Intercettazioni telefoniche nell’ordinanza del gip Forleo, Politica & Governo, Ultime Notizie
Luglio 25, 2007
Autore: Pierluigi Battista
Oggetto: Intercettazioni telefoniche nell'ordinanza del gip Forleo
Inviato: Gio Lug 26, 2007 4:02 am (GMT 11)
A costo di sorvolare sui princìpi basilari dello Stato di diritto, è diventato quasi un automatismo equiparare a una sentenza di condanna il semplice invio di un avviso di garanzia.
Si stenta perciò a comprendere la costernazione di chi, nemmeno raggiunto da un avviso di garanzia, vede nondimeno associato sui media il proprio nome a un'intricata vicenda giudiziaria. Ma i dirigenti diessini indirettamente menzionati nell'ordinanza del gip di Milano, Clementina Forleo, hanno invece il pieno diritto di difendere davanti all'opinione pubblica, come hanno fatto con toni misurati di cui va dato loro atto, una reputazione politica messa in dubbio da espressioni che suonano inequivocabilmente come condanne preventive. Nei procedimenti giudiziari la difesa delle forme non è mai superflua, un lusso o, come troppo spesso si tende a pensare, un espediente per eludere la «sostanza» delle questioni. Appare dunque ingeneroso imputare a Piero Fassino, Massimo D'Alema e Nicola Latorre un «eccesso» di autodifesa. E la scelta di Fassino di dire sì alla richiesta della magistratura milanese assume il valore di un gesto responsabile per svelenire un clima insopportabile.
Corriere della Sera - 25 luglio 2007
Fonte: Ultime Notizie
Oggetto: Intercettazioni telefoniche nell'ordinanza del gip Forleo
Inviato: Gio Lug 26, 2007 4:02 am (GMT 11)
A costo di sorvolare sui princìpi basilari dello Stato di diritto, è diventato quasi un automatismo equiparare a una sentenza di condanna il semplice invio di un avviso di garanzia.
Si stenta perciò a comprendere la costernazione di chi, nemmeno raggiunto da un avviso di garanzia, vede nondimeno associato sui media il proprio nome a un'intricata vicenda giudiziaria. Ma i dirigenti diessini indirettamente menzionati nell'ordinanza del gip di Milano, Clementina Forleo, hanno invece il pieno diritto di difendere davanti all'opinione pubblica, come hanno fatto con toni misurati di cui va dato loro atto, una reputazione politica messa in dubbio da espressioni che suonano inequivocabilmente come condanne preventive. Nei procedimenti giudiziari la difesa delle forme non è mai superflua, un lusso o, come troppo spesso si tende a pensare, un espediente per eludere la «sostanza» delle questioni. Appare dunque ingeneroso imputare a Piero Fassino, Massimo D'Alema e Nicola Latorre un «eccesso» di autodifesa. E la scelta di Fassino di dire sì alla richiesta della magistratura milanese assume il valore di un gesto responsabile per svelenire un clima insopportabile.
Corriere della Sera - 25 luglio 2007
Fonte: Ultime Notizie