Casalinghe e operai strangolati da usura e estorsioni
, Anagnina, Castelli, Genzano, Lanuvio, Mario Sironi, Notizie di cronaca, Roma, Tuscolano, Velletri No Comments »Un falegname di 50 anni, insieme a due complici, era a capo di un giro di usura e di estorsioni che riguardava i centri dei Castelli ma anche la periferia della Capitale: l’Anagnina e il Tuscolano. Almeno una ventina le vittime accertate, fra le quali un operaio con una figlia disabile. L’uomo, strangolato dagli estorsori, è stato “espropriato” della sua casa.
A scoprire la spirale di usura nella quale erano finiti piccoli commercianti, fatta diminacce e violenze, anche persone con stipendi modesti e monoreddito, molte casalinghe, sono stati gli agenti del commissariato di Genzano, diretto da Maria Sironi. Più di un anno d’indagine che ha permesso alla polizia di ottenere dalla magistratura di Velletri il sequestro preventivo del patrimonio del falegname, Leonardo P., residente a Lanuvio. Oltre 700 mila euro “congelati” fra conti correnti bancari e alcuni immobili fra i quali quello espropriato con la forza al manovale con la figlia costretta sulla sedia a rotelle.
Sia Leonardo P., che il complice, Domenico D.G., e anche una terza persona (con funzioni di prestanome) sono attualmente a piede libero, denunciati per il reato di usura ed estorsione.
A fare scattare l’inchiesta, la denuncia di un cittadino dei Castelli strangolato dagli estorsori. Così i poliziotti hanno iniziato a indagare scoprendo che il cinquantenne di Lanuvio non solo faceva l’usuraio ma era anche “specializzato” nel riciclaggio di auto. Insomma un’attività a delinquere, secondo la polizia, su più fronti. Un anno fa, infatti, gli agenti di Genzano arrestarono Leonardo P. proprio per riciclaggio: fu sorpreso sulla sua auto che in realtà era totalmente clonata: assemblata con pezzi rubati di più macchine.
La seconda persona coinvolta nella storia di usura è Domenico D.G., di origine napoletana che, sempre secondo la polizia, avrebbe avuto il compito di terrorizzare le vittime restie a rispettare i pagamenti con interessi usurari anche del 200 per cento mensili. Un personaggio inquietante che a muso duro minacciava chi si rifiutava di pagare. Se non fosse stato saldato il debito sarebbero entrati in azione criminali slavi agganciati al napoletano per intimidazioni e violenze.
Sintomatico il caso di un manovale. Rimasto senza lavoro per un infortunio, e non potndo più pagare il mutuo di casa, si era rivolto al falegname per un prestito. È così scattato il “cappio”. L’operaio (con la figlia gravemente malata) si è ritrovato nel giro di pochi mesi strangolato a tal punto che è stato costretto a firmare un atto preliminare di compravendita della propria casa agli estorsori. Per fortuna l’intervento della polizia ha bloccato i beni degli usurai e li ha privati dei soldi e, quindi, annientato l’attività criminale della banda.
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