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Bangkok: Incalcolabile il danno economico all’economia thailandese

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Thailandia: primi italiani rientrati, disagi e proteste. Aeroporti ancora in mano ai ribelli

 

 

 

 

Questa notte la tensione in Thailandia è salita dopo lo scoppio di due granate che hanno ferito oltre 50 esponenti della protesta antigovernativa. L’opposizione chiede le dimissioni del primo ministro e lo accusa di essere al servizio dell’ex premier Thaksin Shinawatra, in esilio dal 2006 dopo un colpo di stato militare. Il premier Somchai Wongsawat ha dichiarato lo stato di emergenza agli aeroporti e ha investito la polizia dell'autorità di cacciare i manifestanti anche se gli agenti hanno detto che non ricorreranno alla forza. I sostenitori del Pad stanno occupando anche i due principali aeroporti della capitale, impedendo a migliaia di turisti di lasciare il Paese, minacciando seriamente le esportazioni e la crescita economica del Paese. Il vice capo della polizia nazionale tailandese, il generale Pongpat Pongjaroen, ha detto che la polizia ha iniziato a negoziare con i manifestanti antigovernativi che da inizio settimana hanno bloccato gli aeroporti della capitale Bangkok. Ma il leader del Pad (Alleanza democratica del popolo), Chamlong Srimuang, che guida la protesta, ha smentito l'informazione. Si teme un'escalation degli scontri anche tra la polizia, che in queste ore presidia gli areoporti occupati dai manifestanti, e gli stessi dimostranti. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, segue con molta attenzione l'evoluzione della situazione in Thailandia in merito alla quale viene tenuto costantemente informato dalla Unita' di Crisi della Farnesina.   Con particolare riguardo alla situazione dei nostri connazionali - si legge in una nota della Farnesina - Frattini mantiene un continuo contatto con i suoi partner europei e sta anche valutando l'ipotesi di impartire istruzioni per organizzare una operazione di rientro in Italia dei connazionali.
Al fine di limitare il piu' possibile, pur nel difficile contesto locale, i disagi per i cittadini italiani e' gia' oggetto di valutazione l'aeroporto piu' idoneo da dove gestire le partenze limitando il piu possibile le difficolta' di ulteriori spostamenti all'interno della Thailandia. E' mancata l'assistenza che ci aspettavamo". E' quanto lamentano i primi italiani, una novantina circa, rientrati oggi all'aeroporto romano di Fiumicino dalla Thailandia dove i manifestanti antigovernativi occupano da alcuni giorni i due aeroporti di Bangkok. I turisti hanno cominciato a lasciare la Thailandia da U-Tapao, una base militare che si trova a 190 km a sudest di Bangkok. Chi con un volo Thai, chi in pullman, i nostri connazionali hanno raggiunto Chiang Mai, località nel nord della Thailandia. Da qui hanno proseguito il viaggio di ritorno verso casa a bordo di un volo di linea del China Airlines partito da Taipei per Roma con scalo intermedio a Chiang Mai. Nelle ultime ore sembra che una sorta di apertura tra polizia, autorità aeroportuali e dimostranti abbia sortito un piccolo effetto positivo. E' stato autorizzato infatti dai dimostranti la partenza di ben 88 voli di cui la maggior parte della compagnia di bandiera Thay dall'aeroporto internazionale occupato verso le destinazioni europee e mondiali per alleggerire il gran numero di turisti rimasti "imprigionati" dalla situazione politica e dall'occupazione dei due aeroporti della capitale thailandese. Il primo aereo è già partito due ore fa, sembra che altri aerei nella notte ( l'alba a bangkok per via del fuso orario) siano autorizzati a partire.
La Farnesina sta valutando la possibilità di attivarsi per favorire il rientro degli italiani rimasti bloccati in Thailandia a causa delle manifestazioni antigovernative. "Il ministro Frattini, che mantiene un continuo contatto con i suoi partner europei, - si legge in una nota del ministero degli Esteri - sta valutando l'ipotesi di impartire istruzioni per organizzare una operazione di rientro in Italia dei connazionali". "È già oggetto di valutazione - continua il comunicato - l'aeroporto più idoneo da dove gestire le partenze limitando il piu possibile le difficoltà di ulteriori spostamenti all'interno della Thailandia". L'Ambasciata d'Italia a Bangkok, che in queste ore e' rimasta sempre aperta, ha attivato due numeri d'emergenza per fornire informazioni e assistenza ai connazionali: 0066 84 3333075 e 0066 81 8256103.

 


 Across Thailand - Il Libro fotografico del World Magazine -

foto: Christian Tipaldi

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Bangkok: Paralisi politica in Thailandia.

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Thailandia: primi italiani rientrati, disagi e proteste. Aeroporti ancora in mano ai ribelli

 

 

 

 

Questa notte la tensione in Thailandia è salita dopo lo scoppio di due granate che hanno ferito oltre 50 esponenti della protesta antigovernativa. L’opposizione chiede le dimissioni del primo ministro e lo accusa di essere al servizio dell’ex premier Thaksin Shinawatra, in esilio dal 2006 dopo un colpo di stato militare. Il premier Somchai Wongsawat ha dichiarato lo stato di emergenza agli aeroporti e ha investito la polizia dell'autorità di cacciare i manifestanti anche se gli agenti hanno detto che non ricorreranno alla forza. I sostenitori del Pad stanno occupando anche i due principali aeroporti della capitale, impedendo a migliaia di turisti di lasciare il Paese, minacciando seriamente le esportazioni e la crescita economica del Paese. Il vice capo della polizia nazionale tailandese, il generale Pongpat Pongjaroen, ha detto che la polizia ha iniziato a negoziare con i manifestanti antigovernativi che da inizio settimana hanno bloccato gli aeroporti della capitale Bangkok. Ma il leader del Pad (Alleanza democratica del popolo), Chamlong Srimuang, che guida la protesta, ha smentito l'informazione. Si teme un'escalation degli scontri anche tra la polizia, che in queste ore presidia gli areoporti occupati dai manifestanti, e gli stessi dimostranti. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, segue con molta attenzione l'evoluzione della situazione in Thailandia in merito alla quale viene tenuto costantemente informato dalla Unita' di Crisi della Farnesina.   Con particolare riguardo alla situazione dei nostri connazionali - si legge in una nota della Farnesina - Frattini mantiene un continuo contatto con i suoi partner europei e sta anche valutando l'ipotesi di impartire istruzioni per organizzare una operazione di rientro in Italia dei connazionali. Al fine di limitare il piu' possibile, pur nel difficile contesto locale, i disagi per i cittadini italiani e' gia' oggetto di valutazione l'aeroporto piu' idoneo da dove gestire le partenze limitando il piu possibile le difficolta' di ulteriori spostamenti all'interno della Thailandia. E' mancata l'assistenza che ci aspettavamo". E' quanto lamentano i primi italiani, una novantina circa, rientrati oggi all'aeroporto romano di Fiumicino dalla Thailandia dove i manifestanti antigovernativi occupano da alcuni giorni i due aeroporti di Bangkok. I turisti hanno cominciato a lasciare la Thailandia da U-Tapao, una base militare che si trova a 190 km a sudest di Bangkok. Chi con un volo Thai, chi in pullman, i nostri connazionali hanno raggiunto Chiang Mai, località nel nord della Thailandia. Da qui hanno proseguito il viaggio di ritorno verso casa a bordo di un volo di linea del China Airlines partito da Taipei per Roma con scalo intermedio a Chiang Mai.

 


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foto: Christian Tipaldi

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Il decreto anti-crisi nasconde la sorpresa pay tv contro Sky

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Il piano anti-crisi varato dal governo Berlusconi introduce dei piani d’intervento in una fase di crisi economica per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l’obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Il decreto legge anticrisi approvato dal Cdm pubblicato poi sulla Gazzetta ufficiale va in contrasto con le soluzioni adottate da altri paesi europei infatti il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione del pagamento dell’Iva dal 17,5% al 15% mentre ieri il governo Berlusconi ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell’Iva sugli abbonamenti alla pay-tv (Sky) dal 10 al 20%.

L’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge ha usato toni forti contro le scelte del governo: “in una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l’obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell’Iva dal 17,5% al 15%. Ieri invece il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell’Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%”.

Mockridge avverte gli abbonati Sky perché con il decreto anti-crisi chi ci perderà sarà solo l’utente della pay tv che si dovrà farsi carico di una tassa antipatica: “Sky oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell’indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di stream e tele+ nel 2003. Con la decisione annunciata ieri le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l’affermazione del governo che questo pacchetto ’sostiene lo sviluppo delle imprese”.


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Decreto legge anticrisi è pubblicato nella Gazzetta ufficiale

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Il decreto anti-crisi approvato dal Consiglio dei ministri è pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Nasce il fondo per favorire l’accesso ai prestiti da parte delle famiglie alle prese con le spese dovute all’arrivo di un nuovo figlio. Il decreto anti-crisi del governo Berlusconi presenta alcune novità come il blocco delle tariffe autostradali che passa da 4 mesi e non 6, all’arrivo di riduzioni fiscali (meno Irpef) sui compensi accessori per la produttività delle forze dell’ordine e della difesa, cambio di normativa previdenziale per il Servizio Civile, rifinanziamento per gli Lsu della scuola.

Il decreto anti-crisi conferma la norma che toglie l’Iva agevolata sulle Pay Tv come Sky, portando il pagamento iva dal 10 al 20%. La norma anti-crisi pubblicata sulla Gazzetta ufficiale vale 6,3 miliardi per il 2009, tutti interamente coperti dal provvedimento stesso. Nessuna copertura invece è prevista per il 2008: partono immediatamente solo le riduzioni di 3 punti dell’acconto Ires e dell’acconto Irap di novembre, che di fatto rappresentano solo uno spostamento di cassa delle entrate previste. In ogni caso, la scadenza del pagamento è domani (il termine di oggi, domenica 30 novembre, è aggiornato a lunedì 1° dicembre).

I contribuenti Ires, a questo punto, possono rifare i conti e calcolare l’acconto al 97% (invece che al 100%), oppure se hanno già versamento possono recuperare la differenza positiva come credito d’imposta, utilizzando la compensazione. Nulla cambia, invece, per quanto riguarda la quota di versamento Irpef e Irap per le persone fisiche, le società di persone, gli studi associati ed equiparati.

Un’altra novità del decreto legge anti-crisi è la revisione dei criteri della cassa integrazione per chi perde il lavoro che sarà estesa a chi lavora in quelle aziende o in quei settori (commercio, turismo) dove fino a oggi non erano previsti. Potranno andare in cassa integrazione anche i lavoratori con contratto a termine come gli interinali e gli apprendisti. Per quanto riguarda i lavoratori co.co.co il decreto prevede una specifica indennità una tantum, pari al 5% del reddito percepito l’anno precedente.


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Adeguamento dell’Iva per le pay-tv è danno per Mediaset

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi difende la norma del decreto anticrisi che aumenta l’Iva sulla pay tv, quindi sostanzialmente su Sky, dal 10 al 20%. Il premier Berlusconi, intervenendo telefonicamente a un convegno della Dc per le autonomie, a Sesto San Giovanni, ha spiegato che la sinistra aveva portato l’iva al 10% a Sky per gli ottimi rapporti: “la sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti e in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset che sta facendo partire una tv con gli abbonamenti. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole”.

Berlusconi ribadito che l’introduzione dell’iva doppia per Sky non è conflitto d’interessi: “Sky non è una concorrente di Mediaset perché viaggia sul satellite. Mediaset però è stata penalizzata” e per concludere il tema del conflitto d’interessi ha fatto sapere che con la riforma Gelmini Mondadori c’ha solo perso: “Il decreto Gelmini ha colpito anche la Mondadori. Qualche settimana fa abbiamo introdotto la norma secondo la quale i libri di testo potranno essere adottati solo con una cadenza di cinque anni. In questo modo è stata colpita la Mondadori che, mi sembra, abbia deciso di uscire dal comparto della scolastica”.

Il Cavaliere è tornato poi sul tema del dialogo con l’opposizione ma solo a una condizione escludendo Di Pietro: “Se il Partito Democratico volesse mettere fine all’alleanza con un signore violento, un calunniatore come Di Pietro farebbe un servizio al paese”. Non mancano le critiche alla sinistra per la sua costante opposizione: “La sinistra vuole scontrarsi con noi ribalta quanto abbiamo fatto sulla sicurezza, i conti pubblici, la scuola, l’economia reale. Sembrano immersi in una campagna elettorale continuativa, speriamo non la facciano durare anni”.


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