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Il Milan è da Ronaldinho

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Il Milan è da Ronaldinho
Emissari della società rossonera sono a Porto Alegre: nelle prossime ore incontreranno la stella brasiliana del Barcellona. Lo ha rivelato lo stesso giocatore agli organizzatori della partita di beneficenza a cui ha partecipato ieri in Argentina
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Moratti: “L’Inter compra” 

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Moratti: "L'Inter compra" 
Con l'infortunio di Samuel, il presidente nerazzurro ci ripensa: "Potrebbe essere uno straniero, utilizzabile anche in Champions League. Maresca non è tra i giocatori che stiamo considerando"
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Ferrovie: dal 2008 gli Eurostar aumentano del 15 per cento. Codacons: rincari ingiustificati, ricorreremo al Tar

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Eurostar più caro: dal primo gennaio scattano gli aumenti dei prezzi dei treni di fascia alta. Rimarranno invece invariate le tariffe per i treni pendolari. Oltre che per l'Eurostar, bisognerà sborsare il 15 per cento in più per un biglietto sulle tratte ad Alta Velocità, dagli Eurostar City ai Tbiz. Lo ricorda una nota delle Ferrovie dello Stato, precisando comunque che i treni di fascia alta “sono utilizzati solo dal 3 per cento delle persone che ogni giorno prendono il treno”. E che per chi acquisterà il biglietto on line sarà a disposizione una tariffa migliore, scontata del 5 per cento.
Per il Codacons gli aumenti annunciati dalle Ferrovie dello Stato per i treni di fascia alta, si tradurranno in un aggravio di spesa pari a 75 euro annui a famiglia.
“Siamo contrari a qualsiasi tipo di aumento per qualsiasi tipo di treno – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - e ricorreremo al Tar contro i nuovi rincari ingiustificati delle tariffe ferroviarie. Qualsiasi aumento è per noi illegittimo, sia sui treni dei pendolari, sia su Eurostar o Alta Velocità, e come tale verrà contrastato nelle opportune sedi. Il servizio offerto agli utenti infatti – spiega Rienzi – è lacunoso e insoddisfacente non solo sugli interregionali e sugli intercity, ma anche sui treni di fascia alta, che a fronte di un prezzo maggiorato offrono un livello qualitativo ancora inadeguato”.

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Dal 2 gennaio via libera ai saldi. Confcommercio: poco più di 500 euro di spesa a famiglia

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Saldi invernali 2008 si parte: è ancora Napoli la prima città ad aprire, il 2 gennaio, la “caccia” allo sconto, seguita a ruota, come si legge nel calendario con le date città per città sul sito di Confcommercio, da Roma, Milano e Palermo che daranno il via agli acquisti scontati il 5 gennaio. Catanzaro e Campobasso dovranno attendere invece il 15 del mese essendo le ultime città a partire.
“Ogni famiglia - calcola Confcommercio - spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell'anno scorso) con un'incidenza del 18 per cento sul fatturato del settore. Le famiglie interessate ai saldi sarebbero 11,9 milioni circa la metà dei 23,9 milioni di nuclei familiari italiani.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c'è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine si ricorda l'obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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Saldi invernali, Consumatori: bene qualche giorno di anticipo rispetto al solito

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Parte la stagione dei saldi, “con largo anticipo tanto da farci sperare in una ripresa rispetto ai disastrosi risultati degli anni passati, anche se vi sarà ancora cautela e prudenza”. Questo il commento di Adusbef e Federconsumatori alla notizia che gli sconti quest’anno partiranno un po’ prima rispetto al previsto.
Secondo le due associazioni rispetto allo scorso anno, “le famiglie coinvolte saranno circa il 57 per cento pari a 13 milioni 250mila. Ognuna di loro spenderà una cifra pari a 373 euro (143 euro procapite) per una spesa complessiva di 4 miliardi 932 milioni di euro”.
Meno ottimiste le previsioni del Codacons che annuncia una flessione degli acquisti tra il 5 per cento ed il 10 per cento rispetto ai saldi invernali del 2007, con una spesa procapite in calo a 125 euro.
“Prezzi nei negozi ancora troppo elevati - spiega in una nota il presidente Carlo Rienzi - e un carovita particolarmente sentito nel 2007, determineranno durante i prossimi saldi un’ulteriore diminuzione degli acquisti da parte dei consumatori, i cui portafogli sono stati svuotati dagli aumenti di prezzi e tariffe registrati durante l'anno che sta per chiudersi”.
Secondo il Codacons, solo un cittadino su due “potrà permettersi di usufruire degli sconti stagionali”. Fra i consigli forniti ai consumatori, c'è quello di “girare sin da ora per negozi e, una volta individuato qualche capo di abbigliamento o delle scarpe di gradimento, fotografarne con il cellulare il prezzo esposto sul cartellino in vetrina, per verificare poi i reali sconti praticati dai commercianti ed evitare fregature”.
Una valutazione sull’andamento delle vendite nel periodo prenatalizio, fatta dall’Adoc, conferma la frenata dei consumi. Per l’Adoc la causa è da ricercare nell’aumento costante dei prezzi, a volte immotivato e speculativo, e nel conseguente crescente indebitamento delle famiglie.
“La nostra previsione è quindi un ulteriore calo delle vendite a saldo – sostiene Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – che confermerà i dati negativi dello scorso inverno, al quale si aggiungerà un calo del 28 per cento degli avventori nei ristoranti, come si è già registrato un progressivo accorciamento della durata delle vacanze invernali, che nell’75 per cento di coloro che le faranno saranno della durata media di due giorni. Perciò – conclude Pileri - reiteriamo la richiesta di un incontro con il Governo e le associazioni dei commercianti per discutere di un possibile rilancio dei consumi anche modificando le attuali norme che regolano i saldi che risultano obsolete e superate dal sistema degli outlet, dei centri commerciali e delle vendite stock e low cost”.

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Carovita, Adusbef e Federconsumatori: nel 2008 oltre 1.700 euro di aumenti a famiglia

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I consumatori lanciano ancora una volta l'allarme carovita e calcolano che in due anni (2007-2008) tra alimentari, mutui, bollette e altro la spesa per le famiglie sia aumentata di oltre 2.500 euro. E solo per l'anno che sta per arrivare l'aumento potrebbe andare oltre i 1.700 euro. Adusbef e Federconsumatori valutano che le previsioni di spesa per le famiglie nel 2008 “continuano ad essere preoccupanti con una stangata in arrivo che va da un minimo di 1.520 fino ad un massimo di 1.715 euro su base annua (compresi i mutui), dopo i rincari registrati nel 2007 in ampi settori dei consumi, in primis generi alimentari e prodotti energetici, con un consuntivo di quasi 1.000 euro (994 euro per la precisione)”. Insomma secondo le due associazioni “aumenterà di tutto, dalla luce al gas, alla nettezza urbana, ai servizi bancari ed assicurativi, alle tariffe dei trasporti pubblici, autostradali, trasporto locale, canone Rai, bolli auto e moto”.
In particolare l'anno prossimo l'aumento di spesa maggiore su base annua sarà secondo Adusbef e Federconsumatori per i generi alimentari, con un impatto pari a 420-440 euro; seguita da riscaldamento (125-135 euro); benzina e carburanti (120-130 euro); gas (72-85); tariffe ferroviarie (90-120; luce (38-45 euro); Rc auto (26-40 euro); nettezza urbana (30-40 euro); (servizi bancari (25-30); tariffe autostradali e canone Rai (29-35 euro); bolli auto-moto, addizionali regionali (20-30 euro).
Adusbef e Federconsumatori infine, pur apprezzando l'introduzione di Mister Prezzi in Finanziaria, chiedono che sia dotato di maggiori poteri sanzionatori, compresi la sospensione temporanea della licenza d’esercizio per trasgressori e speculatori.

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Caro-benzina, per un pieno 8 euro in più rispetto al 2007. Codacons: istituiamo il Comitato vittime

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Tempi duri per gli automobilisti italiani che decidono di trascorrere Capodanno fuori casa, raggiungendo amici o parenti dall'altra parte della penisola o partendo per località vacanziere. Per ogni pieno di un'auto c'è da mettere in conto circa 8 euro in più rispetto all'anno scorso. Quasi 7,5 euro per un'auto a benzina, circa 8,5 euro in più se la vettura è diesel. Complice la corsa delle quotazioni del petrolio, i carburanti hanno registrato un rally negli ultimi mesi che hanno visto i prezzi toccare in questi giorni quota 1,377 euro per un litro di verde e quasi 1,3 euro per il diesel contro, rispettivamente, gli 1,232 euro e gli 1,133 euro di un anno fa. E così - nonostante il forte apprezzamento dell'euro sul dollaro che è riuscito solo in parte a limitare l'impatto delle fiammate dell'oro nero - i prezzi della verde corrono ad un ritmo di quasi 5 volte più veloce rispetto al caro-vita mentre quelli del diesel segnano un passo di oltre 6 volte: +12 per cento i prezzi della benzina rispetto alla fine del 2006, quasi +15 per cento quelli del gasolio a fronte di un inflazione che a dicembre su base annua segna un +2,4 per cento.
Il Codacons ha dato vita ad un “Comitato nazionale vittime della benzina” con lo scopo di contrastare “le speculazioni dei petrolieri sul prezzo del carburante”. Il comitato parteciperà allo sciopero bianco della benzina proclamato dall’associazione dal 28 al 30 dicembre.
“Il Comitato vuole essere - afferma una nota - uno strumento democratico di lotta alle speculazioni non democratiche sui prezzi della benzina che di fatto riducono anche la libertà di scegliere dove e come spostarsi, imponendo alla lunga una dismissione dell'uso dell'automobile per tutti coloro che non possono permettersela”.
Ad una settimana dalle nuove polemiche sui divari tra i prezzi italiani e quelli medi europei che hanno visto scendere in campo il Governo - che ha chiamato a raccolta i petrolieri - ma anche l'Antitrust, il caro-pieno resta un peso per l'Italia che si muove in macchina. Conti alla mano, in un anno un litro di verde è salito di 0,145 euro al litro mentre il diesel il rincaro è stato di 0,168 euro. Vale a dire, rispettivamente, quasi 30 lire del vecchio conio per la verde e oltre 32 lire per il gasolio. Con il risultato che un pieno per un'auto di medio-alta cilindrata gli italiani per Capodanno 2008 si ritroveranno a fare i conti con un aggravio di circa 8 euro.

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Isvap: stop per le assicurazioni all’imposizione dei prezzi minimi o degli sconti massimi dell’Rc auto

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Le imprese di assicurazione non potranno più imporre ai distributori i prezzi minimi o gli sconti massimi da applicare agli acquirenti di polizze Rc auto, ma potranno solo stabilire in via preventiva la misura complessiva degli sconti riconoscibili alla clientela in un determinato arco di tempo (il cosiddetto "monte sconti"). Lo comunica l'Isvap, sottolineando che la disposizione è contenuta nel regolamento attuativo del pacchetto Bersani.
Il regolamento si inserisce nel contesto degli interventi di liberalizzazione previsti ai fini della concreta attuazione di una politica di contenimento delle tariffe Rc auto, tra quali spicca la riforma del risarcimento diretto. Secondo le simulazioni effettuate dall'Autorità di Vigilanza - sottolinea la nota - infatti, sulla base dei dati disponibili il risarcimento diretto sta esercitando un effetto di contenimento dei costi per le imprese pari al 7-8 per cento annuo. Il regolamento, “rendendo ancora più flessibili e trasparenti i prezzi finali al dettaglio e le condizioni contrattuali delle polizze Rc auto, crea le condizioni per una maggiore mobilità del consumatore, una più intensa concorrenza tra le imprese e dunque per il contenimento delle tariffe”, aggiunge l'Isvap, mettendo in evidenza come “ai fini di una maggiore trasparenza, in base al Regolamento le imprese sono tenute a mettere a disposizione del pubblico, presso ogni punto vendita e nei propri siti internet, i documenti precontrattuali, le condizioni generali e speciali di polizza praticate nonché a rendere disponibile un servizio gratuito di preventivazione personalizzata”.
Ai fini della flessibilità, l'Isvap “ha ritenuto compatibile con le finalità del pacchetto Bersani la permanenza di istruzioni impartite ex ante dalle imprese alla propria rete distributiva, volte unicamente a stabilire in via preventiva la misura complessiva del monte sconti assegnato a ciascun intermediario. È fatto invece divieto alle imprese di indicare alle proprie reti distributive limiti in ordine alla misura degli sconti praticabili ai singoli assicurati, rispetto al premio di tariffa”.

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Cenone di Capodanno, Unc: come riconoscere un vero cotechino

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Se il cotechino galleggia significa che è taroccato. A dichiararlo è l’Unione nazionale consumatori (Unc) che invita a leggere bene l’etichetta prima di acquistarne uno.
Secondo l’associazione il cotechino (come del resto lo zampone) non è una denominazione tutelata e l’unico modo per capire se si sta comprando un prodotto di buona qualità è rendersi conto di cosa è fatto.
Dal 2003 è in vigore una norma, spiega l’Unc, che permette di capire meglio la qualità di questo tipico prodotto natalizio. Mentre prima la carne magra, il grasso e le parti meno pregiate potevano essere dichiarate in etichetta con il termine generico di “suino” ora, se il grasso supera il 30 per cento e cotenna e tessuto connettivo il 25 per cento, devono essere dichiarati in etichetta.
Più grasso contiene il cotechino, più galleggia e meno è buono.
In sintesi, l’Unione Consumatori avverte: “se nell’elenco degli ingredienti di un cotechino figura al primo posto la carne suina, significa che si sta acquistando un prodotto di qualità che non darà brutte sorprese”.

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Botti di Capodanno, il decalogo dell’Adoc per evitare rischi

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Attenzione ai botti di Capodanno. A lanciare l’allarme è l’Adoc che per evitare rischi ha stilato un decalogo sul corretto uso dei fuochi:
- usare sempre e solo prodotti legali, l'etichetta deve riportare il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio; il nome del prodotto; la ditta produttrice, la categoria e le modalità d'uso che devono essere seguite attentamente. Se questo talloncino non c'è sono da considerarsi fuochi proibiti. Comprando fuochi d'artificio 'certificati', si ha la garanzia che si tratta di prodotti che "non possono accendersi accidentalmente per frizione o sfregamento", "la quantità di esplosivo è conforme ai parametri previsti per quel tipo di prodotto", "l'effetto pirotecnico è ritardato di alcuni secondo dall'accensione", "l'effetto pirotecnico e le eventuali fiamme si devono auto estinguere", "le impugnature abbiano una lunghezza tale da impedire le scottature";
- acquistare giochi pirotecnici esclusivamente nei negozi autorizzati e mai sulle bancarelle che non abbiano esposta la licenza specifica per trattare questo genere di prodotti;
- accenderli all'aperto e allontanarsi quando la miccia viene accesa;
- tenerli lontani dal proprio corpo;
- accendere un fuoco alla volta ed evitare che al momento dell' accensione ci siano altri fuochi vicini;
- non indossare mai al momento dell'accensione giacconi o maglioni di pile o fibra sintetica, e nemmeno indumenti acetati come tute sportive;
- non raccogliere botti abbandonati e dire ai bambini di non farlo mai;
- non farli accendere dai bambini, senza una presenza di adulti accanto;
- evitare di acquistare quelli troppo sofisticati, è meglio lasciarli ai fuochisti esperti;
- se un botto non è esploso non avvicinarsi troppo non prenderlo con le mani e immergerlo in un secchio d'acqua.

L’Adoc ricorda che a livello europeo è stata recentemente pubblicata una direttiva, la 2007/23/CE, che regola la commercializzazione dei fuochi d'artificio e prevede una nuova classificazione degli stessi. Tale direttiva non è ancora tuttavia stata recepita dall'Italia, e quindi vengono ancora decisamente in aiuto le norme tecniche UNI EN 14035, che stabiliscono i parametri di sicurezza per la progettazione, costruzione, imballaggio primario e prove dei fuochi artificiali.
Tra le vittime degli incidenti causati dai botti ci sono molti ragazzi tra i 10 e i 16 anni, che hanno danni alle mani e agli occhi. E’ necessario, anche a livello familiare, informare i ragazzi sui rischi e sull’uso corretto dei fuochi, per evitare che la disinformazione possa essere ancora una volta una causa degli incidenti.