Marini: iniziate le consultazioni al Senato.

 

 

 

Franco Marini ha aperto, sotto l'incarico dal Capo dello Stato di un mandato esplorativo per verificare le possibilita' di consenso sulla riforma della legge elettorale attraverso un governo funzionale alla sua approvazione. Ma ancora prima di avviare formalmente le consultazioni Marini si trova gia' al centro del fuoco dell'opposizione, per nulla disposta a rinunciare al voto anticipato.Mario Baccini e Bruno Tabacci lasciano l'Udc. Una decisione annunciata da tempo ma che ieri, vista probabilmente anche la situazione che si è creata con l'incarico dato da Napolitano a Franco Marini, ha subìto un'accelerazione improvvisa.  dal centrosinistra arrivano le prime dichiarazioni di disponibilita', ma anche di avvertimento. Nello Formisano, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama, dice: "l'Italia dei Valori conferma il proprio sostegno al tentativo del Presidente del Senato" ma aggiunge "non saremmo disponibili ad un governo risicato e sotto ricatto di forze politiche che, magari per convenienza, rivedessero la loro posizione". Nel frattempo dal campo di centrodestra la Lega Nord fa sapere che "la parola deve tornare al popolo con il voto e pertanto la Lega Nord conferma che non inviera' nessuna propria delegazione alle consultazioni" afferma Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali del partito. "Politicamente la legislatura è finita col voto in Senato. Il giudizio torna ormai agli elettori assunto il fatto che, ripeto, politicamente la legislatura è finita. Il problema è sapere se si va con una buona legge elettorale o se si va con quella attuale che tutti considerano cattiva". Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ospite di '28 minuti', su Radio Due, in merito al mandato a Franco Marini per la riforma della legge elettorale. 'La parola deve tornare al popolo  con il voto. E subito. Il popolo non puo' essere preso in giro con i balletti delle consultazioni della paludi romane: pertanto  la Lega conferma che non inviera' nessuna propria delegazione  alle consultazioni del presidente Marini e per evitare gli  schizzi di fango, che sicuramente si solleveranno dalla palude romana, ha gia' fatto rientrare tutti i suoi uomini in Padania'. Lo afferma Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega.



Fonte: WorldMagazine