Expo 2015, Milano vince
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l'assegnazione dell'Expo 2015 assegnata a Milano
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Milano ce l'ha fatta. Ha battuto la concorrenza della città turca di Smirne e nel 2015, dal 1/o maggio al 31 ottobre, ospiterà l'Expo Universale. I delegati del Bureau International des Expositions (Bie), al termine di una lunga sessione, hanno consegnato il loro verdetto: 86 voti a Milano, 65 a Smirne. Dei 152 aventi diritto solo un delegato non si è presentato alla votazione, che ha avuto momenti di tensione per notizie incontrollate, che in anticipo davano la vittoria ai turchi, e per problemi tecnici nel voto elettronico.
E a Milano tutto è ormai pronto per festeggiare, comunque vadano le cose. A ventiquattro ore dalla cerimonia definitiva, quando il Bie a Parigi sceglierà se assegnare l’Expo 2015 al capoluogo lombardo o alla rivale Smirne, si definiscono gli utlimi dettagli delle manifestazioni in programma per oggi. In Turchia sono tutti convinti che Smirne vincerà. Però non perdono occasione per bastonare la concorrente e per far vedere come Milano sarebbe inadeguata a ospitare l'Expo 2015, dimostrando poco fair play. Negli ultimi due giorni quotidiani del Paese, noti e meno noti, si sono sbizzarriti in commenti sul capoluogo lombardo, spesso tirando in ballo anche problemi nazionali in cui Milano ha un ruolo pressoché marginale.
Se in Italia sono in molti a sostenere che la candidatura di Milano si è molto rafforzata di recente, la Perla dell’Egeo è oltremodo fiduciosa e per alcuni favoritra. Anche perché come biglietto da visita porta, insieme a una linea di metropolitana, quattro linee di metrotramvia, un aeroporto, un porto che è tra i più attivi del Mediterraneo e che nel 2006 ha prodotto 12,7 milioni di dollaro di import e 14,5 di export. Ha cinque università ed è estremamente effervescente da un punto di vista culturale, con le numerose manifestazioni internazionali che da anni è abituata a organizzare. Nonostante la città si sia dimostrata, anche alle scorse elezioni politiche di luglio, la vera roccaforte dell’opposizione di sinistra, il governo Erdogan si è speso con decine di missioni e attività di lobbying soprattutto negli ambienti musulmani. E ancora di più ha fatto Abdullah Gul, attuale presidente della Repubblica, che ha così ancora una volta confermato le sue doti di grande diplomatico.
Difficile convincere la comunità internazionale della centralità di Milano, quando lo stesso governo nazionale con il premier Romano Prodi e il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa hanno deciso di consegnare alla Francia la compagnia di bandiera e puntare sull’hub romano di Fiumicino. Nonostante i numeri del trasporto merci e passeggeri dicano tutt’altro. Come convincerli ad assegnare all’Italia una manifestazione che in sei mesi attirerà 29 milioni di visitatori quando il ridimensionamento dell’aeroporto varesino potrebbe trasformare in un’avventura il viaggio verso Milano? Che senso avrebbe potenziare strade, autostrade e infrastrutture quando i piani di sviluppo continuano a guardare più a Roma che alla Lombardia? Locomotiva d’Italia, ma solo quando c’è da tirare la carretta e pagare le tasse. Tra chi mette le mani avanti, c'è il presidente della Provincia di Milano, anche lui in partenza per Parigi in vista di questo finale al cardiopalma: "Se Milano non ce la dovesse fare - dice Filippo Penati - com'è nelle sue migliori tradizioni si rimboccherà le maniche per vedere quanto di quel progetto potrà comunque essere realizzato".