Dal 2 gennaio via libera ai saldi. Confcommercio: poco più di 500 euro di spesa a famiglia
Dicembre 27, 2007Saldi invernali 2008 si parte: è ancora Napoli la prima città ad aprire, il 2 gennaio, la caccia allo sconto, seguita a ruota, come si legge nel calendario con le date città per città sul sito di Confcommercio, da Roma, Milano e Palermo che daranno il via agli acquisti scontati il 5 gennaio. Catanzaro e Campobasso dovranno attendere invece il 15 del mese essendo le ultime città a partire.
Ogni famiglia - calcola Confcommercio - spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell'anno scorso) con un'incidenza del 18 per cento sul fatturato del settore. Le famiglie interessate ai saldi sarebbero 11,9 milioni circa la metà dei 23,9 milioni di nuclei familiari italiani.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c'è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine si ricorda l'obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
Fonte: Tuttoconsumatori Notizie