L'inflazione ad aprile è rimasta stabile al 3,3 per cento, stesso dato di marzo. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare aggiungendo che i prezzi su base mensile sono aumentati dello 0,1 per cento. Ad aprile, fanno inoltre sapere dall'Istat, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (che viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee come sconti, saldi e vendite promozionali) registra nel mese di aprile una variazione di +0,5 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di +3,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2007, in lieve rallentamento rispetto al dato di marzo (3,6 per cento). L'inflazione di fondo è risultata pari +2,5 per cento, mentre l'indice al netto dei prodotti energetici è pari +2,7 per cento. Il tasso di inflazione acquisito è pari al 2,5 per cento. Il livello stabile dell'inflazione registrato ad aprile, sottolineano i tecnici dell'Istat, è il risultato di una accelerazione della crescita dei beni (+3,6 per cento su base annua) e contestualmente di un rallentamento della crescita dei servizi (+2,9 per cento su base annua). Sulla base dei dati preliminari, gli aumenti congiunturali più significativi dell'indice per l'intera collettività ad aprile si sono verificati per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,2 per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche, servizi ricettivi e di ristorazione (+0,5 per cento per entrambi), bevande alcoliche e tabacchi e mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2 per cento per entrambi). Sono registrate variazioni nulle nei capitoli servizi sanitari e spese per la salute e istruzione; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli trasporti, comunicazioni (-0,3 per cento per entrambi), ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2 per cento) e altri beni e servizi (-0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,8 per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5,5 per cento) e trasporti (+5,1 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono verifiche nei capitoli comunicazioni (-2,7 per cento) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,3 per cento).