OGGI

Super Favre, super Packers San Diego e Chicago, è crisi

La Gazzetta dello Sport, Sport Vari, sport No Comments »
Super Favre, super Packers San Diego e Chicago, è crisi
Green Bay batte anche Minnesota e il mitico quarterback supera Dan Marino nella classifica di touchdown su passaggio, arrivando a quota 422. Dallas domina St. Louis. Ancora k.o. Chargers e Bears
OGGI

In arrivo una raffica di scioperi a ottobre si fermano dieci categorie

, La Repubblica No Comments »
I maggiori disagi previsti per la protesta dei benzinai, chiusi per 3 giorni dal 9
Tra gli altri settori interessati, farmacie, medici, piloti e controllori di volo
In arrivo una raffica di scioperi a ottobre si fermano dieci categorie


(08:47 01/10/2007)
OGGI

Trezeguet, gol regolare

La Gazzetta dello Sport, calcio, sport No Comments »
Trezeguet, gol regolare
In Torino-Juve, sul lancio di Almiron il francese è davanti a tutti ma si disinteressa del pallone, e il colpo di testa di Dellafiore inaugura una nuova azione. Milan-Catania: le ultime teorie sul "mani" danno ragione a Kaladze e torto a Edusei
OGGI

Scuola, fiducia leggermente in calo Gli italiani la promuovono senza lode

, La Repubblica No Comments »
Secondo il sondaggio di Repubblica Demos-Coop il bullismo è un fenomeno nuovo che preoccupa
Mancano i fondi e il collegamento con il mondo del lavoro continua ad essere insufficiente
Scuola, fiducia leggermente in calo Gli italiani la promuovono senza lode
Ma per la grande maggioranza, l'istruzione pubblica rimane uno dei pilastri fondanti del Paese
di LUIGI CECCARINI e FABIO BORDIGNON

(07:35 01/10/2007)
OGGI

Il Futuro del Futurismo, Boccioni, Fontana, Damien Hirst, Mostre arte, Ultime Notizie

Mostre arte No Comments »
Autore: ultime notizie
Oggetto: Il Futuro del Futurismo, Boccioni, Fontana, Damien Hirst
Inviato: Lun Ott 01, 2007 8:59 am (GMT 11)

Dopo WAR IS OVER, la grande mostra che l’anno scorso aveva portato a Bergamo più di 40.000 visitatori, la GAMeC annuncia il suo nuovo evento autunnale, realizzato in collaborazione con COBE Direzionale S.p.A., che focalizzerà l’attenzione sull’influenza che il Futurismo ha avuto, e ha tuttora, sull’arte del Novecento, in anticipo sulla storica ricorrenza del 2009, che celebrerà il Centenario della nascita del Movimento Futurista.

IL FUTURO DEL FUTURISMO, questo il titolo dell’iniziativa curata da Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini Galati, intende affrontare, attraverso circa 200 opere di 120 artisti, gli influssi esercitati dal Futurismo - la più importante avanguardia storica italiana - sugli sviluppi dell'arte visiva del ‘900 per giungere alle più recenti ricerche contemporanee; la mostra si svilupperà attraverso un percorso espositivo tematico che pone in relazione i linguaggi che hanno trovato il proprio fondamento teorico e poetico nei manifesti del movimento e le più innovative indagini artistiche del XX secolo.

Dalle opere degli esponenti storici del futurismo - quali Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini, Depero, veri capisaldi della storia dell'arte per aver interpretato concetti rivoluzionari, come la simultaneità, il valore estetico dell'innovazione tecnologica, il fascino di un futuro non ancora esperibile - si procede verso ricerche artistiche cui la radicalità dell'avanguardia Futurista ha aperto la strada: dall'Astrattismo al Costruttivismo, dall'Arte Cinetica alle Neo Avanguardie degli anni ‘60 e ‘70 fino ad alcuni tra i protagonisti dell’arte contemporanea. Un itinerario, quindi, che si articola per accostamenti, analogie e differenze.

Gli artisti del Futurismo credevano nella necessità di una radicale riprogettazione dell'universo, operazione che li ha portati a concepire in modo nuovo ogni espressione artistica, compresa la musica, la danza, la fotografia, il cinema, il teatro, gli spazi da abitare, gli arredi. Nell'esplorare la vastità di questo immaginario, la mostra Il Futuro del Futurismo ne offre una ricca esemplificazione, allacciando relazioni culturali con la realtà dello spettacolo e il mondo produttivo.

Prendendo spunto dalle tematiche celebrate dal Futurismo - dalla velocità alla tecnologia, dalla simultaneità al dinamismo della metropoli, dall'audacia alla ribellione, allo scandalo - gli spazi della GAMeC saranno suddivisi in 9 sezioni.

Al Futurismo Rivisitato - con artisti quali Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Luciano Fabro, Damien Hirst, Thomas Rüff, Mario Schifano, Frank Stella, Patrick Tuttofuoco; All'Energia Metropolitana - con opere di Vito Acconci, Franz Ackermann, A-One, Archigram, Archizoom, Atelier Mendini Progetto con Alchimia, Pere Català Pic, Mario Chiattone, Paul Citroen, Peter Cook e Colin Fournier, Tullio Crali, Fortunato Depero, Nicolaj Diulgheroff, Cesar Domela Nieuwenhuis, Massimiliano Fuksas, Carlos Garaicoa, Frank Gehry, Andreas Gursky, Zaha Hadid, Jan Kamman, Alexis Leiva Kcho, Bodys Isek Kingelez, Armin Linke, Virgilio Marchi, Multiplicity, Jean Nuovel, Gianni Pettena, Ljubov Sergeevna Popova, Rammellzee, Aleksander Rodchenko, Antonio Sant'Elia, Karl Steiner, Superstudio, Toxic, UFO; All'Anarchia dalla Tradizione con i lavori di Nikolai Burkovsky, Carlo Carrà, Maurizio Cattelan, Ilja Chashnick, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Tony Cragg, Martin Creed, , Pinot Gallizio, Gustav Gustavovich Klucis, Nina Kogan, Ivan Kudriashev, Eugenia Magaril, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Aleksander Rodchenko; All'Estetizzazione della Politica - Renato Bertelli, Maurizio Cattelan, Fortunato Depero, Gustav Gustavovich Klucis, Barbara Kruger, El Lissitzky Lazar MarKovich, Fabio Mauri, Atelier Mendini Progetto con Alchimia, Aleksander Rodchenko, Luigi Russolo, Wolf Vostell; All'Umano troppo Umano - Umberto Boccioni, Sonia Delaunay Terk, Nicolaj Diulgheroff, Marcel Fabre, Fillia (Luigi Colombo), Gilbert & George, Gustav Gustavovich Klucis, Robert Longo, Bruce Nauman, Enrico Prampolini, Gino Severini; Alla Società dello Spettacolo – Archizoom, Giacomo Balla, Luca Comerio, Tullio Crali, Fortunato Depero, Keith Haring, Corrado Levi, El Lissitky Lazar MarKovich, Paul McCarthy, Aleksei Alekseevich Morgunov, Nam June Paik, Aleksander Rodchenko, Mimmo Rotella, Gino Severini, Nadezha Andreevna Udaltsova, Andy Warhol; Al Tempo con la Tecnica - Getulio Alviani, Giacomo Balla, Henrych Berlewi, Toni Costa, Goncharova Natalia, Carsten Höller, Julio Le Parc, El Lissitky Lazar MarKovich, Enzo Mari, Manfredo Massironi, Tatsuo Miyajima, Laszlò Moholy-Nagy, Bruno Munari, Kenneth Snelson, Rafael Jesús Soto, Jean Tinguely, Léon Tutundjian,Yuri Alekseevich Vasnetsov, Alexander Zeitlnin; Alla Vita che Corre - Carla Accardi, John Armleder, Roberto Marcello Baldessari, Carlo Carrà, Sandro Chia, Fortunato Depero, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Gustav Gustavovich Klucis, Frantisek Kupka, Maurizio Mochetti, Pippo Oriani, Panamarenko, Ivo Pannaggi, Gianni Piacentino, Enrico Prampolini, Robert Rauschenberg, Aleksander Rodchenko, Gino Severini, Tato (G. Sansoni), Dina Lextman Zavslakaja; All’immaginazione senza fili video di Dara Birnbaum, Candice Breitz, Guy Debord, Jonathan Horowitz, Fernand Leger, Len Lye

Notizie utili - "Il Futuro del Futurismo. Dalla rivoluzione italiana all'arte contemporanea. Da Boccioni a Fontana a Damien Hirst", dal 21 settembre al 24 febbraio 2008, GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, via San Tomaso, 53, Bergamo.
Orari: martedì-domenica ore 10-19, giovedì ore 10-22, lunedì chiuso (aperto anche 1° novembre - 8 dicembre - 25 e 26 dicembre 2007, 1° gennaio - 6 gennaio 2008).
Ingresso: intero: € 8,00, ridotto e gruppi: € 6,00, scuole: € 2,00.
Prenotazioni 035 218041.
Sponsor Principale dell’iniziativa è Banca Aletti.
Accompagna la mostra un catalogo Electa.

OGGI

Francesco Somaini, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Mostre arte, Ultime Notizie

Mostre arte No Comments »
Autore: ultime notizie
Oggetto: Francesco Somaini, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
Inviato: Lun Ott 01, 2007 8:53 am (GMT 11)

Alla fine degli anni Cinquanta la stagione informale in Italia ha la sua piena affermazione; Somaini si appresta a rappresentarne, in scultura, uno degli esiti più alti. Dal 1957 la sua ricerca estetica si allontana dall’astrattismo di matrice cubista e si concentra, infatti, sulla sperimentazione di materie e tecniche capaci di comunicare messaggi di forte valenza esistenzialista. Dapprima nei disegni, poi nei pochi dipinti e nei “graffiti” su tavola, l’artista puntualizza quello che sarà il suo linguaggio informale: una grammatica di segni potenti, dall’andamento deciso sia nelle linee che nelle torsioni concentriche, che si appresta a comporre, nel giro di pochissimi anni, una sintassi completa, autonoma, di grande rigore oltre che di notevole suggestione.

La mostra che la Galleria Nazionale d’arte moderna dedica a Francesco Somaini, scomparso nel 2005, intende presentare questo momento nodale dello sviluppo informale della sua scultura, con opere che vanno dal 1957 al 1964. In questo periodo, infatti, l’artista esprime nel tormento delle masse plastiche metalliche – di ferro, di piombo, di bronzo – che rivelano la loro genesi magmatica, seppure bloccate da fresature e lucidature negli incavi, la lotta dello scultore con la materia, la sua volontà di piegarla ad espressione di un intelletto e di una spiritualità vigili quanto tenaci. I “Feriti”, i “Martirii”, i “Nauti” sono i temi che Somaini introduce nella sua complessa iconografia informale di questo periodo, accanto alle “Orizzontali”, alle “Verticali”, alle “Oblique”, con l’intento di testimoniare una tensione spirituale laica attraverso la materia scultorea.

La mostra, curata da Mariastella Margozzi e da Luisa Somaini, sarà allestita nella Sala Dossier della Galleria Nazionale e nelle sale immediatamente adiacenti e si comporrà di: trentaquattro sculture dal 1957 al 1964, di venti disegni del 1957 e 1958, di una serie di dipinti e di graffiti su tavola. Nella bidimensionalità, infatti, l’artista sperimenta il nuovo linguaggio informale prima ancora di elaborarlo plasticamente nelle sculture.

Il catalogo presenta saggi di Mariastella Margozzi, Fabrizio D’Amico, Maria Vittoria Marini Clarelli e Luisa Somaini, che esaminano in maniera approfondita e critica le vicende culturali che inducono Somaini a operare la sua svolta poetica e le modalità tecniche e artistiche con cui affronta questa nuova fervida stagione della sua attività.

Notizie utili - "Francesco Somaini, Il periodo informale 1957-1964", dal 20 settembre al 25 novembre 2007, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131, Roma (ingresso per disabili : via Gramsci 73). La mostra è curata da Luisa Somaini e Mariastella Margozzi.
Orario: da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso lunedì
Ingresso: intero 9 euro, ridotto 7 euro.
Informazioni: 0632298221; visite guidate - 0632298451.
Catalogo: Electa

OGGI

Cosmè Tura e Francesco del Cossa, Palazzo dei Diamanti, Mostre arte, Ultime Notizie

Mostre arte No Comments »
Autore: ultime notizie
Oggetto: Cosmè Tura e Francesco del Cossa, Palazzo dei Diamanti
Inviato: Lun Ott 01, 2007 8:51 am (GMT 11)

Le cronache antiche e gli osservatori contemporanei hanno trasmesso di Borso d’Este, signore di Ferrara dal 1450 al 1471, l’immagine di un uomo vanitoso, preoccupato più della propria apparenza che delle arti e della cultura. «Non si mostrò mai in pubblico senza essere adorno di gioielli», scrive di lui papa Pio II Piccolomini, e tale giudizio sembra confermato dai cerimoniali ossessivi, dal fasto della vita cortese, dalle spese esorbitanti di cui i documenti amministrativi serbano precisa memoria. Oggi sappiamo, al contrario, che i vent’anni del governo di Borso hanno avuto un ruolo centrale nel campo della cultura figurativa: il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso celebre l’arte ferrarese del Quattrocento, nasce proprio in questo periodo come espressione caratteristica ed esclusiva del signore e dalla sua corte.

La mostra Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, organizzata da Ferrara Arte, con la collaborazione della Pinacoteca Nazionale, dei Musei Civici d’Arte Antica e delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, ripercorre la ricchezza di questa parabola figurativa riunendo oltre 150 opere di diversa tecnica, come dipinti, sculture, miniature, disegni, medaglie, oreficerie e tessuti provenienti dalle più prestigiose istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo. Dal 23 settembre 2007 al 6 gennaio 2008, a Palazzo dei Diamanti e a Palazzo Schifanoia, è offerta al pubblico l’irripetibile occasione di ammirare, eccezionalmente nel loro contesto originario, gli straordinari capolavori realizzati per una delle capitali del Rinascimento. Dopo la rassegna organizzata dal Museo Poldi Pezzoli nel 1991 ( Le Muse e il principe.

Arte di corte nel Rinascimento padano) centrata sui rapporti tra la cultura umanistica e la pittura al tempo di Leonello d’Este, e quella a spettro più ampio e di carattere generale di Bruxelles e Ferrara nel 2003-04 ( Gli Este a Ferrara. Una corte nel Rinascimento), questa esposizione intende rilanciare gli studi e l’interesse per la storia della cultura figurativa ferrarese, rimettendo in discussione i campi di competenza e le divisioni tradizionali tra i vari settori tecnici della produzione artistica. La scelta di questo tema e di questo taglio espositivo è stata suggerita anche dalla conclusione del decennale restauro degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, unica testimonianza superstite della irripetibile stagione borsiana, uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento. La cura scientifica della mostra e del catalogo è affidata a Mauro Natale, già commissario della mostra milanese del 1991, affiancato da un comitato scientifico di prestigio internazionale.

La mostra prende avvio dagli anni esaltanti del breve ma fecondo dominio di Leonello d’Este (1441-1450), appassionato interprete della cultura umanistica. Alle medaglie e ai disegni di Pisanello, ai dipinti di Jacopo Bellini e di Bono da Ferrara, ai fogli del Breviariodi Leonello, alle sculture di Michele da Firenze è affidato il compito di rievocare la varietà tecnica e formale, la ricerca attorno all’antico, il gusto per le pietre preziose che caratterizzò la Ferrara di questi anni. Segue l’affermazione di quella che Roberto Longhi e la storiografia moderna hanno definito “Officina ferrarese”, che prende forma in alcune imprese monumentali volute dal principe negli anni 1455-1465, come la celebre Bibbia di Borso e lo Studiolo di Belfiore. Questi anni registrano il passaggio dalle forme eleganti ed evasive del gotico internazionale ad un nuovo gusto che trova la sua ragion d’essere nella sovrabbondanza dell’ornamento, nelle cromie preziose e nella marcata espressività. Un ruolo centrale e di guida spetta ai miniatori, tra cui domina Taddeo Crivelli, i quali elaborano un linguaggio ornamentale che fonde il gusto per la decorazione e l’espressività tardogotica con le forme geometriche e luminose del Rinascimento. Analoga commistione formale caratterizza la pittura, dominata a queste date dai lucidi cromatismi di Rogier van der Weyden, dall’eleganza esile di Angelo Maccagnino, cui ben presto si affiancano l’eccentricità espressiva di Cosmè Tura e di Michele Pannonio, del quale si ricostruisce per la prima volta l’intero percorso artistico.

Il fulcro della mostra è costituito dalla consacrazione di questo codice espressivo ad opera di Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’età di Borso si nutre, infatti, dell’antagonismo tra il primo, poliedrico artista di corte, ed il secondo, instancabile sperimentatore. Muovendosi tra Mantegna e la pittura fiamminga, Tura inventa un linguaggio fantasioso e, al contempo, prezioso e popolare, decorativo ed espressivo, imponendo la propria cifra stilistica nei campi tecnici più svariati, dagli affreschi alle barde da cavallo, dalle monumentali pale d’altare alle soavi Madonne dipinte in punta di pennello. Di contro, Cossa compie un itinerario ben distinto, che si risolve in una scrittura più asciutta, morbida e plastica, felicemente cromatica, naturalistica e potentemente prospettica.

Nelle sue Madonne, nei suoi santi possenti, nei penetranti ritratti, egli avvia un dialogo aperto con la scultura contemporanea e con la luminosa pittura fiorentina di Domenico Veneziano, Andrea del Castagno e Alessio Baldovinetti. Questa ricerca formale culmina con l’esplosione attorno al 1470 di «una nuova pazzia nell’arte ferrarese» (Longhi): la decorazione del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia, uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento. Qui, nell’ultima impresa collettiva voluta dal Duca, fa irruzione sulla scena la terza grande personalità di questa stagione, Ercole de’ Roberti, mentre Francesco del Cossa elabora un’abbagliante traduzione visiva della cultura di corte e delle ambizioni politiche di Borso che costituisce il vertice espressivo della pittura ferrarese. La mostra si conclude proprio nel salone affrescato dell’antica delizia estense, cui un restauro durato quasi dieci anni ha restituito piena leggibilità.

Notizie utili - "Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borse d'Este". Dal 23 settembre al 6 gennaio 2008. Ferrara. Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d'Este 21. Palazzo Schifanoia, via Scandiana 23. A cura di Mauro Natale. Comitato scientifico internazionale. Catalogo Ferrara Arte. Promossa da Comune e Provincia di Ferrara, Fondazione e Cassa di risparmio di Ferrara. Organizzazione Ferrara Arte.
Biglietto unico per le due sedi: intero 10 euro (presentando il biglietto ferroviario per Ferrara biglietto ridotto 8 euro, non cumulabile con altre riduzioni); ridotto 8; gruppi (almeno 15 persone) 8; scuole 4.
Orari: tutti i giorni compreso il lunedì. Palazzo dei Diamanti 9-19; Palazzo Schifanoia 10-20. Le biglietterie schiudono 30 minuti prima.
Informazioni e prevendita biglietti: call center "Ferrara Mostre e Musei", Palazzo dei Diamanti, 0532-244949; fax 0532-203064. www. palazzodiamanti. it

OGGI

Omicidio Chiara Poggi, impronte digitali contro l’assassino, Notizie cronaca, Ultime Notizie

Notizie cronaca No Comments »
Autore: ultime notizie
Oggetto: Omicidio Chiara Poggi, impronte digitali contro l'assassino
Inviato: Lun Ott 01, 2007 8:31 am (GMT 11)

Omicidio Chiara Poggi, la prova d'appello in 30 impronte - Il Ris cerca in quelle tracce la mano dell'assassino. Il pm incerto se impugnare la scarcerazione: aspettiamo gli esami.

E adesso si ricomincia' da capo. Il giorno dopo la scarcerazione di Alberto Stasi, tornato libero poiché secondo il gip Giulia Pravon non esistono. «gravi indizi di colpevolezza», le indagini per l'omicidio di Chiara Poggi ripartono da zero. Gli inquirenti tengono d'occhio il cimitero e osservano discretamente chi va alla tomba della giovane, tirano fuori dai cassetti i 160 verbali di interrogatorio a parenti e amici del giovane bocconiano e della sua fidanzata uccisa sei settimane fa, riprendono piste e sospetti abbandonati forse troppo frettolosamente. Mentre i Ris lavorano a pieno ritmo sui pedali della bicicletta di Alberto e sulle 30 impronte digitali raccolte sul luogo del crimine.

Il rapporto verrà consegnato il 15 ottobre e gli esperti del nucleo scientifico vogliono rispettare la scadenza: in base ai risultati, infatti, la procura di Vigevano deciderà se ricorrere al Tribunale del riesame. Per ora il procuratore capo Alfonso Lauro rimanda qualsiasi decisione. «La procura della Repubblica afferma in una nota - prende atto della diversa valutazione espressa dal gip sul quadro indiziano posto da questa procura a fondamento del provvedimento di fermo di Alberto Stasi e della richiesta di con valicia e di applicazione della misura cautelare, riservando anche ai successivi sviluppi delle indagini e in particolare all'esito degli accertamenti in corso, ogni ulteriore valutazione».

Maniaco o amico. Stasi resta sempre l'unico indagato, ma ora gli inquirenti riaprono un dossier che pensavano di aver completato. Quello con le testimonianze e i racconti di chi conosceva bene Chiara e Alberto: la vicina di casa con cui lei condivideva la passione per i gatti, gli ex compagni di scuola di lui, gli amici della pizza del sabato sera di entrambi. E poi dovranno riprendere le ftla delle ipotesi abbandonate pochi giorni dopo l'inizio delle indagini. Chiara aveva un amico che vedeva spesso, ma verificata la solidità del suo alibi i carabinieri lo hanno immediatamente escluso dall'elenco dei sospetti. E poi dovrà essere riconsiderata l'eventualità di un maniaco, che i detective cercarono mischiandosi tra i passeggeri dei mezzi pubblici che la giovane prendeva ogni mattina per andare a lavorare a Milano. Una risposta importante arriverà dall'autopsia: «Può fornire elementi utili: se c'è stata colluttazione, se ci sono capelli sotto le unghie», spiega il direttore dell'Istituto di medicina legale di Pavia Fabio Buzzi. Le unghie di Chiara tuttavia, già prelevate e sezionate dai Ris, non hanno rilevato tracce di pelle né di capelli.

L'impronta sulla porta. In queste ore i Ris stanno esaminando più di 30 impronte digitali rilevate nella villetta di via Pascoli: sui muri, sugli oggetti repertati, nel bagno dove il killer si è lavato, sulle' maniglie delle porte. In particolare sulla porta della tavernetta, dove stando al racconto di Alberto ci sarebbero le sue impronte. Scrive il pm Rosa Muscio nel verbale di interrogatorio del fermo: «Riferiva di aver impugnato il pomello della porta cercando di aprirla tirandola verso sinistra come fosse una porta a scomparsa e di non esservi riuscito. Quindi di avere appoggiato la mano sulla parte centrale della porta spingendola verso l'interno, cosicché la porta si apriva».

OGGI

Juve da combattimento vince il derby delle Mole.

italia, notizie No Comments »

 

Serie A: Trezeguet distrugge il Torino e regala il derby alla Juve.

 

Juve forbidabile che ci crede fino in fondo e con un bellissimo gol di trezeguet ad un minuto della fine di una bella partita, segna e regala il derby delle mole ai bianconeri. Subito pericolosi i bianconeri dopo 1` con Trezeguet: la conclusione viene deviata in angolo da Sereni. Al 12` cross di Palladino dalla destra, Nedved non trova la porta. Il Torino esce alla distanza. Al 22` punizione per i granata da posizione interessante: batte Recoba che colpisce la barriera. Al 30` ci prova Ventola da fuori area, la conclusione e` potente ma imprecisa. Due minuti dopo Paolo Zanetti mette in mezzo per Recoba, su cui esce tempestivamente Buffon. L`uruguaiano e` molto attivo.

Cari tifosi interisti, questa sera davanti alla Tv vi sarete accorti che è tornata una grande Juve che non molla mai. Ranieri l'allenatore della vecchia Signora l'aveva detto: ho già vissuto tante stracittadine a Londra, quando allenavo il Chelsea, ma l’emozione di guidare la Juventus in una sfida attesa per quattro anni è qualcosa di speciale. “I derby non sono mai partite come le altre esulano dalla classifica dagli stati di forma e dagli stati psicologici. Per queste partite bisogna scrivere un libro a parte, perché i tifosi te le fanno vivere con uno stato d’animo differente, con giorni e giorni di anticipo.

Una Juventus da combattimento. Da sano combattimento che porta a casa tre punti d'oro e si piazza al secondo posto della classifica scavalcando la Roma e il resto. Da segnalare l'unica nota negativa di un bel derby corretto in campo e sugli spalti i soli momenti di tensione prima della partita. Le due tifoserie,quella granata e quella bianconera, hanno cercato e trovato lo scontro fuori dallo stadio e contro le forze dell'ordine, feriti ed arresti. In forza Polizia e Carabinieri si sono trovati costretti ad intervenire per disperdere a riportare la situazione alla tranquillità.

OGGI

Bossi, lotta di liberazione contro il referendum elettorale, Notizie politica, Ultime Notizie

Notizie politica No Comments »
Autore: ultime notizie
Oggetto: Bossi, lotta di liberazione contro il referendum elettorale
Inviato: Lun Ott 01, 2007 8:18 am (GMT 11)

Bossi: "Il Nord pronto alla lotta di liberalizzazione - siamo in milioni, fermeremo il referendum". L'imbarazzo di Berlusconi: solo un linguaggio colorito.

Torta alla meringa formato extralarge, gadgets padani, coretti, applausi. Berlusconi fa 71 anni (pure Prodi gli manda gli auguri) e la Lega lo festeggia nel suo "parlamento del nord". Peccato che il padrone dei padroni di casa gli riservi un dono tutt'altro che gradito. Fra i salamelecchi di circostanza, infatti, Bossi rispolvera dal suo repertorio toni di stampo secessionista, chiama il popolo alla mobilitazione, inneggia alla "lotta di liberazione".

Festa rovinata per il Cavaliere. Non solo perché "l'amico Umberto", in questo modo, dà fiato a chi giudica impresentabile l'alleato leghista, ma anche perché capisce che quel messaggio è rivolto pure a lui. Così Berlusconi, per non rovinar del tutto la festa, prova a smussare: «Conosco illinguaggio colorito della Lega, ma posso garantire sul suo grande senso di responsabilità». La pezza, però, non riesce a coprire il buco.

Eppure, all'inizio il clima è goliardico e fraterno. Calderoli, fedele al suo esprit definesse, mostra una foto di Michela Vittoria Brambilla con la gonna tanto corta da mostrare gli slip: "La regalerò a Silvio: ci sarà da ridere". Infatti Berlusconi ride quando arriva villa finto-palladiana imbandieratacoi vessilli padani. E manco si avvede dello sguardo severo di Bossi, che lo segue: "Oggi devo mettere a posto un po' di cosme".

Maroni fa gli onori di casa, il capo di Forza Italia dispensa squisitezze: "La Lega è stato l'alleato più fedele". Applausi. "Facciamo una piccola riforma elettorale e andiamo subito al voto: così il referendum non si farà". Applausi (tiepidini). E poi sicurezza, federalismo, immigrazione con toni cari al Carroccio. Bossi seduto al suo fianco soffia il fumo del sigaro nella direzione "dell'amico Silvio" che tossicchia per il fastidio e un po' per l'imbarazzo quando deve dar conto dell'indulto: "Dovevamo farlo, le carceri stavano scoppiando, si temevano rivolte sanguinose". Gelo.

Alla fine, tuttavia, Berlusconi sembra convinto di meritare un bel voto. E si impietrisce quando Bossi prende la parola e azzanna: "Devo portare delle cattive notizie" esordisce. Il capo leghista parla poco, ma quel poco basta e avanza per far riapparire vecchi fantasmi: "In Italia non c'è più democrazia, non si possono fare le riforme, non si può più cambiare la Costituzione visto che poi tutto viene cancellato con un referendum ingiusto (quello del 2006, nrd.)" ripete con tono grave. E dal momento che la via parlamentare al cambiamento non è possibile, azzarda: "Noi padani dobbiamo decidere cosa fare essendo disposti a tutto". Non parla di fucili, questo no. Però: "Ci sono dieci milioni di lombardi e di veneti pronti a seguirmi. E se non c'è più democrazia, allora le cose si possono solo cambiare con la volontà del popolo ad andare fino in fondo, anche a sacrificare la vita per portare avanti una lotta di liberazione...". Come per incanto va via la corrente, buio in sala, discorso interrotto.

Ma, come dice Bobo Maroni, "quel che c'era da intendere è stato inteso". Cosa? Per Berlusconi solo "il solito linguaggio colorito di Bossi". Per i leghisti che conoscono il loro capo, invece, un avvertimento chiaro allo stesso Cavaliere: prima di qualsiasi accordo la Lega chiede scelte prioritarie su una riforma federale che non venga nuovamente annegata dal referendum. Sennò ...