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Gravina, trovati corpi dei fratellini Pappalardi in un pozzo, Notizie di cronaca, Ultime Notizie

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Oggetto: Gravina, trovati corpi dei fratellini Pappalardi in un pozzo
Inviato: Mar Feb 26, 2008 8:14 am (GMT 11)

La scoperta in Puglia, dopo che un tredicenne era caduto dentro, fratturandosi le gambe. I soccorritori hanno visto sul fondo resti umani mummificati. Prefetto e questore: sono quasi certamente Ciccio e Tore Pappalardi, scomparsi il 5 giugno 2006. A conferma uno degli indumenti trovati nel pozzo, la maglia che Salvatore aveva il giorno della scomparsa. Il pozzo è in una casa abbandonata nei pressi della pineta e della stazione ferroviaria di Gravina in Puglia, nel centro storico della cittadina murgiana. Il Questore: "Sono sicuramente loro". Il padre è in carcere accusato del delitto. Gli inquirenti: "Non escludiamo l'incidente". Le ossa dei fratellini saranno recuperate domani ed esaminate dai carabinieri dei Ris. Il professor Vincenzo Pascali, direttore dell'istituto di medicina legale dell'università Cattolica di Roma, commenta la notizia sul ritrovamento dei cadaveri mumificati dei fratellini Pappalardi:"È davvero strana la coincidenza della caduta di un bambino in un pozzo con il possibile ritrovamento dei cadaveri, nello stesso pozzo, dei due bambini scomparsi due anni fa a Gravina. O quello è luogo dove molti bambini vanno a giocare, oppure c'è dell'altro che si deve capire".
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Elezioni politiche, Popolo della Libertà, non agli indagati, Notizie politica, Ultime Notizie

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Oggetto: Elezioni politiche, Popolo della Libertà, non agli indagati
Inviato: Mar Feb 26, 2008 8:07 am (GMT 11)

Ma Bondi precisa: «Presenteremo alle elezioni chi è vittima della giustizia politica»

Non verrà candidato nel Popolo delle libertà chi ha in corso procedimenti penali. Lo annuncia Sandro Bondi, in una lettera inviata ai coordinatori regionali di Fi, ai membri del co­mitato candidature e al presi­dente Silvio Berlusconi, specifi­cando però che la decisione non riguarda i procedimenti che «come sappiamo, hanno un'o­rigine di carattere politico». La lettera di Bondi prosegue sotto­lineando che «per quanto ri­guarda la riconferma dei parla­mentari uscenti è necessario va­lutare il numero delle legislatu­re ricoperte, il loro radicamento territoriale, l'impegno profuso a favore del partito specialmen­te in occasione delle grandi ma­nifestazioni promosse in due anni di opposizione, con l'obiet­tivo di favorire un necessario e naturàle ricambio della nostra rappresentanza parlamentare, con particolare attenzione alle donne e ai giovani».

SEMPRE a proposito di candi­dature, in Sicilia il coordinatore di Fi, Gianfranco Micciché, non sembra in vena di fare passi" in­dietro sulla propria a governa­tore, per far posto a Raffaele Lombardo, che consegnerebbe al Pdl il pacchetto di voti del suo Movimento per le autonomie. Una dote importante per la cor­sa alla Regione, ma soprattutto per vincere il premio di maggio­ranza nella competizione na­zionale. Per il Pdl rimane aperta anche la questione del candida­to da opporre a Francesco Ru­telli, che sarà sostenuto dal Pd e probabilmente anche dalla Si­nistra arcobaleno, per il Campi­doglio.

Dopo il rifiuto di Giulia­no Ferrara, i vertici del Pdl de­vono trovare un nome abbastanza forte da misurarsi con la corazzata rutelliana. Tra i papa­bili, in testa due parlamentari diAn: Gianni Alemanno, già sfi­dante di Veltroni nella tornata amministrativa del 2006, e Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e leader dei gio­vani del partito. Meno quotati gli azzurri Alfredo Antoniozzi e Francesco Giro, coordinatore di FI per il Lazio. In casa Pd, in­vece, i radicali hanno accettato la proposta di inserire i propri candidati nelle liste democratiche, pur giudicandola «meno efficace» del collegamento di una loro lista a quella del Pd. Ma considerano quest'offerta «una base di partenza». In particola­re, a Torre Argentina si conti­nua a chiedere che siano candidati Marco Pannella (cui Enrico Boselli offre la candidatura con i Socialisti) e Sergio D'Elia. Rosy Bindi, che non avrebbe voluto disfare l'Unione, mugugna. Ma Walter Veltroni le risponde che per i Radicali vale lo stesso schema su cui è basato l'accordo con l'Idv.

Ossia «l'adesione al pro­gramma e alle nostre regole. Abbiamo inoltre regole e vincoli molto chiari che riguardano nu­mero dei mandati e condanne penali». Ed è un'ulteriore pietra tombale sulle richieste di Pan­nella e D'Elia. Naturalmente in­fastidita dall'intesa con i pan­nelliani anche la senatrice Pao­la Binetti, che torna alla carica sull'aborto: «A 30 anni dalla 194, bisogna fare il tagliando al­la legge e verificare gli obiettivi cui ha dato risposta e quelli ri­masti sullo sfondo». Intanto Veltroni anticipa che se vincerà le elezioni, porterà al primo Consiglio dei ministri dodici di­segni di legge che traducano il suo programma, che saranno presentati il 13 marzo. Su un possibile faccia a faccia in tv con Berlusconi dice: «Lo farò se ci saranno le condizioni». E forse gli sfidanti smetteranno di in­seguirsi, e inizieranno a fron­teggiarsi.

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Elezioni politiche 2008, Rosa Bianca Udeur, non c’è accordo, Notizie politica, Ultime Notizie

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Oggetto: Elezioni politiche 2008, Rosa Bianca Udeur, non c'è accordo
Inviato: Mar Feb 26, 2008 8:00 am (GMT 11)

Sembrano sfumare defi­nitivamente le possibilità di un accordo al centro tra la Rosa bianca e l'Udeur di Cle­mente Mastella, che nei giorni scorsi si era detto an­cora possibilistà. Nella nuo­va formazione centrista se ne fa un problema di imma­gine. È stato Bruno Tabacci, che della Rosa bianca è il candidato a palazzo Chigi, a chiarire senza mezzi termini la posizione del suo schiera­mento: «No a Mastella per­ché ha un problema con l'elettorato italiano, dal mo­mento che non si vota solo a Ceppaloni». Non è invece da escludere un avvicinamento con l'Udc, da cui due fondatori della Rosa bianca - Bru­no Tabacci e Mario Baccini ­sono fuoriusciti: «lo lavoro per unire tutti senza supre­mazie da parte di nessuno­ha detto Pier Ferdinando Ca­sini - ma con la consapevo­lezza che questa battaglia si deve fare con decisione sen­za perdere tempi in cose inu- . tili».lntanto l'area del cen­tro. appena ricostituita. cer­ca di posizionarsi in modo da riprendersi una buona parte dell'elettorato cattolico. Co­sì, tanto dalla Rosa bianca quanto dall'Udc, arrivano bordate sull'accordo tra Pd e Radicali, che sarebbe in­compatibile con la presenza dei cattolici nel partito di Veltroni.
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Indipendenza Kosovo, l’Europa fonda il primo Stato islamico, Notizie dal mondo, Ultime Notizie

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Oggetto: Indipendenza Kosovo, l'Europa fonda il primo Stato islamico
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:56 am (GMT 11)

Pristina ha rotto i legami con la Serbia, ma lo ha fatto portandosi via la culla della cultura ortodossa e dandola all'lslam e alla potenza Usa

La questione dell'in­dipendenza del Ko­sovo è declinabile sotto diversi punti di vista, ognuno dei quali porta a conclusioni op­poste su ciò che è successo domenica scorsa a Pristina e su ciò che è accaduto (e ac­cadrà) a Belgrado e dintorni. C'è quello kosovaro, in primis: dopo anni di sudditanza, il popolo nazionale albanese è riuscito a tagliare le corde che lo tenevano legato al sogno della Grande Serbia figlia di Tito. Un punto di vista che ha come necessario contraltare quello, appunto, della Serbia stessa. E qui la questione si fa già più complicata. Perché il Kosovo, per la Serbia, non è solo un pezzo del proprio ter­ritorio statale, ma è la culla stessa della propria cultura e della propria religione. Koso­vo Polje, infatti, è una grande pianura che dista pochi mi­nuti da Pristina. E fu teatro, nel 1389, di una sanguinosa battaglia tra i cristiani orto­dossi serbi e gli ottomani: per i primi fu una sconfitta, ma nonostante questo riuscirono per lungo tempo a mantenere la propria indipendenza dai turchi, che islamizzarono l'in­tera Penisola Balcanica.

E l'a­spetto dell'Islam europeo è un altro punto di vista da con­siderare: il Kosovo, da dome­nica, è il primo Stato islamico d'Europa. Un Islam moderato, aperto e moderno: come quel­lo di Bosnia, in qualche modo. E c'è poi un ultimo punto di vista: quello della comunità internazionale, che ha aiutato l'indipendenza. Contrari, so­prattutto i russi (gli spagnoli lo sono per motivi contingen­ti: i baschi), irritati dall'inte­resse americano per questa re­gione, estesa più o meno come l'Abruzzo, armata fino ai denti di missili a stelle e strisce.

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Legge aborto 194/78, interruzione volontaria di gravidanza, Notizie di cronaca, Ultime Notizie

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Oggetto: Legge aborto 194/78, interruzione volontaria di gravidanza
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:49 am (GMT 11)

In questi giorni un grande interesse della politica, dei media e della società civile è rivolto alla Legge 194 /78 che regola l'interruzione volontaria della gravidanza; le donne di tutta Italia sono tor­nate in piazza a sostegno del­la donna napoletana, che ha praticato un'interruzione di gravidanza per un feto mal­formato, accusata, nei fatti, di aver praticato un aborto fuori legge, per disfarsi del neonato. Problemi che vedono come principale protagonista la donna, la sua salute, il suo diritto di autodeterminarsi e la salute del feto. Sull'interruzione della gravidanza è da segnalare una recente decisio­ne del Tribunale di Monza, al quale il marito ha chiesto di pronunciare la separazione con addebito alla moglie, in quanto la stessa aveva interrotto la gravidanza senza aver reso partecipe della propria decisione il marito/ futuro pa­dre. I Giudici lombardi hanno deciso che: nella legge non vi sono distinzioni correlate alla condizione personale della donna; la legge tutela la donna in quanto tale, indipenden­temente dalla natura e dalle condizioni giuridiche del rap­porto con il padre del con­cepito; l'art.5 della 194 attri­buisce "in via esclusiva alla donna" la facoltà di decidere l'interruzione della gravidan­za. Sono temi difficili, che pongono delicatissimi proble­mi etici, la cui soluzione non potrà però mai prescindere dai principi richiamati dal Tribunale di Monza, anche se nello svolgimento di un se­reno rapporto coniugale una decisione così importante non potrà che essere condivisa.
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Emergenza am­bientale nell’area a ridos­so del fiume Sacco, Notizie di cronaca, Ultime Notizie

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Oggetto: Emergenza am­bientale nell'area a ridos­so del fiume Sacco
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:43 am (GMT 11)

E' il 2005: nella Valle del Sacco, tra Roma e Frosinone, scoppia un'emergenza am­bientale che induce le Autorità a interdire l'atti­vità agricola nell'area a ridos­so del fiume Sacco, con con­seguenze economiche e sociali devastanti. L'Assessore all'Agricoltura del Lazio, Da­niela Valentini, sta mettendo in campo, con l'Ufficio Com­missariale per l'Emergenza Ambientale, una politica inno­vativa, fondata sull'idea di bo­nificare i terreni senza bloc­care le attività economiche che vi insistono. Tale scelta fa parte della costituzione del primo distretto agro energe­tico italiano: la Valle dei La­tini. il recupero e la valorizzazione dell'area, possibili gra­zie alle prospettive aperte all'agricoltura dalle energie rinnovabili, partono dalla ne­cessaria messa in sicurezza dell'area.

Si è dunque scelto, con il supporto tecnico di Enea ed Arsial, di avviare su questi terreni colture arboree per produrre energia. La Re­gione oggi sostiene gli agricol­tori nell'introdurre della nuo­va coltura (pioppo), le Istitu­zioni locali e le aziende nel dotarsi delle caldaie a cippato per consumare il prodotto. L'approccio mira a garantire la sicurezza alimentare, e a so­stenere il reddito di famiglie e aziende dell'area attraverso meccanismi di mercato, non assistenziali. Completare il di­stretto agroenergetico prevede tempi lunghi, non solo per i "tempi dell'agricoltura", ma anche perché presuppone un'evoluzione culturale della comunità locale che le consen­ta di porsi sul mercato anche fornendo servizi innovativi e socialmente utili, come la pro­duzione di energia.

Le prime coltivazioni sono avviate già da un anno e lo sforzo della Regione viene osservato con attenzione anche a livello in­ternazionale: per la prima vol­ta si coniugano esigenze di bo­nifica, socio-economiche e di conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni (Protocollo di Kyoto). La Valle dei Latini è una delle pratiche esemplari identificate nel 2007 dalla Global Bioenergy Partnership (Gbep). Ci si chie­de se sia possibile, in settori dove l'Italia è in ritardo, come in quello delle bioenergie, col­mare il gap: l'esperienza della Valle dei Latini suggerisce una risposta positiva, dice però an­che che servono politiche am­biziose, innovative e coraggio­se, in grado di fare scelte forti e difficili.

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Sondaggio elezioni comunali Roma, Rutelli al 47%, Meloni 36%, Notizie politica, Ultime Notizie

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Oggetto: Sondaggio elezioni comunali Roma, Rutelli al 47%, Meloni 36%
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:37 am (GMT 11)

«Al momento del vo­to i romani pensino al Gra e a quante ore passano nel traffico»

Botta e risposta con il se­natore Mauro Cutrufo, vicese­gretario della Dca (Democrazia Cristiana per le autonomie), sulla corsa al Campidoglio, che sta entrando nel vivo. Un'espe­rienza di 6 anni da consigliere comunale, Cutrufo ha le idee chiare per quanto riguarda Il\. candidatura di Francesco Ru­telli: «È una minestra riscalda­ta, ero all'opposizione in Cam­pidoglio con Rutelli sindaco. È un imbonitore, come Veltroni». Sul fronte del Popolo delle Li­bertà, il leader democristiano non ha dubbi: «Se il candidato sindaco fosse la Meloni, la so­sterremmo con forza. La Meloni è un volto nuovo, senza schele­tri negli armadi, diversamente dai sindaci di centro sinistra,
che sulle spalle hanno 17 anni di mala gestione urbanistica della Capitale».

Cutrufo, candidato sindaco nel 2006, parla anche dei rapporti del Pd con gli allea­ti della Sinistra Arcobaleno: «A livello nazionale si sparano ad­dosso a vicenda. Qui a Roma, Ri­fondazione vuole la garanzia di Sentinelli vice sindaco, ma non è ancora detto che la spuntino ­dice il senatore - Poi, riprende­ranno a parlare di unioni civili e compagnia bella, dimentican­do i problemi veri della città e dei romani». Quali sono i pro­blemi veri dei romani? «Ad esempio il dramma del Gra pa­ralizzato, costellato di centri commerciali, che sono triplicati in città con Veltroni e Rutelli ­attacca Cutrufo - non capisco perché Confcommercio non ne parla mai di queste cose».

Ma la Meloni avrebbe qualche chance di spuntarla? «Se si candida, mi sembra la persona giusta. Vice presidente della camera, giova­ne, capace, le staremo accanto. E poi è leader di Azione Giovani, ha dietro il sostegno delle nuove leve. Per me ha una chance, perché anche se Rutelli nei sondag­gi è al 47 per cento e la Meloni al 35-36 per cento, in caso di bal­lottaggio i voti di Storace e Cioc­chetti andrebbero a lei». La ri­nuncia di Ferrara? «Ferrara è un nome !li grosso calibro, mafa una battaglia di bandiera. È pur vero che l'etica nella nostra vi­sione non può e non deve stare fuori dalla politica - aggiunge ­La politica deve riprendere la capacità di guida del paese.

Tro­vo insopportabile il populismo d'accatto, con i politici che van­no a "Porta a Porta" o al "Mau­rizio Costanzo", e si rivolgono alla piazza, sull 'onda degli umo­ri della gente». L'esponente del Popolo delle Libertà è convinto che «Al Campidoglio ce la pos­siamo fare, il mio slogan quan­do mi candidai a sindaco, can­didatura poi ritirata, era "Ro­ma, nun fa la stupida stavorta". Penso che resti attuale. Spero che i romani, al momento di vo­tare pensino a tutte le ore che passano imbottigliati sul Gra. Ho calcolato che in media un la­voratore passa tre anni della sua vit'a nel traffico».

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Famiglia Cristiana contro il Pd Berlusconi attacca ancora Casini

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Il settimanale sulle alleanze: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana"
La replica di Veltroni: "Rispetto per la laicità della politica. Basta scontri"
Famiglia Cristiana contro il Pd Berlusconi attacca ancora Casini
Il Cavaliere rassicura: "Non ci sarà bisogno di larghe intese, in vantaggio di 10 punti"
Finisce il fair play tra Pd e Sinistra. Bertinotti all'attacco: "Cgil deve restare autonoma"
di CLAUDIA FUSANI

(22:37 25/02/2008)
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Crisi petrolio, accise benzina, governo Prodi verso i tagli, Notizie di borsa, Ultime Notizie

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Oggetto: Crisi petrolio, accise benzina, governo Prodi verso i tagli
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:27 am (GMT 11)

Inarrestabile il rialzo del­l'oro nero. Solo ieri a New York City, il prezzo di un barile di greggio ha raggiunto un record storico: 100,40 dollari. Mai toc­cata una vetta simile. Dietro ta­le speculazione, il rischio del ta­glio della produzione paventato dall'Opec e che forse verrà at­tuato il prossimo 5 marzo. A ri­sentire di tale impennata del prezzo del petrolio, tutte le bor­se europee. In calo Francoforte (-1,47%), Parigi (-1,49%), Ma­drid (-1,37%), Zurigo (-1,09%) e Amsterdam (-0,46%). E il gover­no italiano reagisce parlando di un possibile taglio dell'accisa, da portare a termine in breve tempo. Tanto breve che è pre­visto per fine febbraio, con un effetto diretto sui prezzi. Il mi­nistero delle Finanze e quello dello Sviluppo economico, in­fatti, stanno lavorando ad un decreto che attui la norma con­tenuta nell'ultima Finanziaria e che prevede la rideterminazio­ne trimestrale dell'accisa per neutralizzare, il maggior gettito dell 'Iva conseguente all'aumento dei prezzi. Se l'alleggerimen­to fiscale andrà in porto quindi, la benzina scenderà da 0,564 centesimi allitra a 0,359. Il ga­solio invece da 0,423 centesimi al litro verrà venduto a 0,302.

Un taglio notevole, se calcola­to su vasta scala. Basta pensare infatti che per un pieno di verde si risparmieranno 12,3 euro e per uno di diesel 7,3. La saggia proposta è arrivata all'indoma­ni del ritocco del listino prezzi da parte delle sette sorelle. Da oltre un anno e mezzo un litro di benzina verde nei distributori dell'Agip infatti, non toccava i 1,399 centesimi. Ma, ricordia­mo, il primato venne raggiunto nel luglio 2006, quando il prez­zo registrato era di 1,409 cente­simi al litro. La benzina resta un argomento delicato, visto che solo nell'ultimo anno ha addi­rittura fatto registrare un au­mento del 15%. I cittadini cor­rano ai ripari, stanchi di spen­dere. Sempre più spesso si for­mano file chilometri che ai self servi ce e restano deserti i distri­butori con il servizio. Adusbef e Federconsumatori chiedono intanto che i gadget e i punti ac­cumulabili nelle pompe di ben­zina, possano essere convertiti in buoni utilizzabili nei distri­butori.

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Consiglio regionale della Campania, 500mila euro di affitto, Notizie di cronaca, Ultime Notizie

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Oggetto: Consiglio regionale della Campania, 500mila euro di affitto
Inviato: Mar Feb 26, 2008 7:22 am (GMT 11)

Affitti d'oro in Campania dove si pagavano anche 500mi­la euro all'anno per locali che dovevano servire al Consiglio regionale della Campania e che in gran parte non sono stati mai utilizzati e dove, con l'accusa di corruzione, sono finite ai domi­ciliari sei persone. Arresti, quel­li disposti dalla Procura di Na­poli ed eseguiti dallà Guardia di Finanza, che hanno coinvolto un consigliere regionale, Ro­berto Conte (Pd, subito sospeso dal partito), un ex dirigente re­gionale, Lucio Multari, ma an­che due imprenditori, un com­mercialista ed un medico. Il procuratore Giovandomenico Lepore avverte: «La corruzione è sempre più diffusa, tanto che appena possibile rafforzerò la Sezione reati pubblica amministrazione». Certo, dice Lepore, non esistono più le mazzette, le valigie piene di soldi: il loro po­sto lo hanno preso «sistemi più sofisticati», come società occul­te tra esponenti della politica, imprenditori e burocrati. Ma è un fatto che nelle stanze del Consiglio regionale la corruzio­ne sia entrata e che, dice Lepore, per altre storie saranno coinvol­ti anche altri enti pubblici.

In­tanto, a Napoli, nel 2005 il consigliere regionale Roberto Con­te, che allora aveva l'incarico di Questore alle finanze all'inter­no del Consiglio regionale, de­cise di fare l'affare. Denunciò che servivano più locali per il Consiglio e quei locali li propose anche. Poi, prima che inizias­sero le valutazioni delle offerte da parte dell'allora dirigente re­sponsabile del settore ammini­strazione, costituì insieme agli imprenditori Antonio e Carmi­ne Buglione; la società Europa Immobiliare. Grazie al ruolo di Lucio Multari e a irregolarità procedurali si fece in modo da far prevalere l'offerta della so­cietà di Conte. Insieme predi­sposero il contratto di locazione nell'ambito del quale, oltre al fitto annuo di circa 500mila eu­ro, c'era una clausola che pone­va, a carico del Consiglio regio­nale, spese altrettanto onerose previste da ulteriori servizi.