Tassi d'interesse invariati al 4 per cento. Lo ha deciso il 6 dicembre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce). Con questa decisione, prevista dal mercato, il tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni "pronti contro termine" resta così fermo al 4,00 per cento, quello marginale al 5,00 per cento e quello sui depositi overnight al 3,00 per cento.
Secondo il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, "le informazioni disponibili confermano che ci sono forti rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi e per favorire la stabilità dei prezzi la Bce "agirà in modo fermo e tempestivo".
Federconsumatori ed Adusbef giudicano positiva la decisione della Bce di mantenere i tassi invariati al 4 per cento.
"Tale decisione, tuttavia, non è ancora soddisfacente dichiarano le due associazioni -, avremmo voluto invece che si verificasse una riduzione, in linea con la Fed americana, in quanto la situazione delle famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile sta diventando sempre più drammatica".
Federconsumatori ed Adusbef calcolano che sono "oltre 3,2 milioni le famiglie italiane che stanno soffrendo per far fronte agli aumenti mensili di 180 euro per un mutuo a tasso variabile". Per arginare questi disagi, le due associazioni chiedono al Governo il congelamento delle rate dei mutui a tasso variabile, così come è stato fatto negli Stati Uniti dal segretario al Tesoro Paulson.
Positivo anche il giudizio del Codacons: "Una notizia positiva a cui deve fare seguito, però, un abbassamento dell'Euribor, il parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile". L'associazione dei consumatori coglie l'occasione per "rinnovare al Governo la richiesta di introdurre in Finanziaria un pacchetto di agevolazioni fiscali per dare un sostegno alle famiglie che non riescono più a pagare il mutuo per la prima casa e che rischiano di perderla a favore delle banche".