L'Espresso lancia l'allarme vino tossico: alterati 70 milioni di litri
Ancora uno scandalo che rischia di minare la fiducia dei consumatori. Lo ha denunciato un' inchiesta pubblicata dal settimanale Espresso, oggi in edicola. Si tratta di vino 'tagliato' con sostanze chimiche, che sarebbe stato messo in commercio da una ventina di aziende, sparse tra il nord Italia, la Puglia e la Sicilia. La Commissione Ue ha chiesto informazioni all'Italia sul vino. Lo ha riferito Nina Papadoulaki, portavoce del commissario alla Salute. Stamani, al Vinitaly, il ministro delle Politiche della famiglia Rosy Bindi, aveva detto: 'siamo stati in grado di isolare chi sbaglia. E' la conferma di un sistema che funziona molto bene'. Una inchiesta che nasce "da capillari indagini del Corpo Forestale dello Stato e dell'Ispettorato Controllo Qualita', entrambe realta' riconducibili al Mipaaf". Il risultato, anticipato dall'Espresso, parla di 70 milioni di ettolitri di vino 'addizionato' con concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e contenente solo un quinto di mosto messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo.
L'inchiesta e' ancora in corso, ma al momento i magistrati delle due procure avrebbero scoperto un sistema industriale di contraffazione che nasce dalla criminalita' organizzata e alimenta le grandi cantine. Le aziende coinvolte nello scandalo sarebbero gia' 20. Otto si trovano al Nord: in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece e' sparso tra Puglia e Sicilia. "Sono cose veramente spiacevoli, pero' vediamole anche dall'altro lato. Su questa cosa qui del vino si e' messo le mani sostanzialmente e probabilmente su una banda di malfattori. Vuol dire che abbiamo i controlli necessari". Lo ha detto a Trieste il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani rispondendo a una domanda sull'individuazione di un traffico di vino all'acido muriatico. "Abbiamo quindi la possibilita' di uscire da momenti di crisi in un settore come quello alimentare. Bisogna pero' controllare le generalizzazioni e tenere in equilibrio i problemi. Perche' caso contrario potremmo avere dei problemi molto seri. Noi abbiamo ottime produzioni e quando qualcuno fa il furbo e ci sono condizioni negative siamo nella situazione che ci consente di bloccare l'accesso al mercato di queste produzioni. Ripeto abbiamo i controlli necessari. Sono comunque cose veramente spiacevoli".