E’ il giorno delle mimetiche. Da oggi, infatti, anche a Roma, anzi soprattutto a Roma, arrivano i militari nelle strade. In totale, il Governo ha deciso di inviare nella Capitale 1.060 soldati. Ma oggi all’esordio saranno operativi circa 400, di cui 32 donne, provenienti dai parà della Folgore, dai Granatieri di Sardegna e dai Lancieri di Montebello. Tutti gli altri arriveranno gradualmente entro ferragosto. Compresi i 200 destinati al pattugliamento. E proprio sull’utilizzo delle pattuglie dei soldati nei giorni scorsi c’è stato un braccio di ferro tra il Governo e il sindaco di Roma Gianni Alemanno che non vuole le pattuglie dei militari nel centro e nei luoghi turistici della città. La decisione definitiva verrà presa mercoledì nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Carlo Mosca. Intanto oggi, in mattinata, proprio Alemanno farà un giro presso le sedi diplomatiche interessate dalla nuova vigilanza.

Presidi fissi. Il piano che definisce tutti i particolari sugli obiettivi sensibili e i militari da utilizzare per presidiarli è stato consegnato sabato mattina al Ministero dell’Interno dal prefetto di Roma. All’ultimo minuto sono state aggiunte altre due ambasciate: quella della Russia in via Gaeta e quella della Turchia in via Palestro. In tutto, 45 obiettivi sensibili tra sedi di ambasciate (comprese quelle presso la Santa Sede e la Fao), residenze di diplomatici, il Cpt di Ponte Galeria (60 parà della Folgore), l’ufficio Immigrazione, la pineta di Ostia e i numerosi nodi di scambio ferroviari (come quello di Tor di Quinto dove venne uccisa Giovanna Reggiani). Saranno utilizzati circa 850 soldati, in tuta mimetica e armati di fucile, i quali permetteranno di “liberare” almeno 330 uomini di polizia e carabinieri. Forze dell’ordine che, secondo le indicazioni del nuovo Patto per Roma Sicura siglato la scorsa settimana dal Comune, Provincia, Regione e ministero dell’Interno, saranno dedicate ad aumentare il pattugliamento della città soprattutto nell’orario notturno (dalle 19 alle 7). Per Roma, comunque, non si tratta proprio di una novità. I militari a presidio degli obiettivi sensibili della Capitale ci sono già da sette anni. All’indomani dell’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 proprio il Viminale inviò 120 uomini e 100 militari dei Granatieri di Sardegna ad affiancare i 1.500 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri che normalmente vigilano sugli aeroporti di Fiumicino e Ciampino

Sala operativa. Nel clima di massima collaborazione tra forza armate e forze dell’ordine, nella riunione di ieri, è stato deciso che nella sala operativa della questura sarà sempre presente anche un militare per coadiuvare la gestione del canale radio relativo ai presidi fissi.

Pattuglie in centro. La questione sui militari in pattuglia nel cuore della Capitale, che ha scaldato gli animi di Alemanno e del ministro della Difesa La Russa, è stata rimandata ufficilmente al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in programma mercoledì in prefettura. Certo, le dichiarazioni rilasciate dall’ex questore di Roma Marcello Fulvi fanno capire che sembra aver avuto la meglio il sindaco di Roma: con ogni probabilità, infatti, i controlli dinamici dei soldati non saranno effettuati nelle aree più turistiche come Colosseo, piazza Venezia e piazza di Spagna. «Il centro di Roma è abbondantemente presidiato dalle forze dell’ordine quindi la presenza dei militari è superflua - ha detto Fulvi - Se ci si sposta in periferia la situazione è diversa ed è lì che i militari possono aiutare le forze dell’ordine per tutelare i cittadini». Prima del comitato Alemanno, che più volte si è detto contrario alle pattuglie dei militari in centro, incontrerà il prefetto Mosca e il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. Comunque sia i pattugliamenti, in divisa verde ed armati solo di pistola, saranno operativi entro ferragosto e avranno tutti un modulo fisso: quattro soldati saranno coordinati da un ufficiale dei carabinieri o da uno della polizia.

La protesta. I collettivi giovanili di Roma hanno iniziato un volantinaggio in alcuni quartieri contro la decisione di schierare i militari nelle strade della Capitale. «Vogliamo denunciare la gravità della decisione dell’invio dei soldati - si legge in una nota - Inoltre vogliamo monitorare l’effetiva modalità di schieramento ed attuazione del Patto per Roma sicura».


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Fonte: Ultime Notizie