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McLaren: “Polizia italiana imprecisa e fuorviante”

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McLaren: "Polizia italiana imprecisa e fuorviante"
"Il comunicato degli inquirenti sostiene in modo inesatto che le perquisizioni avrebbero evidenziato responsabilità dei manager del team". Che intende rivolgersi al ministero degli interni britannico
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Gas ed elettricità, in arrivo le tariffe sociali con bonus fino a 120 euro

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La tariffa sociale sulla bolletta elettrica a sostegno dei redditi più bassi potrà arrivare fino a 120 euro per i nuclei familiari più numerosi. Lo annuncia l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ricordando che il bonus sulle bollette elettriche riguarderà i clienti in condizioni di disagio economico e i malati che utilizzano apparecchiature salvavita ad alto consumo di energia elettrica. A regime il meccanismo di tutela sociale, potrà riguardare circa 5 milioni di famiglie. Perchè questo strumento sia operativo ci vorrà ancora qualche mese di lavoro, spiega l'Authority, ma il bonus per il 2008 potrà essere corrisposto retroattivamente con decorrenza dal primo gennaio di quest'anno.
"Il caro tariffe del settore energetico - afferma il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani - è ancora un problema, ma siamo riusciti a mettere in campo le tariffe sociali, al palo da anni, non solo sul fronte dell'elettricità, ma anche del gas". Con il via libera definitivo al provvedimento al cosiddetto milleproroghe - spiega Bersani - il meccanismo di tutela sociale previsto nel settore elettrico sarà infatti esteso anche al gas.

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Caro-energia, Consumatori: stangata fino a 1000 euro l’anno

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È urgente un intervento per contenere i costi dell'energia, che tra ricadute dirette ed indirette rischia di avere pesanti conseguenze sulle tasche delle famiglie italiane, nell'ordine di quasi mille euro su base annua. La stima è di Adusbef e Federconsumatori.
Secondo le due associazioni, per costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare maggiori spese peri i carburanti, con una ricaduta annua di 140 euro; per il riscaldamento domestico (150 euro in più all'anno); per la luce ed il gas (200 euro in più). Il totale delle ricadute per queste voci si attesta a 490 euro annui con una stima inflattiva - dicono le due associazioni - di circa 1,7 per cento sulla spesa annuale delle famiglie. Ci sono poi costi indiretti, che incideranno nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo a causa di tre questioni fondamentali. La prima, causata da maggiori costi trasporto, pari a 90 euro annui. La seconda, relativa all'aumento del costo della Virgin Naphta, la materia prima ricavata dal petrolio utilizzata in processi di trasformazione chimica per la produzione di plastiche, vernici, detersivi, con una ricaduta attorno a 180 euro annui. La terza questione attiene ai costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari, che peserà, all'incirca, per altri 160 euro annui. Questo secondo totale, relativo alle ricadute indirette, è pari a 430 euro all'anno, con una stima inflattiva di circa l'1,4 per cento.
"Complessivamente - osservano Adusbef e Federconsumatori - l'aumento inflattivo, per costi diretti ed indiretti, si attesterebbe al 3,1 per cento". Le associazioni dei consumatori chiedono che si appronti un "serio ed accelerato piano energetico" e sul fronte dei carburanti, di modernizzare la rete, di favorire l'apertura di distributori negli ipermercati, di dotare tutti i punti di rifornimento del sistema self-service, di sopprimere raccolte punti e gadget convertendole in sconti o buoni benzina. Misure che consentirebbero di risparmiare 13-14 centesimi al litro pari a 156 euro annui.

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L’Istat conferma l’inflazione al 2,9 per cento. Consumatori: i prezzi alimentari richiedono un intervento urgente

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Nel mese di febbraio l'inflazione è rimasta stabile al 2,9 per cento, ma i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 5 per cento rispetto a febbraio 2007. Lo comunica l'Istat precisando che si tratta della variazione più alta dal 1996. In particolare il pane ha registrato un +12,5 per cento, la pasta +14,4 per cento il latte +10 per cento.
Su queste voci, insieme a carne e formaggi, secondo Federconsumatori, le famiglie italiane avranno rincari pari a 445 euro l'anno, a fronte dei 245 stimati dall'Istat. "Sono dati sottostimati rispetto a quelli dei nostri osservatori – commenta l'associazione - che registrano ricadute ben più elevate, pari, per tutto il settore alimentare, a 445 euro l’anno, circa l'8,9 per cento della spesa complessiva". Federconsumatori ribadisce, quindi, la necessità di un intervento "mettendo in campo verifiche e sanzioni al fine di colpire ed estirpare abusi speculativi, controllate e gestite dal Garante dei prezzi".
"È gravissimo che i rincari coinvolgano i beni alimentari e i carburanti – commenta Carlo Pileri, presidente dell’Adoc. Sono due spese irrinunciabili per le famiglie, che pesano pesantemente sui loro bilanci, almeno 2000 euro in più dall’introduzione dell’euro. La nostra speranza è che i dati da noi diffusi sui ribassi dell’ortofrutta non siano un semplice fuoco di paglia, ma rappresentino il primo passo verso una decisa e necessaria inversione di tendenza. Realizzabile anche grazie agli sforzi congiunti di Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Associazioni dei consumatori”.
Per l'Adiconsum, in molti casi, gli aumenti dei prezzi servono proprio a mantenere inalterati i ricavi nonostante un calo dei consumi. "Se necessario – ha dichiarato il segretario Paolo Landi – chiederemo il ripristino dei prezzi amministrati" . Secondo l'associazione, infatti, tra "i pochi prodotti per i quali è rimasto il prezzo amministrato c’è lo zucchero il cui prezzo dal 2000 ad oggi è rimasto pressoché invariato".
"Di questo passo – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – i consumi nel settore alimentare a fine 2008, faranno registrare un drastico calo che potrebbe raggiungere la preoccupante quota -10 per cento. Di fronte ad aumenti di prezzi alimentari a due cifre – prosegue Rienzi – alle famiglie non resterà altra possibilità se non ridurre gli acquisti, per far fronte ai bilanci ed arrivare a fine mese. Per il Codacons serve un intervento della magistratura "per combattere le speculazioni e salvare il portafogli degli italiani”.

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Olio d’oliva: per l’obbligo di origine in etichetta arriva il “no” dell’Europa

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Non piace all'Europa il decreto italiano che dal 17 gennaio impone l'obbligo di indicare l'origine in etichetta per l'olio extravergine d'oliva, mentre la normativa europea prevede che l'origine sia solo facoltativa per quelli che non siano Dop o Igp. Bruxelles ha quindi deciso di aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia che ora avrà due mesi di tempo per presentare le proprie osservazioni agli uffici della Commissaria europea dell'agricoltura, Mariann Fischer Boel. "Noi non cambiamo rotta", è stata la reazione immediata del ministro per le Politiche agricole e alimentari, Paolo De Castro, che ha tenuto a sottolineare: "Siamo assolutamente convinti della bontà delle nostre decisioni in materia di etichettatura obbligatoria". Per De Castro "il tema dell'origine è centrale per la tutela del prodotto come del consumatore e - dice - continueremo a batterci per vedere affermato questo principio in sede internazionale". Si prospetta, quindi, un braccio di ferro tra Roma e Bruxelles che sembra voler rinviare il dibattito politico alla fine dell'anno, quando è attesa la pubblicazione del libro verde sulle opzioni possibili in agricoltura in materia di qualità, etichettatura d'origine e indicazioni geografiche protette. Al momento, però, all'interno della Commissione europea prevale la tesi che le possibilità di riportare sull'etichetta l'origine dei prodotti vanno regolate dalle normative in vigore nei specifici settori: nel caso dell'olio d'oliva è il regolamento della Commissione Ue 1019 del 2002 sulle norme di commercializzazione del prodotto. Ed è proprio su questo regolamento, ed in particolare sull'articolo 4, che si è incagliato il decreto italiano entrato in vigore il 17 gennaio scorso. Nel mettere sotto accusa l'Italia, Bruxelles ricorda che in base alla normativa europea la designazione dell'origine è possibile a livello regionale per i prodotti a denominazione e indicazione d'origine protetta (Dop e Igp). Per gli altri olii d'oliva, o miscele di olii, la designazione è facoltativa. Tuttavia, da una lettura attenta dello stesso regolamento 1019 del 2002 sulla commercializzazione dell'olio d'oliva emerge che "un regime obbligatorio di designazione dell'origine per gli olii d'oliva vergine ed extravergine costituisce l'obiettivo da realizzare" ma che in quel momento per la mancanza di un sistema di tracciabilità e di controlli sui diversi olii bisognava accontentarsi di un sistema facoltativo di designazione dell'origine. Insomma, già dal 2002 l'Ue riteneva l'indicazione obbligatoria dell'origine un obiettivo da realizzare, ma da allora non è emersa la volontà politica per farlo. De Castro è però più che mai deciso a dare battaglia e ha annunciato per le prossime settimane "un confronto serrato con Bruxelles".

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Garante della privacy: attenzione all’uso dei dati biometrici nelle banche

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Dovranno mettersi in regola al più presto le banche sottoposte ad accertamenti del Garante per la privacy per verificare la corretta applicazione della disciplina sui sistemi che utilizzano la rilevazione delle impronte digitali e del volto per regolare gli accessi (i dati cosiddetti biometrici). Uso disinvolto di sistemi per la raccolta di questi dati, in alcuni casi sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, mancanza di ingressi alternativi per clienti e dipendenti, informativa assente o incompleta. Queste le principali criticità emerse dai controlli effettuati a livello nazionale dal Garante in collaborazione con la Guardia di finanza.
Su 92 filiali di uno stesso gruppo bancario ben 82 sono risultate dotate di un sistema di rilevazione delle immagini delle impronte digitali e del volto senza che vi siano documentati motivi di sicurezza. Dagli accertamenti non è risultato, infatti, che l'adozione degli impianti biometrici sia connessa ad esempio a precedenti rapine subite, nè che le filiali siano situate in aree particolarmente a rischio. Gli istituti bancari dovranno quindi rivalutare, entro il 14 marzo, l'effettiva necessità di dotare le proprie dipendenze di sistemi di identificazione biometrica e provvedere senza ritardo alla cessazione o alla sospensione di trattamenti di dati nei casi in cui non risultino giustificati. Alcune agenzie, poi, presso le quali anche i dipendenti dovevano sottostare alla doppia rilevazione (impronte digitali e immagine del volto) per accedere al luogo di lavoro, dovranno predisporre ingressi alternativi o con modalità che non richiedano il rilascio di impronte. Agli istituti bancari, inoltre, che non si sono ancora dotati di ingressi alternativi per i clienti che non intendano o non possano avvalersi dell'impianto biometrico. Altre banche, sempre oggetto di accertamenti, dovranno adottare la procedura telematica prevista per inviare al Garante le comunicazioni o le richieste di verifica preliminare relative ai sistemi biometrici attivati o che intendono attivare. Da sanare, infine numerose irregolarità riscontrate nei tempi di conservazione delle immagini. Nei casi più gravi alle banche sono state altresì contestate sanzioni amministrative per inidonea o omessa informativa.

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Lorenzetto, giorno da ricordare

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Lorenzetto, giorno da ricordare
Il trevigiano della Lampre si aggiudica in volata la 4ª tappa della Vuelta Valenciana sullo spagnolo Florencio. Terzo Pozzato, Plaza resta leader. Domani conclusione con un'altra tappa per velocisti
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Bergamasco si scusa ”Questo non è rugby”

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Bergamasco si scusa "Questo non è rugby"
A due giorni dalla maxi-sanzione, il numero 7 azzurro torna sull'episodio di Cardiff: "Chiedo scusa a Byrne, alla nazionale, al club e ai tifosi, ma non volevo arrecare danno. Sarà mio impegno dimostrare i veri valori di questo sport sul campo quanto prima"
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Disegna la fratellanza e vinci l’impianto sportivo

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Disegna la fratellanza e vinci l'impianto sportivo
Sbarca a Milano il progetto Basketball is a Brotherhood di Adidas: tra tutte le scuole che personalizzeranno un paio di scarpe bianche sul tema "Uniti si vince, noi e non io", la vincitrice avrà in premio una nuova palestra o campo di gioco
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Sindaco del comune di Cervino, legato nell’auto incendiata, Notizie di cronaca, Ultime Notizie

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Fonte: Ultime Notizie Agenzia di pubblicità
Oggetto: Sindaco del comune di Cervino, legato nell'auto incendiata
Inviato: Sab Mar 01, 2008 3:26 am (GMT 11)

Primo cittadino di Cervino. E' stato rinchiuso in un'auto e legato. Il veicolo è stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. Sembra essere esclusa la pista camorristica. Giovanni Piscitelli, 52 anni, eletto in una lista di centrosinistra a Cervino, è stato trovato cadavere vicino alla macchina. Era riuscito a uscire. Aveva rapporti tesi con alcuni dipendenti comunali. Piscitelli aveva i piedi legati con del filo di ferro. Il sindaco di Cervino aveva precedenti per abuso d'ufficio. I carabinieri della compagnia di Maddaloni stanno proseguendo nelle indagini ed hanno già interrogato i familiari della vittima, alcuni suoi amici, consiglieri ed assessori comunali.