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Benvenuti a Rapture, folle città che era stata concepita da scienziati, industriali e poeti come paradiso subacqueo e che invece si è trasformata in quanto di più vicino all'inferno mente umana possa concepire. Ce la farete a sopravvivere? Forse. Ce la farete a conservare la vostra umanità? Molto più difficile, se non impossibile. In un mondo in cu.. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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Naomi Watts e Joseph Fiennes in Harry Potter 6?

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Naomi Watts e Joseph Fiennes nel cast di "Harry Potter e il Principe Mezzosangue": mancano ancora le conferme ufficiali, ma sarebbero queste le due grandi novità nel cast del film atteso nelle sale statunitensi ed inglesi il prossimo 21 novembre 2008. L'indiscrezione arriva dal magazine "Courier-Mail", che aggiung.. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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Tim Blake Nelson ultimo tassello nel cast di Hulk?

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A poco più di dieci giorni dall'inizio delle riprese, fissato per il prossimo 7 agosto, sembra che l'ultimo tassello nel cast di "The Incrdeible Hulk" sia stato messo: si tratta di Tim Blake Nelson, attore 43enne di Tulsa che vestirà i panni di The Leader, uno dei nemici storici e più agguerriti del gigante verde. The Leader, a.. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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IGP Aceto Balsamico di Modena: i produttori si batteranno con ogni mezzo per avere una protezione che rispetti le consuetudini e valorizzi il territorio

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Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena (CABM)
e il Comitato Produttori Indipendenti Aceto Balsamico di Modena (CPI ABM)
 
con riferimento alla pubblicazione della domanda di IGP per l’Aceto Balsamico di Modena sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, e alle successive notizie, alcune delle quali false e strumentali, apparse sulla stampa locale
INFORMANO:
 
-         I due soggetti, che raggruppano oltre 30 aziende di tutte le dimensioni e di tutte le anzianità storiche, sono stati i principali attori della richiesta di IGP per il prodotto, una vicenda iniziatasi nel lontano 1994.
 
-         Essi si sono sempre battuti per un riconoscimento che fosse rispettoso delle tradizioni produttive e ancorato al territorio: basti citare l’impegno con il quale il CABM ha ottenuto la revoca del Decreto Ministeriale 16/11/2000 che vietava l’utilizzo del nome Aceto Balsamico di Modena, e poi quello con il quale si è battuto per ottenere l’annullamento del tentativo di un terzo gruppo di produttori, il Consorzio Produzione Certificata Aceto Balsamico Modenese (CPCABM), di cambiare nome al prodotto.
 
-         Quest’ultimo gruppo, fondato di recente da due grandi produttori industriali di aceto di vino, con sede al di fuori del territorio riconosciuto per l’Aceto Balsamico di Modena (e specificamente le Ditte Ponti di Novara e l’Acetificio Emiliano Romagnolo di Ravenna, quest’ultimo non più socio) già artefice del tentativo di cambiamento della denominazione e attualmente composto da 7 produttori di ABM e da diversi imbottigliatori fuori zona, ha presentato e appoggiato un disciplinare che prevede l’utilizzo di mosti di soli sette vitigni, che possono essere reperiti in tutto il mondo, senza nessun legame con la zona di produzione: caratteristica questa che non rispecchia le consuetudini produttive.
 
-         Lo stesso disciplinare prevede poi espressamente l’imbottigliamento al di fuori della zona di origine.
 
-         La stragrande maggioranza dei produttori, rappresentati dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena e dal Comitato Produttori Indipendenti sottoscrittori della presente, unitamente a tutte le Associazioni Agricole, hanno fatto presente al Governo l’insostenibilità di un simile disciplinare sia perché non rispecchia la prassi produttiva, sia per le conseguenze che sorgerebbero in merito alla proteggibilità della stessa denominazione, e in una riunione dello scorso 6 giugno al Ministero delle Politiche Agricole hanno ottenuto di poter presentare entro il 20 giugno una serie di proposte alternative condivise, cosa che è stata fatta, con la sottoscrizione anche del CPCABM.
 
-         Inaspettatamente, a seguito di un voltafaccia di quest’ultimo, e in violazione delle norme sia nazionali che comunitarie, in data 6 luglio è stata pubblicata una domanda di registrazione, sostenuta dal solo Consorzio Produzione Certificata Aceto Balsamico Modenese, che ribadiamo non può essere in alcun modo condivisa!
 
Quella presentata come già ottenuta (e invece è solamente pubblicata ed esposta ad eventuali catastrofiche opposizioni provenienti da tutto il mondo) è una IGP caratterizzata da un disciplinare che non ha il sostegno della stragrande maggioranza dei produttori, che è radicalmente diverso da quello previsto attualmente dalla legge italiana e che non rispetta le consuetudini e non valorizza il territorio, ma che appare invece scritta per favorire grandi interessi nazionali di parte e, nel tempo, decreterà la chiusura di molte piccole e antiche aziende locali che hanno fatto dell’esportazione la maggior ragione di vita (e di sostegno dell’economia italiana), mentre alcune grandi aziende in grado di promuovere il proprio marchio su larga scala e con impianti di imbottigliamento ovunque, ne avranno un beneficio di dimensioni difficilmente quantificabili.
 
Spiace e sorprende notare come le Istituzioni locali abbiano preso posizione, e prestato grande appoggio all’iniziativa di questo gruppo industriale, che è contestata dalla stragrande maggioranza dei produttori di Aceto Balsamico di Modena e da tutti i produttori agricoli, nella illusione che la sigla IGP, anche se posta a paravento di un disciplinare sbagliato, dannoso e pericoloso per il prodotto, fosse sufficiente a giustificare vanti e festeggiamenti.
 
Contro questo disciplinare i sottoscritti produttori si batteranno con ogni mezzo, ribadendo l’importanza e l’urgenza di avere una protezione valida ed efficace che, come quella richiesta e sottoscritta unitamente alle forze Agricole lo scorso giugno, e rinnovata ieri in una lettera al Presidente Prodi, tuteli e riconosca l’Aceto Balsamico di Modena per ciò che è.
 
CABM                                                          CPIABM
   Cesare Mazzetti                                        Donatella Quartieri
 
 
P.S.: Elenco dei Consorzi dei produttori e delle Organizzazioni agricole, presenti alla riunione di Roma del 6 giugno 2007, che hanno sostenuto il collegamento tra il territorio dell’Emilia Romagna e la materia prima utilizzata per produrre “Aceto Balsamico di Modena”
 
-         Consorzio Aceto Balsamico di Modena
-         Comitato Produttori Indipendenti Aceto Balsamico di Modena
 
-         Coldiretti Emilia Romagna
-         Confagricoltura Emilia Romagna
-         Confederazione Italiana Agricoltori E.R.
-         Fedagri/Confcoperative Emilia Romagna
-         Legacoop Agroalimentare Emilia Romagna

Per informazioni:
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Ultima difesa per l’Aceto Balsamico di Modena!

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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Romano Prodi

Illustre Presidente,

il Ministero per le politiche agricole, contrariamente agli accordi presi con tutti i Produttori di Aceto Balsamico di Modena e con tutte le Organizzazioni agricole della Regione Emilia Romagna, da cui deriva il 90% della materia prima (uva) utilizzata, ha fatto pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GuUe n. C 152/2007 p. 18) una proposta di disciplinare per l’IGP (Indicazione Geografica Protetta) Aceto Balsamico di Modena, che ne rende possibile la produzione con uve e mosti derivati da sette vitigni coltivabili in tutti i Paesi del mondo, abbandonando così ogni collegamento tra la materia prima e il territorio nel quale è nato uno dei più celebri prodotti della gastronomia italiana.

Sulla base degli impegni assunti nella riunione di Roma del 6 Giugno 2007, il Ministero avrebbe dovuto far proprie e difendere in sede comunitaria le proposte presentate da tutti i produttori di Aceto Balsamico di Modena e da tutte le Organizzazioni agricole interessate, di individuare, all’interno dell’Emilia Romagna, il territorio di provenienza della materia prima utilizzata, analogamente a quanto è avvenuto con i disciplinari dell’IGP Olio Toscano e dell’IGP Riso Vialone Nano, che limitano la zona di provenienza delle rispettive materie prime alla Regione Toscana e alla Provincia di Verona.
L’incredibile decisione del Ministero per le politiche agricole, che i produttori hanno impugnato davanti al TAR del Lazio, finisce per aggravare in modo insostenibile la posizione dei produttori italiani di Aceto Balsamico di Modena sui mercati internazionali, non solo riducendo la loro capacità di difesa nella lotta contro la concorrenza sleale dei produttori esteri, che imitano senza ritegno la celebre denominazione italiana, ma costringendoli anche a difendersi contro l’attività delle nostre istituzioni che, eliminando ogni collegamento tra il territorio e la materia prima utilizzata, tolgono credibilità e forza alla denominazione Aceto Balsamico di Modena, rendendola attaccabile su tutti i mercati.
Infatti, dopo la recente pubblicazione del disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, i produttori esteri pretendono di poter legittimamente utilizzare già ora la denominazione “Aceto Balsamico” anche per il loro prodotto fabbricato in Grecia, Spagna, Germania e in altri Paesi. Questo è il bel risultato al quale ci sta portando l’iniziativa del Ministero italiano che dovrebbe tutelare, nel mondo intero, le denominazioni dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”.
Si confida pertanto, illustre Presidente, in un Suo deciso intervento che possa portare il Ministero delle politiche agricole ad assumere una posizione ragionevole in modo da aiutare i produttori italiani a competere efficacemente sui mercati internazionali, invece di danneggiarli con regolamentazioni assurde e gravemente pregiudizievoli.  
Modena, 24 luglio 2007

Consorzio Aceto Balsamico di Modena
Comitato Produttori Indipendenti Aceto Balsamico di Modena

P.S.: Elenco dei Consorzi dei produttori e delle Organizzazioni agricole presenti alla riunione di Roma del 6 Giugno 2007 che hanno sostenuto il collegamento tra il territorio dell’Emilia Romagna e la materia prima utilizzata per produrre “Aceto Balsamico di Modena”.

Consorzio Aceto Balsamico di Modena
Comitato Produttori Indipendenti Aceto Balsamico di Modena

Coldiretti Emilia-Romagna
Confagricoltura Emilia-Romagna
Confederazione Italiana Agricoltori E.R.
Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna
Legacoop Agroalimentare Emilia-Romagna

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Jessica Alba torna single

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Torna single una delle star hollywoodiane più attraenti e ricercate: Jessica Alba, attualmente nelle sale di tutto il mondo col secondo capitolo della saga dei "Fantasti Quattro", ha infatti concluso la sua lunga relazione col produttore cinematografico Cash Warren. La notizia, che come spesso acccade in questi casi non è ancor.. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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Lindsay Lohan: sono innocente!

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Lindsay Lohan, a distanza di poche ore dal fermo di Polizia che l'ha coinvolta martedì notte in California per avere guidato in stato di ebbrezza, ha negato che la cocaina che la polizia le ha trovato in tasca potesse appartenerle. Attraverso un'e-mail spedita a Billy Bush, il conduttore del programma televisivo ".. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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Matt Damon, stella nella Walk of Fame

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Si è svolta mercoledì pomeriggio nel celeberrimo marciapiede di Hollywood la cerimonia di consegna a Matt Damon dell'ambita stella riservata dal 1958 alle più grosse celebrità dello spettacolo. L'attore statunitense, 37 anni ad ottobre, era presente insieme alla moglie Luciana Barroso e all'anziana madre. .. [visita Zapster.it per la notizia completa]
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MOSTRA: “Renato Guttuso. La passione della forma”

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Sede: Palazzo De Andrè, viale Europa, 1 - Ravenna
Periodo: dal 25/08/2007 al 16/09/2007
Organizzazione: Associazione Culturale Il Cerbero
Orario: dalle 18, 30 alle 23, 30, domenica dalle 18,00 alle 23,30
Informazioni: tel 335 8151821 e-mail: info@ilcerbero.it
Catalogo: in sede, a cura di Silvana Costa, testo critico di Bruno Bandini
Patrocinio: Mistero dei Beni Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.

INGRESSO GRATUITO

Inaugurazione: : venerdì 24 agosto, ore 19,00
Palazzo De André - Ravenna

Vent’anni fa moriva Renato Guttuso, l’artista, l’intellettuale, l’idealista, l’uomo politico, il protagonista del Novecento. Nell’anno di celebrazioni a lui dedicate, l’Associazione Culturale Il Cerbero, con la mostra dal titolo “Renato Guttuso. La passione della forma”, vuole ripercorrere la vita e l’impegno artistico-politico di uno dei più grandi interpreti del secolo scorso.
Esponente di punta del dibattito sul “realismo” e sulla funzione sociale dell’arte, Guttuso è stato un punto di riferimento, per un’intera generazione, della ricerca artistica italiana ed internazionale.

Questo elemento è facilmente riconoscibile attraverso la lettura delle 40 opere in mostra attraverso un percorso cronologico che si snoda dagli anni ’40 agli anni ’80 e che si esplicita nella visione di alcune delle opere di nudo, delle opere dedicate ai soggetti protagonisti di un contesto sociale - come Donne di zolfatari (Studio) del 1953 o ancora il disegno Pescatori di Sicilia (1949) - delle scene del quotidiano che l’artista con abile maestria riusciva a rendere con pochi tratti di china - come La strada (1945) - infine della serie dedicata alle nature morte - come Natura morta con sedia olio su tela del 1958.

Lo studio attento delle figurazioni del Picasso post-cubista – di cui diventerà amico intimo fin dal 1945 – lo porta alla realizzazione della Crocifissione del 1940, secondo classificato al Premio Bergamo del 1942, che lo conduce definitivamente verso quell’evoluzione “realista”, attenta alle questioni sociali, alle relazioni con le tradizioni popolari, alle tematiche che scaturiscono da un modo di intendere l’arte come gesto che privilegia il “contenuto”.
La sua capacità critica e educativa, già ampiamente riconsciuta nelle opere passate, trapela ulteriormente nei successivi quadri: Il partigiano (1944) e La Resa (1946).
Sciolto il “Fronte” nel 1948, nel pieno della crisi che investe il rapporto tra intellettuali e Partito Comunista in seguito alla polemica tra Palmiro Togliatti ed Elio Vittorini, Guttuso cerca di orientare il proprio realismo verso soluzioni che rifuggono ai dettami del “zdanovismo”, del realismo ideologicamente programmato, dell’arte come strumento illustrativo dell’azione politica, per esaltarne una libertà inesauribile, fatta di ricerca delle qualità formali, di esaltazione delle tensioni stilistiche. Sono gli anni di Boogie-woogie (1953) e del bozzetto La Spiaggia (1952) da cui nascerà l’opera Spiaggia del ‘56, de La discussione (1960) e La contadina, olio su tela del 1954.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, il suo realismo si rinnova, aprendosi verso i “nuovi realismi” che stanno attraversando l’orizzonte delle arti occidentali. Sono questi gli anni dell’Autobiografia (1966), dei Funerali di Togliatti (1972), di Vucciria (1974), del Caffè Greco (1976), cui si accompagnano le serie incalzanti dei nudi, delle nature morte, ed un’inesauribile produzione grafica: Calze rosse guache su carta, 1970/75, Due donne abbracciate”, 1986, “Donna che si pettina”, 1976

Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911) è scomparso a Roma il 18 gennaio 1987. Oltre ad essere stato un famoso pittore italiano era anche esponente della cultura di area comunista. Figlio di Gioacchino, agrimensore e acquarellista dilettante, e di Giuseppina d’Amico il piccolo Renato manifestò precocemente la sua predisposizione alla pittura.
Influenzato dall’hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi, iniziò appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si tratta per lo più di copie (paesaggisti siciliani dell’Ottocento ma anche pittori francesi come Millet o artisti contemporanei come Carrà), ma non mancano ritratti originali. Il giovane Guttuso abita in una casa vicino alle ville Valguarnera e Palagonia, di cui ritrarrà particolari in quadri successivi e s’ispira agli scogli dell’Aspra e tra le gite al mare e i primi amori vive tutta la crisi siciliana del dopoguerra. L’adolescenza borghese è fitta di stimoli per il futuro pittore, iniziò anche a frequentare gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928, appena diciassettenne partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo. Guttuso vede in completa decadenza la nobiltà, l’avanzare di un vero massacro urbanistico e delle lotte di potere che scuotono il temperamento di Guttuso, mentre la famiglia è segnata dall’ostilità di clericali e fascisti nei confronti del padre. Nel suo espressionismo si fanno sempre più forte non solo i motivi siciliani come i rigogliosi limoneti, l’ulivo saraceno, il Palinuro, tra mito e solitudine isolana che, inviati nel ‘31 alla Quadriennale, confluirono in una collettiva di sei pittori siciliani accolti dalla critica – dice Franco Grasso nella citata monografia – come “una rivelazione, un’affermazione siciliana”.
Tornato a Palermo apre uno studio in Corso Pisani e con la pittrice Lia Pasqualino e gli scultori Barbera e Nino Franchina forma il Gruppo dei Quattro.
Rifiutato ogni canone accademico, con le figure libere nello spazio o la ricerca del puro senso del colore, Guttuso s’inserisce nel movimento artistico “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati s’oppone alla cultura ufficiale e denota una forte opposizione antifascista nelle scelte tematiche negli anni della guerra di Spagna e che preparano la seconda guerra mondiale. Per Guttuso la pittura fu una forma di denuncia matura l’arte “sociale” di Guttuso, con un impegno morale e politico più scoperto che si rivelava in quadri come “Fucilazione in Campagna”, dedicato a Garcia Lorca, fra il ‘37 ed il ‘38, “Fuga dall’Etna “ in due stesure. Si trasferisce a Roma, in Via Margutta dove frequenta la cerchia di artisti più significativi del tempo: Mario Mafai, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, tenendosi anche in contatto col gruppo milanese di Treccani, Giacomo Manzù, Aligi Sassu. Il dipinto che gli dà la fama, fra mille polemiche da parte anche del clero e del fascio perché sotto il soggetto sacro denunzia gli orrori della guerra, è “Crocifissione”. Di esso Guttuso ha scritto nel suo Diario che è “il simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee” con il quale al Premio Bergamo sigla la sua nuova stagione.
L’artista non cesserà mai di lavorare in anni difficili come quelli della guerra ed alterna, specie nelle nature morte, gli oggetti delle case umili della sua terra, a squarci di paesaggio del Golfo di Palermo a una collezione di disegni intitolata “Massacri”, che circolarono clandestinamente poiché ritraggono le repressioni naziste, come quello dedicato alle Fosse Ardeatine.

Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.

La mostra si avvale del contributo di: Arimar, Acmar, Bonciani, Copura, Consar-Grar, Europa 2000, Fiat S.V.A., Marcegaglia, Marinara, Moviter Strade Cervia, Agenzia Ritmo, Emporio delle Passioni, Club del Sole, Consorzio Ciro Menotti.