Il ministro della giustizia Mastella si è dimesso, anche lui indagato.
Terremoto e sconcerto nel mondo politico per la notizia dei domiciliari a Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella. Poco fa il Ministro si è dimesso dalla carica. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha deciso di dimettersi dal suo incarico dopo la decisione del gip di Santa Maria Capua Vetere, di mettere agli arresti domiciliari la moglia Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano. L’annuncio è contenuto nel discorso che il ministro sta facendo alla Camera dove era in calendario da tempo un suo intervento sullo stato della Giustizia in Italia. Il Gip avrebbe ravvisato nei confronti della signora Mastella gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta. Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente – scrive l’Apcom - ha radici profonde: l'uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis. Il ministro Mastella ha annullato tutti gli impegni, salvo l'intervento alla Camera dove potrebbe però consegnare il testo scritto dell'intervento che ha preparato sullo Stato della Giustizia e parlare a braccio. Il ministro Clemente Mastella alla Camera ha detto: "Hanno preso in ostaggio mia moglie, per questo getto la spugna". Mastella ha poi parlato di "tiro al bersaglio", di "continui controlli" attraverso le intercettazioni nei confronti della sua famiglia e del suo partito. "E' la prima volta, lo confesso che ho paura. Ho sempre combattutto politicamente, con il mio stile forse eccessivo, ora però ho ricevuto colpi bassi". Mastella ha attaccato duramente "una parte della magistratura che sta tentando una opera di demolizione" nei confronti della classe politica. "Mi è stata tesa una scientifica trappola, vile e ignobile. Hanno preso in ostaggio mia moglie". Ad ascoltare Mastella, sul banco del governo c'erano oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, i sottosegretari Ricardo Levi e Giampaolo D’Andrea, il viceministro Sergio D’Antoni.
La moglie del Guardasigilli ha detto di aver appreso del provvedimento che la riguarderebbe dalla tv e di sentirsi "assolutamente serena". "Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena, non ho nulla da temere e fornirò all'autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto", afferma. Credo che anche questo è l'amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia", conclude Sandra Lonardo. Il presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, moglie del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, raggiunta al telefono dall'ANSA, ha detto di non avere alcuna notizia di un provvedimento di arresti domiciliari nei suoi confronti.
Indagato anche Clemente Mastella.
Anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella è indagato nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, nella quale è coinvolta anche la moglie Sandra Lonardo. Secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, per il Guardasigilli è ipotizzato il reato di concorso in concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino. Si tratta di uno dei capi di imputazione contenuti nelle ordinanze di custodia eseguite oggi. Per tale vicenda Mastella è indagato in concorso con il consuocero Carlo Camilleri e gli assessori dell'Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte. In particolare avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell'Asi di Benevento di una persona "liberamente designata da Mastella".