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La Nasa: “C’è acqua su Marte L’abbiamo toccata ed esaminata”

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La sonda Phoenix ha analizzato a fondo un campione di suolo
confermando i risultati già ipotizzati in precedenza
La Nasa: "C'è acqua su Marte L'abbiamo toccata ed esaminata"
La missione è stata prolungata di cinque settimane, fino al 30 settembre

(23:45 31/07/2008)
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Vicenza, i ‘No dal Molin’ occupano i binari della stazione

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L'invasione dei binari è durata solo dieci minuti, ed è stata preceduta
da uno scontro tra dimostranti e polizia; alcuni contusi tra entrambe le parti
Vicenza, i 'No dal Molin' occupano i binari della stazione


(23:38 31/07/2008)
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Roma, si allontana l’ipotesi Cissé Inter, Mourinho chiama Ferrari

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Brusca frenata per i giallorossi nella trattativa per l'attaccante del Marsiglia
Il difensore, senza contratto, potrebbe essere il rinforzo che cercano i nerazzurri
Roma, si allontana l'ipotesi Cissé Inter, Mourinho chiama Ferrari
Milan, Ancelotti chiude a Sheva: "Rimane al Chelsea e Borriello recupererà in fretta"
di STEFANO CARINA

(23:01 31/07/2008)
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Genova, fiamme alla raffineria Iplom Evacuati in 250, chiusa la A7

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Incendio in una colonna di distallazione vicino ai silos di benzina. Nessuna vittima
Interdetto un tratto dell'autostrada verso Milano e la ferrovia. Episodio simile nel 2005
Genova, fiamme alla raffineria Iplom Evacuati in 250, chiusa la A7


(22:55 31/07/2008)
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Torturati e massacrati nel viaggio di nozze ad Antigua

, Antigua, Bejamin Mullany, Catherine Mullany, Daily Mirror, Notizie dal mondo, vacanze mare, viaggio di nozze No Comments »

Non solo uccisa a sangue freddo ma torturata per una ventina di minuti. Emergono nuovi agghiaccianti particolari sulla brutale rapina subita in albergo da Catherine and Benjamin Mullany - la coppia di sposini britannici in luna di miele ad Antigua - finita in tragedia. Catherine - secondo quanto rivelato dai detective dell’isola caraibica - è stata infatti obbligata dai rapinatori a guardare il pestaggio del marito - cranio fracassato, gamba maciullata - e solo in seguito è stata uccisa con un colpo alla testa esploso a bruciapelo.

L’ipotesi della tortura sembra suffragata dalla testimonianza di un’altra turista britannica di 32 anni, Lorraine Martin-Bell, che ha raccontato alla polizia di aver udito le grida disperate di Catherine ma di non aver compreso in tempo quanto stava accadendo. «Ho udito un’esplosione che assomigliava a un colpo di rivoltella», ha dichiarato agli investigatori, «e poco dopo ho sentito una donna gridare “aiutatemi, per favore”». La testimonianza di Lorraine è stata pubblicata ieri dal tabloid “Daily Mirror”. Per Ben, il marito, ricoverato in fin di vita presso un ospedale dell’isola con un proiettile conficcato nel capo, si sono intanto affievolite le speranze di sopravvivenza. «È tenuto in vita dalle macchine, ma il suo cervello è morto: è una storia davvero triste», ha detto Fidel Fernandez, chirurgo di Antigua.

Ora i genitori di Ben, Kenneth and Marilyn Mullany, volati subito al capezzale del figlio, sono alle prese con la straziante decisione se staccare o meno la spina.


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Suzanne Tamim uccisa a Dubai da violente pugnalate

, Adel Matook, Cairo, Dubai, Libano, Londra, Notizie dal mondo, Rafik Hariri, Suzanne Tamim No Comments »

Doveva essere un astro nascente della musica libanese. Bionda, occhi verdi, quando nel 1996 vinse un talent show musicale, il pubblico fu abbagliato dalla sua bellezza e dalla sua bravura. Ma Suzanne Tamim non sarebbe stata una donna fortunata. Avrebbe appena colto il sapore del successo per poi scomparire in una caccia all’uomo che si sarebbe conclusa nel suo ultimo nascondiglio a Dubai. Da otto mesi, scappata dal Cairo aveva fatto perdere le sue tracce. Fino a lunedì quando amici preoccupati hanno avvisato la sicurezza del più esclusivo complesso residenziale di Dubai dove viveva al 21° piano.

La polizia l’ha trovata in un lago di sangue: il volto sfigurato e il corpo fasciato in abito da sera violato da violente pugnalate. Nessuno sembra essersi accorto di nulla fino a quando è arrivata la polizia sguinzagliata in tutto il complesso. «Alle dieci di sera ogni piano del palazzo brulicava di agenti», ha raccontato un residente del Jumeriah Beach Residence. «Siamo scioccati – ammette Naaman Aboumrad, il proprietario del Deli D cafè al piano terra della torre – qui la gente paga migliaia di dollari per la sicurezza e la riservatezza». Il che porterà la polizia a pensare che l’assassino possa essere qualcuno che la conosceva.

Suzanne nella sua turbolenta vita era riuscita a produrre solo due dischi, alcune canzoni diventate famose nel mondo arabo, tra le quali una, “Amanti”, dedicata al premier Hariri brutalmente assassinato a Beirut. Aveva talento, ma la sua ricerca sfrenata di un uomo che l’amasse l’aveva portata ad avere due matrimoni falliti e un pessimo rapporto con il padre dal quale pare si nascondesse, secondo il giornale in arabo ancora prima di diventare famosa. Poi è arrivato il suo secondo marito, Adel Matook conosciuto in Francia e diventato suo manager, le aveva fatto promesse, le aveva detto che l’avrebbe rilanciata mentre poi accecato dalla gelosia, le aveva chiesto di smettere di cantare ed era riuscito ad ottenere un’ordinanza per cui lei non potesse lasciare il Libano.

Ma Suzanne aveva detto no, lo aveva lasciato e lui l’aveva accusata di avergli rubato 350 mila dollari dalla cassaforte. Condannata a due anni, non fece un solo giorno di galera. Lei voleva solo andarsene e liberarsi di lui e qualcuno, ex marito compreso, ha pensato che fosse lei il mandante dell’attentato che nel 2005 coinvolse Matook. Rimase ferito ma non sporse denuncia contro l’ex moglie e la polizia non scoprì niente.

L’unica cosa certa è che Suzanne non stava mai troppo a lungo in un posto, dopo Parigi, il Cairo è finita a Dubai dove viveva all’ombra del suo successo e forse della paura che la braccava. Qualche tabloid inglese parla anche di Londra dove si sarebbe innamorata di nuovo, ma la polizia che investiga non ha rilasciato nessuna dichiarazione, due persone sarebbero state fermate, ma nessun arresto è ancora avvenuto. Intanto nel web per gli appassionati di musica araba non si parla d’altro. Da messaggi di condoglianze a terribili minacce, alcuni la chiamano ratto, altri dicono che finalmente è stata estirpata come un’erbaccia, in genere estremisti islamici che molto spesso minacciano donne famose senza però quasi mai colpire veramente.


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De Robbio non ha commesso nessuna violenza sessuale

, Ischia, Napoli, Nicola Nicolella, Notizie di cronaca, Raffaele De Robbio, prestazione sessuale, violenza sessuale No Comments »

Nessuna violenza sessuale. Torna libero Raffaele De Robbio, 37 anni, che per vivere fa il parcheggiatore ma frequenta di solito i salotti buoni delle mete preferite d’estate dalla jet-society della Campania. Su di lui, un’accusa infamante: aver violentato una ragazza di appena sedici anni. Un’accusa che nel fine settimana scorso l’aveva portato in carcere proprio per sospetto stupro.

Gli inquirenti avevano persino ipotizzato che De Robbio avesse attirato la sua giovane vittima in un tranello: in cambio delle sue prestazioni sessuali si sarebbe detto pronto a offrire un posto di lavoro. Era stata la stessa giovane, con il volto rigato dalle lacrime e tenuta per mano dalla madre, a raccontare ai carabinieri le violenze subite. La sua versione era stata confermata dal fratello. Aveva sorpreso la ragazza nella sauna con il parcheggiatore.

Meno di tre giorni dopo, il castello accusatorio frana, Raffaele De Robbio torna libero. La decisione è del gip del tribunale di Napoli. A suo carico non sono emersi elementi tali da indurre i magistrati a confermarne l’arresto.

Tutte false, le accuse a suo carico. Tanto che ora potrebbe persino chiedere il risarcimento danni per l’immagine a chi non aveva esitato ad accusarlo. Ne è convinto, il legale di De Robbio, il penalista Nicola Nicolella. A far cadere le accuse è proprio il comportamento del fratello dell’apparentemente insospettabile Lolita. «E’ vero – sostiene – il fratello entra nella doccia e sorprende De Robbio con la ragazza. Ma non interviene. Viene anzi allontanato con estrema decisione». Emerge poi un particolare sconcertante. Non soltanto la ragazza non si sarebbe ribellata alle avances del parcheggiatore amante del jet-set. Ma, dopo, avrebbe preteso 400 euro in contanti. Tutt’altro che sprovveduta, l’adolescente. Ma su quei soldi non ha mai messo le mani. Una vendetta, la sua denuncia.


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Traffico di cocaina e hashish nella Palermo bene

, Germana Bravo, Notizie di cronaca, Palermo, Rosa La Mantia, Rosalia Sorrentino, cocaina, hashish, traffico di droga No Comments »

La parità si fa strada anche nei contesti criminali: al Capo, uno dei pittoreschi mercati popolari, erano quattro donne a controllare lo spaccio della cocaina ed hashish. Se la cavavano a meraviglia, proprio come i soci maschi che avevano giurisdizione nei quartieri Noce e Zisa. Anche questo è emerso da una operazione dei carabinieri di Monreale, diretta dalla procura antimafia, sfociata in 28 ordini di custodia, 25 dei quali eseguiti. Il giudice ha anche ordinato il sequestro degli automezzi e dei motocicli utilizzati dagli indagati per trasportare la droga, per un valore di oltre un milione di euro. Durante l’operazione sono recuperati 2 chili di droga. Numerosi clienti identificati e segnalati, tra di loro infermieri, impiegati amministrativi della sanità, di scuole private, architetti, ristoratori, imprenditori edili, commercianti e studenti universitari.

Agli indagati è stata contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Fra i 3 latitanti c’è anche una delle 4 donne, Germana Bravo, 42 anni, originaria di Francavilla a mare in provincia di Chieti, mentre le palermitane Rosalia Lannino, Rosalia Sorrentino, entrambe di 27 anni, e Rosa La Mantia, di 42, sono finite in cella. Il laboratorio per il confezionamento delle dosi è stato individuato dai carabinieri, hanno detto i Pm della Dda Rita Fulantelli e Amelia Luise, in un tranquillo appartamento era in un appartamento in viale delle Scienze, di fronte alla cittadella universitaria. Si occupavano di questo aspetto commerciale Giuseppe Vallecchia e Giuseppe Randazzo. Della banda faceva parte anche l’autista di un’ambulanza, Giuseppe Mangiaracina, che per lungo tempo ha potuto eludere i controlli azionando la sirena.

Come di regola quando la polizia setaccia i quartieri popolari per arresti, una folla di parenti degli indagati ha rumorosamente ”assediato” gli uffici dell’Arma aggredendo i militari, 7 dei quali sono rimasti contusi.


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Anagrafe di ricercatori italiani per programmi di ricerca

, Ferrucio Fazio, Notizie salute, programmi di ricerca, ricerca italiana, ricercatori italiani No Comments »

Un’anagrafe dei ricercatori italiani all’estero, per rafforzare la collaborazione sui programmi di ricerca, favorire gli scambi e magari anche il rientro dei nostri“cervelli” oltre confine. E’ il progetto a cui punta il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio: «E’ un progetto innovativo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di tenere i contatti con gli scienziati italiani all’estero, discutere i programmi di ricerca, avviare collaborazioni e favorire lo scambio di “cervelli”. Il rilancio della ricerca italiana passa anche per una maggior sinergia fra i due dicasteri che se ne occupano.

«Per la prima volta - rivendica Fazio - abbiamo costituito un tavolo tecnico congiunto per la ricerca biomedica tra i ministeri del Welfare e dell’Istruzione, università e ricerca, che si è insediato l’altro giorno. Si punta ad arrivare anche alla creazione di un fondo unico per la ricerca biomedica». Con un sistema di valutazione comune il tavolo si occuperà di rendere più trasparente l’assegnazione dei fondi, assicura il sottosegretario.


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Il cervello ricorda per mesi gli effetti degli stupefacenti

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Chi prova la cocaina una volta, non la scorda mai. O quasi. Il cervello, infatti, ricorda l’uso di sostanze stupefacenti, e i relativi effetti piacevoli, per mesi. Questa la scoperta del ricercatore italiano Antonello Bonci, in forze all’università della California di San Francisco. «Assumere cocaina - spiega lo scienziato su Neuron - determina un potenziamento delle sinapsi eccitatorie dell’area ventrale tegmentale (Vta) che resta attivo per mesi dal termine dell’uso della sostanza. E anche oltre la disintossicazione».

La Vta è la centrale della dopamina, cioè dove si produce l’ormone del benessere. E si attiva ogni qual volta ci si fa un qualche ‘regalò: da un dolce a un oggetto desiderato. Ma ovviamente, i neuroni nella Vta sono anche quelli che determinano la dipendenza dalle sostanze stupefacenti. Benchè finora il meccanismo cellulare sia rimasto avvolto nel mistero. «Il sistema di attivazione dei neuroni della dopamina e della ricompensa che si innesca con la cocaina - prosegue Bonci - è lo stesso osservato quando ci si concedono piccoli “peccati di gola”, ma - rileva il neurologo - benchè la potenza sia la stessa, in caso di dolci o regalini la memoria cerebrale dura molto meno». Dunque è la cocaina che «cementifica nel cervello le modificazioni per tempi molto lunghi».

Il processo di attivazione della Vta non sembrerebbe però solo il frutto dell’azione chimica e farmacologica della sostanza stupefacente. Studiando gli effetti della cocaina sui topi, infatti, gli scienziati coordinati da Bonci hanno scoperto che «la reazione dei centri del piacere è inferiore se la ricompensa è assunta passivamente», come verificato sui topi. Il cervello, in pratica, si ricorda delle droghe e del piacere che procurano tanto più se siamo noi a decidere di assumerle, volontariamente. Questo inedito risvolto ha suggerito ai ricercatori nuovi spunti da approfondire nel prossimo futuro.


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