L'inflazione a novembre è salita al 2,4 per cento su base annua dal 2,1 per cento di ottobre, ai massimi dal giugno 2004. Lo comunica l'Istat, confermando la stima preliminare. Su base mensile, i prezzi sono invece aumentati dello 0,4 per cento.
Le stesse variazioni, a livello tendenziale (+2,4 per cento) e congiunturale (+0,4 per cento), si sono registrate a novembre sia per l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività comprensivo dei tabacchi che al netto degli stessi. Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+3,9 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,7 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (+3,0 per cento); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (-8,1 per cento). Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività si sono verificati a Cagliari (+3,1 per cento), Palermo (+3,0 per cento), L'Aquila, Potenza e Reggio Calabria (+2,8 per cento per tutte e tre); quelli più moderati hanno riguardato le città di Trento (+1,3 per cento), Firenze (+1,8 per cento) e Venezia (+1,9 per cento).

“Anche se apprezziamo il fatto che l'Istat cominci ad effettuare rilevazioni più consone alla realtà, ciò non significa che ancora non ci sia molto da fare. Infatti con il tasso di inflazione stabilito al 2,4 per cento la perdita del potere d'acquisto di una famiglia che spende 29.500 euro annui è pari a 708 euro annui”. È quanto sottolineano in una nota congiunta le associazioni di consumatori Adusbef, Federconsumatori e Adoc che sottolineano come dai loro osservatori dei prezzi risulti, invece, una perdita per le famiglie nel 2007 pari a oltre 1200 euro annui. Circa 500 euro in meno di quanto denunciato dall'istituto centrale di statistica.
Secondo le tre associazioni sarebbe bene migliorare gli strumenti statistici attraverso una ridefinizione delle voci e dei pesi del paniere, una maggiore accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi nonchè una articolazione di diversi panieri differenziati per fasce di reddito.
Secondo i calcoli del Codacons gli aumenti del solo settore alimentare registrati da agosto a novembre, determineranno un maggior esborso pari a 400 euro a famiglia. “Una situazione oramai insostenibile – dice il presidente Carlo Rienzi - , che finirà per ridurre ulteriormente i consumi degli italiani, se non saranno prese serie misure a sostegno dei bilanci familiari”.


Fonte: Tuttoconsumatori Notizie