«Entro sei mesi sarà pronto il progetto esecutivo dell’ampliamento della base americana al Dal Molin»: lo ha detto il commissario Paolo Costa subito dopo l’incontro con il comandante delle truppe statunitensi di stanza nella caserma Ederle. Già l’altro ieri era stato firmato il verbale che di fatto consegna l’area agli americani, che intanto possono procedere con le attività preparatorie come la bonifica bellica, la demolizione di edifici che ospitavano l’aeronautica militare italiana e lo spostamento di alberi. «La capacità di mantenere gli accordi internazionali - ha detto Costa - è un bene essenziale, in questo momento, così come la continuità istituzionale e la corretta interpretazione dei livelli di governo».

Quanto alla decisione del Comune di Vicenza di indire una consultazione popolare, Costa ha detto che il referendum non incide in nessun modo sul procedimento che porterà alla costruzione della base. «Se si chiedesse ai cittadini di dire se sono favorevoli o contrari alla base - ha affermato - si tratterebbe di un tipo di referendum illegittimo».

Mentre il comitato per il no alla base ha occupato la stazione ferroviaria e tirato fette di polenta contro l’auto del commissario, il Comitato del Sì ha chiesto che il governo mandi l’esercito in appoggio alle forze dell’ordine, come avviene per altre città.


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