Bolzano, titolo vicino
, La Gazzetta dello Sport, Sport Vari, sport No Comments »In gara-3 di finale scudetto sconfitto il Renon 3-1. Giovedì sfida decisiva per i biancorossi che potrebbero laurearsi campioni per la 17ª volta
Quello che stiamo vivendo è un problema congiunturale non locale e il primo obiettivo è impedire che l'inflazione salga ancora. Lo ha detto a Barletta il Garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, partecipando ad un convegno. Lirosi ha sottolineato che in Italia l'indice di inflazione è del 3,3 per cento ma - ha aggiunto - non siamo quelli messi peggio, visto che in Spagna arriva al 4,6 per cento. È anche un problema culturale - ha continuato - oltre che congiunturale, per evitare che i prezzi lievitino c'è bisogno di senso civico e corretta informazione. Tempo fa fu annunciata una stangata del 40 per cento sui prodotti ortofrutticoli, in previsione di una gelata che non c'è mai stata. I prodotti ortofrutticoli in quel periodo aumentarono del 15 per cento. Lirosi ha detto ancora che la risposta del garante per la sorveglianza dei prezzi non è una risposta esaustiva e risolutiva dei problemi. Io - ha aggiunto - non faccio miracoli, non posso fissare tetti o intervenire sui prezzi direttamente visto che siamo in un libero mercato che si autoregola, o dovrebbe, con la concorrenza. Il Garante - ha continuato - non sanziona nè è possibile tornare ai prezzi amministrati che, paradossalmente, eliminando la concorrenza, potrebbero fare salire l'indice dell'inflazione. "Tra tutti questi non poteri e il nulla, però, il mio compito - ha concluso - è quello di rappresentare un presidio unificante a tutela dei consumatori in accordo con le pubbliche amministrazioni, con il governo e con le Regioni.
In particolare poi, secondo il Garante, il grano è aumentato del 170 per cento, la farina del 40 per cento, questo ha comportato necessariamente l'incremento del prezzo del pane. Abbiamo allora concordato con le associazioni di panificatori di chiedere ai loro affiliati di ribassare il prezzo del pane almeno a fine giornata, per accontentare i consumatori ed evitare che rimanga loro prodotto invenduto.
Di nuovo in salita i prezzi dei carburanti. La verde torna a un passo da quota 1,40 euro al litro e superebbe di quasi 2 centesimi questa soglia, toccando un nuovo record storico, se i prezzi non beneficiassero della riduzione dovuta al taglio temporaneo delle accise varato dal governo e scattato il 20 marzo scorso. In rialzo anche il gasolio, che si porta a 1,367 euro al litro. Ma senza il 'bonus' il prezzo sarebbe di 1,387 euro al litro, cifra che rappresenterebbe un nuovo massimo.
Una corsa che ha prodotto un costante riavvicinamento dei prezzi di verde e diesel. Attualmente lo scostamento è attorno ai 3 centesimi di euro.
Se si intende veramente salvare l'economia delle famiglie, evitandogli un aggravio di quasi 300 euro l'anno - commenta Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - servono interventi più decisi e coraggiosi da parte del governo e un maggiore controllo sulle compagnie petrolifere. Secondo lassociazione, è opportuno, inoltre, che l'Antitrust indaghi sul prezzo quasi omologato praticato dai distributori di marca, maggiore di 10-12 centesimi rispetto a quelli non marcati.
Alla luce dei nuovi rialzi dei listini, appare chiaro come sia indispensabile un nuovo decreto che innalzi il taglio fiscale riducendo le accise di almeno 8 centesimi di euro al litro. Questa la proposta del presidente Codacons, Carlo Rienzi, che, dopo i nuovi rincari del carburante, in una nota spiega come il taglio fiscale varato dal governo il 20 marzo scorso sia del tutto insufficiente. Con la benzina e il gasolio a questi livelli - conclude Rienzi - si profila una stangata di circa 510 euro annui a famiglia: 150 euro annui in più solo per il pieno alla propria auto, a cui si aggiungono, sempre su base annua, 140 euro per il riscaldamento domestico, 80 euro per il gas, 40 euro per la luce e 100 euro per rincari generalizzati nel settore alimentare.
Per Federconsumatori con l'euro a 1,58 ed il petrolio a 108 dollari al barile, il prezzo della benzina si dovrebbe attestare ben al di sotto di 1,40 euro al litro, senza contare lo sgravio fiscale di 2 centesimi operato dal governo.