Lug 21
Politica & Governo
Autore: GIUSEPPE D'AVANZO
Oggetto: Intercettazione telefoniche scalata Antonveneta Bnl Rcs
Inviato: Sab Lug 21, 2007 8:23 pm (GMT 11)
Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Clementina Forleo, chiede al Parlamento di rendere "utilizzabili" nel processo le intercettazioni telefoniche in cui sono incappati i Ds Massimo D'Alema, Nicola Latorre, Piero Fassino; il senatore e i deputati di Forza Italia, Grillo, Comincioli e Cicu. Il ceto politico - in coro e con allarme, a destra come a sinistra - discute i toni e le parole che il gip, Clementina Forleo, ha ritenuto di adoperare nella sua ordinanza. Il ministro di Giustizia si spinge addirittura a ipotizzare contro il giudice "una potenziale lesione dei diritti e dell'immagine di soggetti estranei al processo". I "soggetti estranei" sarebbero i politici di cui si parla.
Al contrario, il giudice li definisce "complici consapevoli" dei reati ipotizzati nel tripartito progetto di scalata Antonveneta/Bnl/Rcs-Corriere della Sera. Chi è chiamato a giudicare? Il ministro o il giudice? Forse il giudice anche quando si tratta di politici, e allora la confusione di linguaggi, interessi e opposte (e forzate) interpretazioni può far perdere il filo.
la Repubblica - 21 luglio 2007
Lug 21
Cronaca & Attualità
Autore: GIUSEPPE CAPORALE
Oggetto: Occhiali da sole, Luxottica impone il marsupio trasparente
Inviato: Sab Lug 21, 2007 8:19 pm (GMT 11)
Un marsupio trasparente, antifurto. Lo dovranno utilizzare quasi quattromila operai della Luxottica, leader mondiale nella griffe degli occhiali. Da lunedì, in cinque stabilimenti industriali del gruppo (nelle province di Belluno, Trento, Treviso e Torino) lo zainetto fornito dall'azienda sarà "l'unico contenitore consentito" nei locali di lavoro. A breve, sarà distribuito anche ad Agordo, la sede storica del bellunese. E a quel punto, gli operai con il marsupio, saranno oltre ottomila. Servirà, comunicano i vertici del gruppo, a evitare i furti.
D'ora in poi sarà vietato entrare nei reparti con "borse, zaini, sacchetti, o qualsiasi altro contenitore diverso dal marsupio Luxottica". Un provvedimento necessario, scrivono espressamente i vertici dell'azienda, per tentare di arginare il fenomeno dei furti in fabbrica. "Solo nell'ultimo anno - spiegano - sono stati rubati cinquantamila paia d'occhiali. Episodi incresciosi e volumi importanti, che hanno richiesto un nostro intervento".
la Repubblica - 21 luglio 2007
Lug 21
Cronaca & Attualità
Autore: MARIO CALABRESI
Oggetto: Trattamento dei detenuti Guantanamo, niente più torture CIA
Inviato: Sab Lug 21, 2007 7:05 pm (GMT 11)
Dopo anni di polemiche e scandali che hanno investito la sua Amministrazione, ieri George W. Bush ha firmato un ordine esecutivo che proibisce alla Cia qualsiasi trattamento inumano nei confronti dei prigionieri catturati nella lotta al terrorismo. Il presidente americano, ribaltando l'interpretazione data fino ad oggi dello status dei presunti terroristi incarcerati, tra cui quelli di Guantanamo, si è impegnato a rispettare l'articolo 3 della Convenzione di Ginevra, che proibisce qualsiasi atto di tortura contro i prigionieri di guerra.
Da mesi si attendeva la decisione della Casa Bianca e il varo di un nuovo codice di comportamento per gli interrogatori, che mettesse al bando ogni atto "crudele o inumano", ogni atto di violenza che portasse alla morte o alla mutilazione del prigioniero e ogni atto di denigrazione del credo religioso. Il documento rilasciato ieri, da solo non mette termine a queste pratiche ma formalizza che per gli Stati Uniti sono fuori legge. E il direttore della Cia Michael Hayden ha commentato: "Questa azione del presidente ci dà la chiarezza legale di cui avevamo bisogno".
la Repubblica - 21 luglio 2007
Lug 21
Politica & Governo
Autore: MASSIMO GIANNINI
Oggetto: Riforma pensioni 2007 la riscrittura del patto previdenziale
Inviato: Sab Lug 21, 2007 6:48 pm (GMT 11)
TRA SCALONI che scendono e scalini che salgono, finestre che si aprono e finestre che si chiudono, Romano Prodi attraversa il "cantiere delle pensioni" portando a casa un compromesso dignitoso.
Forse è esagerato parlare di una "svolta storica per il Paese", come fa il premier. Ma sia pure con un ritardo di quattro mesi sulla tabella di marcia, e in un clima di diffuso scetticismo (se non addirittura di palese disfattismo), il governo esce tutto sommato indenne da un test politico importantissimo. E se la parziale riscrittura del patto previdenziale firmata nella lunga notte di Palazzo Chigi non si può festeggiare come un trionfo dei "riformisti", non si può neanche giudicare come una vittoria dei "massimalisti". Qualunque giudizio di merito si dia di questa riforma, a sentire dalle reazioni che ha innescato segna senz'altro un punto a favore di chi (dalla Bonino a Rutelli) insisteva per un atto di coraggio da parte del governo. E un punto a sfavore di chi (da Giordano a Diliberto) si considerava impropriamente la "guardia rossa" dell'esecutivo.
la Repubblica - 21 luglio 2007
Lug 21
Politica & Governo
Autore: R. MANIA C. TITO
Oggetto: Riforma pensioni, Prodi presenta la proposta sullo scalone
Inviato: Sab Lug 21, 2007 6:43 pm (GMT 11)
"Caro Guglielmo, o sì o no. Se tu dici no io mi dimetto. Così perdete tutto e rimane lo scalone". Sono le quattro del mattino quando a Palazzo Chigi, nella stanza del sottosegretario Enrico Letta, va in scena il momento più drammatico della notte delle pensioni con il premier Romano Prodi che minaccia di andarsene. Si tratta da quasi sei ore, sul filo del rasoio. Ed è anche il momento della decisione, come in tutti i negoziati: rompere o andare avanti. Scegliere. Ma questa volta rompere significa buttare a mare il governo. Per di più "amico".
Guglielmo Epifani, leader della Cgil, sa di non avere alternative, sa anche che il futuro del governo, ora, dipende dalla Cgil. Dice a Prodi: "Romano, ti assicuro che firmerò, ma dammi tempo fino a lunedì". È un'opzione che il Professore non può accettare, l'aveva già detto aprendo la riunione e presentando la sua proposta sullo scalone: "Non ci sono alternative: o sì, o no. Ciascuno deve assumersi le sue responsabilità". Interviene - durissimo - Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: "Io firmo. Da qui si deve uscire con l'accordo perché io non voglio che questa vicenda torni in mano ai partiti. La mia organizzazione non prende ordini da nessuno".
la Repubblica - 21 luglio 2007