La Banca centrale europea (Bce) ha lasciato i tassi d'interesse invariati, mantenendo il tasso principale al 4 per cento. Lo ha deciso il 10 gennaio il Consiglio direttivo dell'istituto a Francoforte.
"Le forti pressioni sui prezzi continuano - ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet -, la Bce è pronta ad agire preventivamente per contrastare gli effetti secondari e per fare in modo che i rischi al rialzo sui prezzi non si materializzino". Trichet ha sottolineanto che "la priorità è mantenere stabili le aspettative di inflazione". Il numero uno della Bce ha quindi aggiunto che il consiglio direttivo continuerà a "monitorare da vicino gli sviluppi dell'inflazione e dei mercati".
"No alla spirale prezzi-salari", ha quindi spiegato Trichet, invitando tutte le parti sociali ad "assumersi le proprie responsabilità" nei rinnovi salariali e nelle conseguenti richieste di aumenti. "Questo è essenziale", ha sottolineato Trichet, ribadendo che gli effetti secondari vanno evitati, al fine di "garantire la stabilità dei prezzi nel medio termine e il potere d'acquisto dei cittadini europei". Contro il caro-prezzi e gli effetti secondari, la Bce "resta pronta a intervenire in modo preventivo affinché questi rischi non si materializzino e di conseguenza le aspettative di inflazione restino saldamente ancorate. In linea con il nostro mandato, la priorità per il consiglio è ancorare i prezzi. I fondamentali economici dell'area euro - ha aggiunto Trichet - sono solidi. Comunque, il processo di riapprezzamento del rischio in corso sui mercati finanziari è ancora accompagnato da un'incertezza circa il suo potenziale impatto sull'economia reale. Continueremo a monitorare da vicino tutti gli sviluppi nelle prossime settimane".
Secondo Adusbef e Federconsumatori "diventa urgente sia una diminuzione dei tassi Bce per far respirare le famiglie, specie in Italia, sia un contestuale aumento delle retribuzioni, per far ripartire quel ciclo economico bloccato dalla crisi dei consumi, oltre al un blocco di alcune tariffe, con rincari non più giustificati".