I redditi delle famiglie italiane crescono lentamente mentre accelera l'incidenza della spesa per l'abitazione: tra il 1996 e il 2006 - secondo il 41 rapporto Censis sullo stato sociale del paese - l'incidenza delle spese per la casa sui consumi complessivi è passata dal 20,6 per cento al 26 per cento ma attestandosi al 31 per cento se si considerano anche le spese per l'energia e il combustibile. È invece diminuita la spesa per gli alimenti passata dal 21,1 per cento al 18,9 per cento del reddito complessivo in dieci anni.
Tra il 2000 e il 2004 i redditi reali sono cresciuti dello 0,5 per cento annuo mentre il tasso di crescita dei consumi tra il 2001 e il 2006 è stato dello 0,8 per cento. Circa 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico con una spesa media annua di 5.500 euro (il 14 per cento della loro spesa per consumi) ma per 622.000 famiglie con una spesa media mensile per consumi fino a 2.000 euro il peso del mutuo sale fino al 27 per cento (è al 19,2 per cento per i single giovani).
Tre italiani su quattro - secondo lo studio del Censis - considerano "inadeguato il proprio reddito (il 74 per cento del totale) mentre il 36 per cento dichiara di essere a rischio povertà". E se il 40 per cento degli intervistati ritiene che la propria condizione resterà uguale nei prossimi cinque anni, c'è un 46 per cento ottimista che ritiene che migliorerà e un 14 per cento preoccupato per il rischio che la propria condizione peggiori.
Il boom dei consumi, atteso lo scorso anno, non c'è stato. Di fronte alla crisi economica ed a bassi stipendi, le famiglie si rivolgono al low cost. Lo sottolinea il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Le famiglie hanno così trovato nuove strategie per i consumi. Privilegiano il credito al consumo (che è aumentato del 78 per cento dal 2000 al 2006) ma non per la spesa quotidiana, piuttosto per l' acquisto della macchina o per il viaggio all'estero. E poi si compra spesso col low cost. Al supermercato si scelgono marche non note, si privilegia la grande distribuzione rispetto al negozio sotto casa. Gli acquisti, come ad esempio le assicurazioni, si fanno on line. Ovviamente anche i biglietti aerei si cercano su Internet e si confrontano i più convenienti. Il Censis sottolinea quindi che i consumi non si sono ampliati, diversamente dalle aspettative, nel 2007 come è successo in altri paesi europei.
Sono poco più di mezzo milione le famiglie italiane "in difficoltà" con i debiti. Il credito al consumo, dilagante negli ultimi anni, si è trasformato nel tempo in un'arma a doppio taglio, tanto che 530mila famiglie ammettono di fare fatica a pagare le rate. I dati che emergono dal Rapporto del Censis sottolineano come il fenomeno del credito al consumo riguardi ormai nel nostro Paese 8,4 milioni di famiglie, pari al 35 per cento del totale. Il 'popolo delle ratè si è dunque allargato a macchia d'olio. Con il risultato che circa il 6,3 per cento degli oltre 8 milioni di famiglie che utilizzano lo strumento del credito al consumo, sottolinea Giuseppe Roma, direttore dell'istituto di ricerca, "dichiarano di avere difficoltà a pagare le rate del debito". Inoltre circa 143.000 famiglie, circa l'1,7 per cento di chi ricorre alle rate, riconosce di non essere riuscito a pagarne almeno una. Un numero non insignificante, ma neanche allarmistico, secondo il Censis. "Quella dell'insolvenza - continua Roma - è una percentuale fisiologica" che si può paragonare a quella di Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna.