nato dal genio creativo di Giacomo Bagnaia, che ha scoperto questo suo dono in età matura, interpretando la scultura non solo come libero sfogo della fantasia, ma anche come percorso della memoria. Un mezzo per conoscere, acquisire nuovi spazi per andare oltre nell'avventura della vita: un senso dell'avventura che Bagnaia, paracadutista, ha trasmesso ai suoi tre figli, anch'essi paracadutisti come lui.

Giacomo Bagnaia è nato a Vetralla (VT) il giorno dei Morti del 1937.
Ha operato a lungo nel mondo della scuola, ma non ha mai trascurato di estrarre dalla vita (o di immettere in essa, se si vuole) quello spirito che le conferisce un sapore d’avventura. Pur avendo sempre frequentato, come insegnante prima e segretario poi, le Istituzioni scolastiche, non ha mai smesso di inseguire nuove emozioni: percorrere territori sconosciuti, esplorare i fondali marini come subacqueo, lanciarsi da un aereo coi suoi tre figli e dare vita in caduta libera ad acrobatiche figurazioni prima di tirare la maniglia di apertura del paracadute…
Non una voglia di prove “estreme”, piuttosto un desiderio di nuovi spazi, un bisogno di superare vincoli e misurare altre possibili contiguità.
Ciò che può essere, non annulla però ciò che è stato.
La scoperta di altri mondi – d’acqua e d’aria – ha anzi risvegliato in lui il richiamo della terra; la terra dei campi, delle stagioni, della fatica contadina, degli strumenti stessi che quella fatica accompagnano; che è poi il mondo in cui affondano le sue e le nostre radici.

Sta qui, nell’ambizioso proposito di non disperdere la consapevolezza di questa cultura e di queste radici, la ragione che ha avvicinato Giacomo Bagnaia alla scultura.
Un incontro tardivo forse, ma prodigioso.

Oggi, in un vecchio casale alle porte di Viterbo, dietro una vetrata protetta da un boschetto di mimose, una piccola folla di animali fantastici, di folletti, maschere, mostri, esseri antropomorfi ci aspetta: per guardarci, per osservarci, forse per interrogarci intorno al nostro modo di essere uomini.

Uomini di un secolo che si apre nel segno della smemoratezza.

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Fabrizio Clerici Opere 1937-1992, Convento del Carmine, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Autore: comunicato stampa
Oggetto: Fabrizio Clerici Opere 1937-1992, Convento del Carmine
Inviato: Mer Ago 22, 2007 8:30 pm (GMT 11)

Sarà inaugurata il prossimo 7 luglio presso il Convento del Carmine di Marsala la mostra antologica di Fabrizio Clerici, la prima mai organizzata in Sicilia. Curata da Sergio Troisi, in collaborazione con l’Archivio Fabrizio Clerici di Roma, è promossa e realizzata dall’Ente Mostra di Pittura Contemporanea “Città di Marsala”.

La rassegna, ultima in ordine di tempo, di un importante programma che da anni promuove l’arte italiana del Novecento, intende ripercorrere la vicenda del grande “visionario” e presenta un’ampia, quanto significativa, raccolta di opere: dipinti e opere su carta provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. L’antologica segue, nei diversi ambiti, l’intero percorso dell’artista: dalla pittura alla grafica, dall’attività di illustratore a quella di scenografo. Attraversa le grandi fasi che ne hanno caratterizzato l’intera produzione, dai famosi labirinti alle composizioni fantastiche di immaginari paesaggi archeologici, dagli interni di matrice onirica, le cosiddette “stanze”, alla serie dedicata alle figure e ai simboli dell’antico Egitto, fino alle opere ispirate a Friedrich, Böcklin e Signorelli.

La pittura visionaria di Clerici, colta e raffinata nei riferimenti artistici e letterari e ricca di influenze metafisico- surrealiste, non è riducibile alla poetica dei movimenti a cui la stessa è ispirata. L’intera opera, apparentemente algida e aristocratica, estranea al dibattito culturale del dopoguerra, é intrisa, ad ogni modo, delle umane inquietudini di quel novecento alienante e ostile che ha caratterizzato la fine del secondo millennio. L’artista assume attraverso la sua produzione una posizione refrattaria difficile da inquadrare per gruppi o tendenze: l’attenzione alla linea eccentrica delle figurazioni manieriste, degli apparati barocchi, delle rovine settecentesche e dei fantasmi tardo-romantici e simbolisti. L’opera di Clerici, non a caso, stringe con assoluta audacia le suggestioni del Piranesi, l’autorevolezza negli studi sull’antichità classica del gesuita ed erudito tedesco del XVII secolo Athanasius Kircher, come di Caspar David Friedrich e Arnold Böcklin, trasferendone i codici figurativi e di ricerca nel suo paesaggio contemporaneo, inevitabilmente intriso di inquietudini ed introspezioni.

Artista dalla poetica complessa e di matrice eclettica, è amico di alcuni fra i più famosi critici, musicisti e letterati del Novecento. Clerici ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua opera e dal MOMA al Guggenheim di New York, dal Centre Pompidou di Parigi al Puskin di Mosca, dai musei Vaticani a prestigiose collezioni private e pubbliche, le sue opere sono parte importante e significativa dell’arte italiana del Novecento.

La rassegna qui presentata è composta da oltre cento opere, fra dipinti, disegni e bozzetti di scena, che esaltano la complessità e ricchezza culturale dell’artista nei peculiari e vasti riferimenti figurativi.

Si distinguono per bellezza e contenuto le opere: Il Minotauro accusa pubblicamente sua madre (prima versione del 1948), che aveva profondamente appassionato il visionario per eccellenza Salvador Dalì, il celebre Sonno romano (1955) le Confessioni palermitane (1954). Fra i dipinti più importanti vi saranno: la Minerva Phlegraea, (1956-57) eccezionalmente prestata e mai più esposta dopo l’antologica dell’artista presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1990 e il Krak des Chevaliers (1968), prima d’ora esposto solo nel 1968 a Berlino.

Accanto ad altri noti lavori, vi è la serie dedicata ai miraggi, alle città sepolte, alle archeologie domestiche e alle “stanze”. Queste ultime, dagli anni Sessanta, sono caratterizzate dalla presenza di figure divine della simbologia egizia, come il Dio-falco Horus e le sfingi di ariete. Il vuoto, come elemento e spazio della memoria, prevale nelle opere degli anni Settanta e ben è rappresentato nei due celebri dipinti Corpus hermeticum e Un istante dopo.

Nella mostra di Marsala è riproposta l’attività di scenografo di Clerici che lavorò per i più importanti teatri internazionali. Fra i molti bozzetti, l’Incoronazione di Poppea per il Teatro La Fenice di Venezia nel 1949; Les Chevaliers de la Table Ronde di Jean Cocteau nel 1956 (spettacolo non realizzato) Alì Babà per il Teatro alla Scala nel 1963; Tre passi nel delirio, del 1968 di Federico Fellini, con il quale collaborò anche in altre occasioni; Dedalo per il Teatro Comunale in occasione della XXXV edizione del Maggio Musicale fiorentino nel 1972.

Oltre all’esposizione dei dipinti più noti, arricchisce la mostra una selezione di opere su carta, unitamente ad una serie di documenti che testimoniano i rapporti di Clerici con artisti suoi contemporanei come Giorgio de Chirico, Jean Cocteau, Alberto Savinio; a critici e storici dell’arte come Bernard Berenson, Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi.

La mostra propone altresì una serie di confronti con alcuni dei motivi ispiratori di Clerici (tra cui il gesuita Athanasius Kircher e Giovanbattista Piranesi) e, ancora, con alcune sequenze di celebri film di fantascienza degli anni Sessanta e Settanta che testimoniano l’affinità della pittura di Clerici con la componente fantastica e visionaria della cultura di massa del secondo Novecento.

Il catalogo, edito da Sellerio, presenta testi di Sergio Troisi e Nicoletta Campanella ed è arricchito da foto e documenti anche inediti.

Gli apparati bibliografici sono a cura dell’Archivio Fabrizio Clerici.

Notizie utili - "Fabrizio Clerici Opere 1937-1992", dal 7 luglio al 28 ottobre, Convento del Carmine, Piazza Carmine, Marsala (TP) . La mostra è curata da Sergio Troisi.
Orari: 10-13, 18 - 20 Chiuso lunedì
Ingresso: gratuito
Informazioni: tel. 0923 711631,
Catalogo: Sellerio.

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Venezia e l’Islam 828-1797, Palazzo Ducale, Venezia, Mostre Musei Libri & Teatri Musica Tv, Ultime Notizie

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Autore: comunicato stampa
Oggetto: Venezia e l'Islam 828-1797, Palazzo Ducale, Venezia
Inviato: Mer Ago 22, 2007 8:28 pm (GMT 11)

Dopo Parigi e New York, approda a Venezia la grande mostra dedicata al rapporto tra la Serenissima e il mondo islamico.

Palazzo Ducale, il luogo - simbolo della città e della sua millenaria civiltà - ne è la sede ideale. Nata dalla collaborazione scientifica tra gli studiosi dell’Institut du Monde Arabe, Parigi, del Metropolitan Museum of Art, New York e dei Musei Civici Veneziani, è curata da Stefano Carboni, organizzata e promossa dal Comune di Venezia e dalla Fondazione di Venezia, con la partecipazione di Venezia Musei. Catalogo Marsilio.

L’esposizione illustra l’articolato e intenso rapporto tra Venezia e il vasto mondo musulmano, attraverso centinaia di oggetti di un’arte raffinata e splendida – dai dipinti ai vetri, dalle ceramiche ai metalli, dai tessili ai materiali a stampa - provenienti da collezioni veneziane prestigiose e da altre grandi istituzioni museali europee e americane, che testimoniano reciproco influsso nella definizione ed evoluzione dei linguaggi artistici, intensità e continuità negli scambi, trasmissione dei saperi e delle tecniche, talento di artisti e artigiani, ma anche di commercianti e imprenditori, e, naturalmente, squisita abilità diplomatica.

La mostra è integrata da un interessante itinerario in città “sulle tracce”di questo ampio intreccio storico e artistico e da una serie di eventi collaterali di approfondimento.

Venezia e gli Arabi, Venezia e i Turchi, Venezia e i Persiani: Venezia e l’Islam.

Storia di guerra, certo. Storia di pace e di attenzione all’altro, anche. Storia di intensa fascinazione. Storia di tutte le arti. Storia di scambi talmente profondi che talvolta gli studiosi di oggi esitano ad attribuire certe opere ad artisti islamici o veneziani: ambiguità interessanti e salutari, capaci di aprire prospettive e spunti di enorme interesse sugli uomini di quei secoli, il loro spirito, la loro capacità di fare, il loro genio.

Sola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, Venezia assurse al ruolo di grande impero marittimo sostanzialmente in virtù di questa capacità di relazione, sviluppando nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale: seppe comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane– dagli Ayyubidi ai Mamelucchi e agli Ottomani-, pur nelle peripezie della storia.

L’intento della mostra è far emergere e valorizzare questa importante capacità di integrazione attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni cronologico-tematiche che indagano tutti gli ambiti della produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, cartografia, lavorazione dei metalli, vetri, gioielli, tessuti, tappeti e molto altro, in duecento opere di incredibile ricchezza e altissima qualità.

Tra esse, grandi capolavori della pittura veneta tra Trecento e Settecento, da Bellini a Carpaccio, da Lorenzo Lotto a Tiepolo, oltre a disegni, miniature, rarissimi materiali cartografici. Straordinarie anche le sezioni dedicate all’arte applicata, in cui emergono con particolare evidenza, nel linguaggio artistico veneziano, temi, decori, tecniche, saperi mutuati dalla civiltà islamica.

Ampia e documentata è inoltre la sezione dedicata agli intensi scambi sul piano scientifico e filosofico, con opere a stampa, strumenti, oggetti.

Notizie utili - "Venezia e l'Islam 828-1797". Dal 28 luglio al 25 novembre. Venezia. Palazzo Ducale, ingresso Porta del Frumento, piazzetta San Marco. Progetto scientifico con l'Istituto del Mondo Arabo, Parigi, e il Metropolitan Museum, New York. A cura di Stefano Carboni, dipartimento di arti islamiche del Metropolitan. Organizzata dal Comune di Venezia e dalla Fondazione di Venezia. Catalogo Marsilio.
Biglietto: per la sola mostra intero 10 euro; ridotto 8 (fra gli altri, gruppi di almeno 15 persone previa prenotazione); ridotto speciale 5 (acquirenti biglietti "I musei di Piazza San Marco", "Museum Pass Musei Civici Veneziani"; classi di studenti accompagnati dall'insegnante, previa prenotazione).
Orario: tutti i giorni 9-19. Informazioni mk. musei@comune. venezia. it. Prenotazioni call center 041-5209070. Pagamento on line con carta di credito fino a 24 ore prima dell'appuntamento.
Itinerario sulle tracce dell'Oriente. A San Pietro di Castello l'opera più curiosa: nella navata di destra la cosiddetta "cattedra di San Pietro", certamente islamica, con decorazione epigrafica, iscrizioni dal Corano e geometrico-floreale. Alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni capolavori del Carpaccio (San Giorgio e il Drago, "Battesimo dei Seleniti"). Basilica di San Marco eretta nel IX secolo per accogliere il corpo di San Marco. Da Costantinopoli proviene la maggior parte dei marmi, i quattro cavalloni della facciata (ora nel museo di San Marco). Di carattere islamico le finestrelle sopra il primo e il quinto portale della facciata con grate a decorazione geometrica. Campo San Giovanni, sulla facciata della Scuola grande di San Marco il rilievo di destra raffigura la guarigione miracolosa di Anania abbigliato all'orientale. Campo Santo Stefano, sulla facciata della Scuola degli Albanesi il rilievo con Maometto II che assedia Scutari. Gallerie dell'Accademia : tappeti, vesti sontuose, anche con epigrafie arabe, turbanti, nei dipinti di Carpaccio, Veronese, Bellini, Paris Bordon, Mansueti, Tintoretto. A Campo San Tomà , Scuola dei Calegheri, entro la lunetta soprastante l'ingresso, un rilievo con San Marco che guarisce Anania, anche qui in turbante e vesti orientali. Fondaco dei Turchi (oggi Museo di storia naturale), uno dei palazzi più caratteristici sul Canal Grande, con la facciata decorata da patere e formelle. Campo dei Mori e Palazzo Mastelli o del Cammello: tre sculture dei cosiddetti Mori, i fratelli Rioba, Sandi e Alfani, mercanti che giunsero a Venezia nel 1112 e diventarono Mastelli. Il palazzo, sul lato opposto del canale , ha un rilievo con un cammello "da merci".