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Morgan Freeman, incidente d’auto ricoverato in gravi condizioni

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L'attore era al volante quando ha perso il controllo della vettura che si è cappottata
Trasportato in aereo all'ospedale Regional Medical Center di Memphis
Morgan Freeman, incidente d'auto ricoverato in gravi condizioni
Premio Oscar per "Million Dollar Baby" è tra i protagonisti di "The Dark Knight"
e dopo la morte di Heath Ledger ad Hollywood si parla di film maledetto

(23:30 04/08/2008)
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Fuga di plutonio nell’Agenzia per l’energia atomica

, Aiea, Mohammad El Baradei, Notizie dal mondo, Seibersdorf, Vienna, fuga di plutonia, fuga radioattiva No Comments »

Una leggera fuga di plutonio è avvenuta la notte di sabato in un laboratorio dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) a Seibersdorf, vicino a Vienna, senza causare vittime. Lo ha reso noto ieri il ministero dell’ambiente austriaco.

Nè le persone nè l’ambiente sono stati irradiati, ha assicurato il portavoce del ministero, Daniel Kapp, secondo il quale l’incidente «non ha messo in pericolo la popolazione» perché «le radiazioni sono rimaste nella zona di sicurezza» dell’impianto dell’Aiea.

Il portavoce ha annunciato l’apertura di un’inchiesta, anche se - ha sottolineato - i centri di rilevazione austriaci non hanno registrato un aumento della radioattività. Il laboratorio di Seibersdorf esamina campioni prelevati nel corso delle missioni di sorveglianza dell’Aiea nel mondo, come quella effettuata di recente in Siria, su un sito nucleare che sarebbe stato distrutto in settembre dall’aviazione israeliana.

Secondo le informazioni fornite dall’Agenzia, uno dei campioni prelevati dall’Aiea nelle sue varie missioni in siti nucleari in varie parti del mondo, stoccati nel laboratorio, è «scoppiato, liberando un poco di plutonio all’interno del laboratorio». La fuga ha fatto scattare un allarme automatico.
Al momento dell’incidente all’interno del laboratorio non c’era nessuno e la zona contaminata è stata sigillata. Costruito negli anni Settanta, il sito dell’Aiea non è conforme agli standard di sicurezza richiesti dall’Onu, secondo il direttore dell’Agenzia, Mohammad El Baradei, che lo scorso novembre aveva lanciato l’allarme sulla sicurezza del laboratorio, chiedendo lo stanziamento di 27,2 milioni di euro per il rinnovo della struttura.


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Strage di donne in Somalia per esplosione bomba

, Mogadiscio, Notizie dal mondo, Ong, Somalia, attentato dinamitardo No Comments »

Nuovo massacro a Mogadiscio, la tormentata capitale di un Paese diviso e in preda a una violenza senza fine. Almeno venti persone, la maggioranza donne impegnate nella pulizia di una strada nei quartieri meridionali di Mogadiscio, sono rimaste uccise nell’esplosione di una bomba. Nell’attentato, avvenuto nel quartiere K4, sono rimaste ferite anche una quarantina di persone. «Stavano ripulendo la via, aiutate da una ong, quando una grande esplosione ha scosso l’intero sobborgo. Ho contato 15 corpi, molti di donne fatte letteralmente a pezzi» ha raccontato Hasan Abdi Mohamed, testimone oculare della strage.

Un altro testimone ha aggiunto che «il numero delle vittime non cessa di crescere». Un medico del principale ospedale della città ha detto che sono stati ricoverati 47 feriti, di cui cinque morti a causa delle ferite riportate. Il sanitario ha giudicato l’attentato «il più grave delle ultime settimane» Poco più di un anno fa, il 26 giugno 2007, si verificò sempre a Mogadiscio un attentato analogo: una bomba, piazzata sotto un cumulo di immondizia in un mercato, uccise almeno sette persone, tra cui cinque donne impegnate nella pulizia delle strade della zona.

Fino a ieri sera, non si era registrata alcuna rivendicazione, ma questo tipo di attentati viene generalmente attribuito dalle autorità ai militanti islamici che alimentano un clima di insicurezza da quando furono cacciati nel 2006 a seguito dell’intervento delle truppe etiopiche a sostegno del governo di transizione somalo. Nel giugno scorso il governo aveva raggiunto, sotto l’egida dell’Onu, un accordo con una parte dell’opposizione islamica per una tregua di tre mesi a partire dal 9 luglio.


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Stuprato nel carcere di Catania perché scriveva poesie

, Antonio Fiumefreddo, Catania, Klauscondicio, Notizie di cronaca, carcere di Piazza Lanza No Comments »

Un gruppo di otto mafiosi avrebbe stuprato in carcere un affiliato al loro stesso clan giudicandolo gay per il fatto che scriveva poesie. Il fatto sarebbe avvenuto oltre due anni fa nel carcere di Piazza Lanza a Catania secondo quanto raccontato dall’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale del giovane violentato, alle telecamere di Klauscondicio, la trasmissione di Klaus Davi su You Tube. «Ho deciso di rendere pubblico il fatto dopo la denuncia del giudice Antonio Ingoia che ha rivelato come i boss, anche solo sospettati di omosessualità, vivano in un clima di terrore - ha detto Fiumefreddo - Ingroia ha ricordato il caso di Johnny D’Amato, boss mafioso americano, assassinato perchè gay. Ma non è il solo caso».

«Io ne so qualcosa visto che nella mai carriera ho difeso un ventenne indagato per associazione mafiosa e detenuto nel carcere catanese di Piazza Lanza. Il ragazzo - ha raccontato l’avvocato - scriveva poesie e aveva modi che potremmo definire effeminati. Non so nemmeno se fosse omosessuale, ma per il suo modo di essere, per la sensibilità artistica, e le sue poesie d’amore, venne ritenuto dagli altri detenuti omosessuale e venne trattato in carcere come tale. Fu violentato da un gruppo di otto detenuti, tutti in carcere per gli stessi reati, e fu costretto al ricovero in infermeria con nove punti di sutura all’ano. Oggi il ragazzo è ancora in carcere, ma per quell’episodio non ci fu alcuna conseguenza o punizione per i suoi aggressori».

«Riteniamo stupefacente che si venga a conoscenza dopo due anni, grazie alla denuncia dell’avvocato Fiumefreddo, che un ragazzo appartenente ad un clan mafioso, sia stato stuprato da altri appartenenti al clan perchè ritenuto omosessuale. Chiediamo immediati ragguagli alle autorità competenti; chiediamo di conoscere le attuali condizioni di vita all’interno dell’Istituto di Pena di Catania, Piazza Lanza, della vittima; chiediamo, al di là dei crimini commessi dal giovane, se e quali siano le misure messe in atto per la sua protezione». Lo affermano, in una nota congiunta, Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay, e Paolo Patanè, presidente di Arcigay Sicilia.


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Peschereccio sequestrato in Libia, smentite le violenze

, Giovanni De Luca, Giuseppe Genna, Libia, Mazara del Vallo, Nicola Asaro, Notizie dal mondo, Pietro Gunnella, Tripoli No Comments »

Prima ha lanciato pesanti accuse («siamo trattati come animali, ci puntano i fucili in bocca») nei confronti delle autorità libiche che da ieri tengono il suo peschereccio sotto sequestro. Poi il comandante Nicola Asaro ha fatto retromarcia, smentendo - in un colloquio con l’ambasciatore italiano a Tripoli - che il suo equipaggio abbia subito maltrattamenti. Piangendo come un bambino, parlando per pochi minuti con i suoi colleghi via radio, Asaro, 56 anni, comandante del «Valeria prima» sequestrato dalle autorità libiche a 35 miglia dalle coste africane, e scortato nel porto di Tripoli, ha detto: «Siamo stati trattati come animali, come schiavi, ci hanno puntato le armi addosso, i fucili in bocca, siamo stati tenuti tutta la notte in un stanzetta di 5 metri quadrati senza acqua, al caldo». I libici accusano i pescatori di aver sconfinato nelle acque di loro competenza da oltre dieci giorni.

Le parole del comandante-armatore del «Valeria prima» sono state riferite all’Ansa da Pietro Gunnella, comandante del motopesca mazarese «Giovanni Vincenzo», e da Giuseppe Genna, alla guida del «Maria Pina» attraverso un ponte stabilito dalla stazione costiera Palermo-radio sulla frequenza 33.40 Khz.

Il colloquio tra i pescatori è stato ascoltato anche dalla capitaneria di porto di Mazara del Vallo che ha girato una relazione al comando di Roma. Stamattina i sei uomini dell’equipaggio del «Valeria Prima» (quattro italiani e due tunisini) sono stati riportati a bordo e così Asaro è riuscito a raggiungere la radio e a raccontare ciò che avrebbe subito con il suo equipaggio. L’ambasciatore d’Italia in Libia, Francesco Trupiano, cui spetta il difficile lavoro diplomatico per la liberazione del peschereccio, ha parlato con Asaro e ha poi ridimensionato le accuse dicendo che il comandante gli ha detto che «nei confronti dell’equipaggio non vi sono stati maltrattamenti di sorta». Il reggente del consolato italiano a Tripoli Giovanni De Luca ieri mattina ha visto i connazionali a bordo del peschereccio e dice che «l’equipaggio sta bene».


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Carabinieri sulle tracce dei bikers per corse clandestine

, Notizie di cronaca, Roma, alcol test, bikers, consumo alcool, corse clandestine, multe autovelox, via Cristoforo Colombo No Comments »

Anche i carabinieri sulle tracce dei bikers, che la notte organizzano le corse clandestine schizzando sulle loro moto a tutto gas dalla Colombo fino al Grande raccordo anulare. Pronti a giocarsi la moto e la vita, trasformando alcune strade di Roma e il litorale in veri circuiti da gara dove i bolidi a due ruote sfrecciano superando anche i 300 chilometri all’ora. La scorsa settimana i vigili urbani hanno sequestrato trenta moto truccate ed elevato 250 multe autovelox per superamento dei limiti. I bikers si radunano ogni martedì notte al Lido, da qui partono per percorrere la Colombo a tutto gas.

L’altra notte i carabinieri del nucleo radiomobile hanno battuto al tappeto tutto il litorale di Ostia per contrastare e prevenire il fenomeno delle gare clandestine di veicoli e gli incidenti stradali. I militari hanno intimato l’alt ad auto e moto, 150 gli automobilisti e e i centauri che sono stati controllati, 31 le persone sottoposte alla prova con gli etilometri: 8 persone sono risultate positive, il test ha riscontrato tassi alcolemici superiori allo 0,5 previsto.

Sono state 47 le contravvenzioni elevate per infrazione al codice della strada, per un totale di 3.290 euro pagati dai trasgressori: le multe più numerose sono state quelle fatte per eccesso di velocità verificato con autovelox, e sono state tantissime anche le contravvenzioni elevate per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco. Dieci le patenti ritirate.

I servizi, che hanno riguardato soprattutto la via del Mare, l’Ostiense, la Cristoforo Colombo e il lungomare di Ostia, continueranno a tappeto: anche nei prossimi giorni le forze dell’ordine pattuglieranno le strade pe potere garantire la prevenzione con la loro e presenza lungo le strade maggiormente interessate.


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Decreto legge manovra triennale, Tremonti blinda i conti

, Daniele Capezzone, Giulio Tremonti, Ignazio La Russa, Notizie economiche, legge finanziaria 2008, manovra triennale No Comments »

Il decreto legge sulla manovra triennale arriva oggi alla Camera che domani voterà la fiducia. Discussione necessariamente breve, oltre che per il sopraggiungere delle ferie, per la blindatura dei conti operata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che ha praticamente già deciso tutti i saldi della manovra, con un effetto correttivo di oltre 9 miliardi per il 2009. Inevitabile che la Finanziaria che sarà varata a settembre nasca in una sorta di armatura rigida con cui dovranno fare i conti soprattutto i titolari dei dicasteri su cui si abbatte la scure dei tagli.

Non che ai singoli ministri venga tolta autonomia di scelta nel bilancio di loro competenza, ma dovranno vedersela con stanziamenti inferiori alle loro aspettative, sui quali articolare la flessibilità della spesa tra un capitolo e l’altro. E’ per questo che, nonostante il muro eretto da Tremonti verso le richieste dei suoi colleghi di governo, vari ministri non hanno rinunciato a far pressing su di lui in ragione delle esigenze dei rispettivi dicasteri. Sandro Bondi ieri è stato il primo a rivolgere un accorato appello a Giulio Tremonti «non per implorare un trattamento di favore», ma perché crede che il ministro dell’Economia abbia «il dovere di ascoltarlo» sui destini della cultura italiana, che il ministro dei Beni culturali ha in progetto di trasformare «da cultura finanziata a cultura di mercato».

E se la richiesta di Bondi si muove sul pur rispettabile terreno dei finanziamenti necessari a «investire nella bellezza per riportare l’arte nel cuore delle città», per un altro ministro come Ignazio La Russa i problemi sono ancora più pressanti e immediati dovendo fare i conti con la spesa per le tante missioni militari italiane all’estero. «Non mi piace la gara a difendere il proprio orticello», premette il titolare della Difesa, che però sottolinea subito «la specificità del comparto difesa e sicurezza, che ha un ruolo distinto dal resto del pubblico impiego, visto che i nostri uomini fanno un lavoro assai più rischioso e assai meno pagato». Di conseguenza La Russa annuncia il suo no «ai contributi straordinari da parte della Difesa per integrare i costi delle missioni all’estero. Da dicembre le cose devono cambiare e devono essere governo e Parlamento a finanziare integralmente le missioni che riterranno necessarie e tagliare quelle non indispensabili».

A protestare, sul versante dell’opposizione, contro le misure tremontiane è il ministro ombra Pierluigi Bersani che accusa il governo di spingere il Paese «sul baratro della crisi sociale» con i tagli che peseranno soprattutto su sicurezza, scuola e sanità. Quanto ai dati elencati da Berlusconi su crisi dei consumi e calo dell’Iva, Bersani commenta: «Calano i consumi ed esplode l’evasione fiscale: questo è il significato delle cifre annunciate dal premier. Come avevamo previsto tira un’aria del tutto nuova quanto a fedeltà fiscale». A Bersani replica il portavoce di FI Danieie Capezzone accusandolo di avere, «a differenza degli italiani, nostalgia di Visco». Mentre il capogruppo pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, rilancia l’allarme di Berlusconi sui conti pubblici osservando che, «al di fuori dei problemi della sicurezza per i quali è necessario reperire nuove risorse, dovremo evitare il consueto mercato sulla Finanziaria».


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Il flusso degli extracomunitari in partenza dalla Libia

, Cpa, Libia, Muammar Gheddafi, Notizie di cronaca, extracomunitari, immigrazione clandestina, sbarchi immigrati No Comments »

È un fiume di migranti che salpa dalle coste libiche quello che anche ieri ha riversato uomini, donne e bambini sull’isola di Lampedusa. Chi conosce il flusso degli extracomunitari verso l’Italia aveva previsto che con il mare calmo nel Canale di Sicilia vi sarebbero stati altri arrivi. E così è stato, a cominciare dalla mattina con lo sbarco di 44 persone, fra cui 17 donne, tratte in salvo da una barcone alla deriva dall’equipaggio di una motovedetta della Capitaneria di porto. E poi in serata con l’arrivo di altri 127 migranti, anche loro soccorsi in acque internazionali. Viaggiavano su un gommone di dieci metri, stipati come sardine, con il rischio di affondare. Fra loro vi sono 27 donne, di cui una incinta, e un bambino.

Tutti sono stati trasportati nel centro di prima accoglienza dell’isola, che con questi nuovi arrivi porta gli ospiti presenti a 911, di nuovo troppi rispetto agli 850 che la struttura può contenere.

Dalle coste libiche sarebbero pronti a partire ancora centinaia e centinaia di migranti, secondo quanto raccontano gli ultimi arrivati sull’isola: «Sono stato rinchiuso per due settimane insieme ad altre centinaia di persone in un capannone sulla costa libica prima di poter salire su un gommone», racconta un nigeriano giunto a Lampedusa stamani insieme ad altre 43 africani.

Intanto, altre due imbarcazioni sono state avvistate: vi sarebbero complessivamente 180 persone.
Non è dunque bastato il gesto di protesta avviato ieri dalla senatrice della Lega, Angela Maraventano, che è anche vice sindaco di Lampedusa, la quale per sei ore ha fatto uno sciopero della fame a bordo di una barchetta posizionata al centro dell’ingresso del porto dell’isola perchè voleva bloccare questi sbarchi e protestare contro il leader libico Gheddafi.

In serata è tornata indietro perchè ha detto ai giornalisti di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Maroni «che saranno rispettati i patti fra il governo libico e quello italiano per il pattugliamento congiunto in mare».

Ma con gli sbarchi di ieri è già tornata l’emergenza nel Cpa, da dove si registra quasi ogni giorno la fuga di extracomunitari. Ieri sera una decina di migranti sono stati fermati dai carabinieri nel centro di Lampedusa dopo che erano riusciti ad eludere la sorveglianza della struttura. I militari li hanno bloccati quando i migranti avevano già fatto il giro di un paio di bar per bersi una birra.


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Soldati operativi nelle strade da Milano a Palermo

, Gianni Alemanno, Notizie di cronaca, Patto per Roma sicura, decreto sicurezza, esercito italiano No Comments »

E’ il giorno delle mimetiche. Da oggi, infatti, anche a Roma, anzi soprattutto a Roma, arrivano i militari nelle strade. In totale, il Governo ha deciso di inviare nella Capitale 1.060 soldati. Ma oggi all’esordio saranno operativi circa 400, di cui 32 donne, provenienti dai parà della Folgore, dai Granatieri di Sardegna e dai Lancieri di Montebello. Tutti gli altri arriveranno gradualmente entro ferragosto. Compresi i 200 destinati al pattugliamento. E proprio sull’utilizzo delle pattuglie dei soldati nei giorni scorsi c’è stato un braccio di ferro tra il Governo e il sindaco di Roma Gianni Alemanno che non vuole le pattuglie dei militari nel centro e nei luoghi turistici della città. La decisione definitiva verrà presa mercoledì nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Carlo Mosca. Intanto oggi, in mattinata, proprio Alemanno farà un giro presso le sedi diplomatiche interessate dalla nuova vigilanza.

Presidi fissi. Il piano che definisce tutti i particolari sugli obiettivi sensibili e i militari da utilizzare per presidiarli è stato consegnato sabato mattina al Ministero dell’Interno dal prefetto di Roma. All’ultimo minuto sono state aggiunte altre due ambasciate: quella della Russia in via Gaeta e quella della Turchia in via Palestro. In tutto, 45 obiettivi sensibili tra sedi di ambasciate (comprese quelle presso la Santa Sede e la Fao), residenze di diplomatici, il Cpt di Ponte Galeria (60 parà della Folgore), l’ufficio Immigrazione, la pineta di Ostia e i numerosi nodi di scambio ferroviari (come quello di Tor di Quinto dove venne uccisa Giovanna Reggiani). Saranno utilizzati circa 850 soldati, in tuta mimetica e armati di fucile, i quali permetteranno di “liberare” almeno 330 uomini di polizia e carabinieri. Forze dell’ordine che, secondo le indicazioni del nuovo Patto per Roma Sicura siglato la scorsa settimana dal Comune, Provincia, Regione e ministero dell’Interno, saranno dedicate ad aumentare il pattugliamento della città soprattutto nell’orario notturno (dalle 19 alle 7). Per Roma, comunque, non si tratta proprio di una novità. I militari a presidio degli obiettivi sensibili della Capitale ci sono già da sette anni. All’indomani dell’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 proprio il Viminale inviò 120 uomini e 100 militari dei Granatieri di Sardegna ad affiancare i 1.500 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri che normalmente vigilano sugli aeroporti di Fiumicino e Ciampino

Sala operativa. Nel clima di massima collaborazione tra forza armate e forze dell’ordine, nella riunione di ieri, è stato deciso che nella sala operativa della questura sarà sempre presente anche un militare per coadiuvare la gestione del canale radio relativo ai presidi fissi.

Pattuglie in centro. La questione sui militari in pattuglia nel cuore della Capitale, che ha scaldato gli animi di Alemanno e del ministro della Difesa La Russa, è stata rimandata ufficilmente al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in programma mercoledì in prefettura. Certo, le dichiarazioni rilasciate dall’ex questore di Roma Marcello Fulvi fanno capire che sembra aver avuto la meglio il sindaco di Roma: con ogni probabilità, infatti, i controlli dinamici dei soldati non saranno effettuati nelle aree più turistiche come Colosseo, piazza Venezia e piazza di Spagna. «Il centro di Roma è abbondantemente presidiato dalle forze dell’ordine quindi la presenza dei militari è superflua - ha detto Fulvi - Se ci si sposta in periferia la situazione è diversa ed è lì che i militari possono aiutare le forze dell’ordine per tutelare i cittadini». Prima del comitato Alemanno, che più volte si è detto contrario alle pattuglie dei militari in centro, incontrerà il prefetto Mosca e il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. Comunque sia i pattugliamenti, in divisa verde ed armati solo di pistola, saranno operativi entro ferragosto e avranno tutti un modulo fisso: quattro soldati saranno coordinati da un ufficiale dei carabinieri o da uno della polizia.

La protesta. I collettivi giovanili di Roma hanno iniziato un volantinaggio in alcuni quartieri contro la decisione di schierare i militari nelle strade della Capitale. «Vogliamo denunciare la gravità della decisione dell’invio dei soldati - si legge in una nota - Inoltre vogliamo monitorare l’effetiva modalità di schieramento ed attuazione del Patto per Roma sicura».


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Doping, positive le controanalisi Baldini chiede l’esame del Dna

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Nuova tegola per l'atleta azzurro che è stato escluso dalle Olimpiadi
La nota di Federscherma: "Si è sempre distinto per la sua correttezza"
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(18:23 04/08/2008)