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Allo studio nuova molecola per la terapia dell’osteoartrite

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Dopo molti anni di ricerca, è stata annunciata l'inizio dell'attività di sviluppo di una nuova molecola per la terapia dell'osteoartrite. L'osteoartrite è una patologia degenerativa cronica delle articolazioni che causa la progressiva distruzione della cartilagine e ipertrofia dell'osso sottostante. E' la più comune tra le malattie articolari non post-tr… (leggi »)
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Le mestruazioni potrebbero sparire

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Cosa significherebbe per una donna non avere più il ciclo? In America lo scopriranno presto.

Approvata la commercializzazione di un farmaco che bloccherebbe le mestruazioni. La Federal Drug Administration ha approvato una pillola contraccettiva che cancella il ciclo, se ne prende una al giorno per un anno e questa blocca il processo biologico.

Gli Stati Uniti sono molto sconvolti dalla notizia, naturalmente l’opinione pubblica si è divisa, tra chi è d’accordo e chi no. Si vocifera che nel giro di un anno questa pillola potrebbe arrivare in Europa e scoppieranno anche qui le polemiche.

Cosa significherebbe per una donna non avere più il ciclo? Sicuramente tanti benefici nella vita sociale, ma a livello fisico? Se le abbiamo un motivo ci sarà…

Fonte: Instablog.org

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Il tavolo-schermo manda in pensione il mouse

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Vi piacerebbe entrare in casa, posare la macchina fotografica digitale o il cellulare sul tavolo e scaricare senza fatica tutte le fotografie contenute? Una magia da film di fantascienza che diventa realtà grazie a Microsoft. Il gigante del software, da sempre impegnato a rendere semplice l’uso della tecnologia (non per missione umanitaria ma semplicemente per vendere ancora di più) ha presentato infatti un rivoluzionario schermo a tavolino sensibile al tatto.

Cinque anni di studi e ricerche hanno permesso alla società fondata da Bill Gates di creare un prodotto, il Table Pc (ossia computer da tavolino, ben diverso dal Tablet pc) che potrebbe rivoluzionare il mercato. Avete presente il film Minority Report, dove Tom Cruise manovrava un super computer usando soltanto le mani? Ecco il nuovo Surface, nome in codice Milan, che promette qualcosa di simile. Si tratta infatti di un dispositivo con schermo piatto orizzontale da 30 pollici che consente di interagire con i contenuti digitali semplicemente toccandolo.

Insomma il nuovo computer, che funziona tramite una serie di microcamere a raggi infrarossi inserite sotto lo schermo per vedere dove è stato toccato, manda in pensione in un sol colpo non solo il mouse ma anche la tastiera e il joy pad ossia le periferiche per videogiochi. Le novità non si fermano qui. Contrariamente a quanto succede con i normali schermi touchscreen, più utenti possono utilizzarlo contemporaneamente, passandosi documenti o lavorando nello stesso momento su file differenti. Inoltre è possibile fare diverse operazioni usando semplicemente le dita. Dopo aver scaricato le fotografie, ad esempio, si può elaborarle con le mani tagliandole e modificandole. Il super schermo però è molto intelligente e legge anche codici a barre e carte di credito. A dire il vero comunque mentre lo schermo multitouch è una novità assoluta, le componenti hardware si basano su tecnologie già esistenti, come scanner, videocamera e televisione. Surface è il risultato della ricerca della divisione intrattenimento e prodotti, la stessa da cui sono usciti la console per videogame Xbox e il lettore digitale Zune. Il prodotto è stato presentato ufficialmente nel corso della fiera «D: All Things Digital», in corso a San Diego, in California. «Si tratta di una rivoluzione per Microsoft e un’evoluzione del concetto di personal computer»- ha detto Michael Gartenberg, analista di Jupiter Research. Il debutto sul mercato è fissato per il prossimo novembre. Per il momento però sarà venduto soltanto a utenti commerciali come ristoranti o hotel. Il prezzo infatti è ancora piuttosto alto, 10mila dollari circa, destinato però a scendere a 5mila nel giro di pochi mesi.

Surface è già stato prenotato da T-Mobile, che lo utilizzerà nei propri punti vendita: appoggiando i telefoni cellulari del colosso statunitense delle telecomunicazioni sullo schermo questi saranno istantaneamente riconosciuti. Ma anche la catena Sheraton pensa di dotare alcuni suoi alberghi del dispositivo per trasformare le lobby da luoghi in cui la gente passa senza fermarsi a posti in cui passare del tempo per usufruire di servizi innovativi. Microsoft non sarà sola naturalmente nell’uso di questa tecnologia chiamata appunto multitouch computing: il rivale di sempre, Apple, sta già pensando di realizzare la prossima versione del suo Ipod usando questo sistema.

Fonte: Il Giornale.it

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AFGHANISTAN: 7 MILITARI DELLA NATO UCCISI IN ELICOTTERO ABBATTUTO

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Kabul- Sale a 7 il bilancio dei militari Nato uccisi ieri sera in seguito all’abbattimento di un elicottero della Nato, precipitato nel sud dell’Afghanistan: lo rende noto l’Isaf.

E’ britannico il settimo militare ucciso nell’abbattimento dell’elicottero della Nato in Afghanistan. Le altre vittime sono un canadese e cinque statunitensi. L’elicottero, un Chinook, è precipitato ieri sera nel sud dell’Afghanistan. I talebani hanno rivendicato l’attacco.

Un presunto portavoce dei talebani, Qari Yussef Ahmadi, ha rivendicato l’attacco contro l’elicottero nella provincia di Helmand con una telefonata all’Associated Press. L’uomo non ha fornito prove dell’azione talebana, ma ha precisato che l’elicottero è precipitato nel distretto di Kajaki qualche ora prima che lo comunicasse la Nato.

Secondo quanto riferito da un responsabile statunitense, i soldati britannico e canadese erano passeggeri dell’elicottero CH-47 Chinook che trasportava cinque americani.

La Nato ha riferito che le truppe andate sul posto, sono state accolte da un’imboscata di combattenti nemici e hanno chiesto di bombardare la zona per “eliminare la minaccia nemica”. Un civile è rimasto ferito nella sparatoria.

Fonte: Tendenze Online.info

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Cocaina? Ora a Roma si può "sniffare" l’aria

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Cocaina? Perché violare la legge comprandola illegalmente, a Roma si può “sniffare” gratis. Basta respirare l’aria della città, dove la cocaina è presente con circa 0,1 nanogrammi per metro cubo. Non sarà uno sballo, ma è già un buon inizio. La notizia choc viene dall´ultima ricerca del Cnr, presentata presso la sede dell’Istituto a Roma.

Certo lo 0,1 nanogrammi per metro cubo è un po´ poco perché intacchi il mercato dei pusher capitolini. «Ma è la prima volta in assoluto - sottolinea Angelo Cecinato, che ha guidato il gruppo di ricerca dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (I.i.a.) del Cnr - che la cocaina viene rintracciata addirittura nell’atmosfera che respiriamo tutti i giorni». La ricerca si inquadra nel contesto più ampio della valutazione di composti tossici presenti nel materiale particolato ed è stata essenzialmente condotta in due aree urbane italiane (Roma e Taranto) e ad Algeri. I risultati hanno evidenziato, oltre alla presenza di cocaina e di sostanze tossiche conosciute (come il benzopirene, un idrocarburo cancerogeno presente nel fumo di sigaretta, negli scarichi degli autoveicoli e nelle emissioni da combustione), quella di cannabinolo (il principale componente attivo di marijuana ed hashish) e altre droghe, anche se meno dannose, come nicotina e caffeina.

«Le concentrazioni più elevate di cocaina sono state riscontrate al centro di Roma e specialmente nell’area dell’Università La Sapienza, anche se - precisa Cecinato - a causa del limitato numero di misure eseguite non si può dire con certezza che il quartiere universitario sia quello più inquinato da cocaina. Né possiamo affermare tout court che vi siano più diffusi il consumo e lo smercio di droghe: le cause di questa concentrazione sono tutte da indagare». Comunque, tracce di varie sostanze stupefacenti - cocaina e cannabinolo - sono state osservate anche in aree extra urbane e nei parchi cittadini - come a sorpresa Villa Ada - dove sembrano addirittura più alte che nelle strade di traffico. La cocaina appare - secondo lo studio - in concentrazioni molto più basse della città di Taranto, mentre risulta assente ad Algeri. Al contrario, nicotina e caffeina risultano presenti in tutte le aree studiate, «dimostrando l’estrema diffusione del consumo di queste sostanze e la loro permanenza nell’area ambiente», spiega Cecinato.

L’analisi dell’evoluzione stagionale della cocaina in aria indica che le concentrazioni massime (a Roma, circa 0,1 nanogrammi per metrocubo, appunto) si raggiungono nei mesi invernali, «probabilmente per la più frequente intensa stabilità atmosferica, ossia a causa dell’inversione termica al suolo che “blocca” le emissioni di inquinanti nei più bassi strati dell´atmosfera, impedendone la dispersione». Tali concentrazioni potrebbero apparire relativamente contenute, ma sono appena cinque volte inferiori ai limiti stabili per legge per una sostanza ampiamente riconosciuta come tossica quale è appunto il benzopirene.

«Non c’è dubbio che sarà proprio la via inalatoria che nel futuro sarà la vera porta d’ingresso per sostanze tossiche che in modo rapido e veloce andranno a modificare l’equilibrio psicobiologico e le difese immunitarie di tutti», sottolinea il prof. Rosario Sorrentino, neurologo, direttore dell’Ircap (istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico). «L’attività umana, sempre più direttamente o indirettamente contribuisce in modo negativo a modificare la chimica ambientale, quindi la qualità dell’aria che respiriamo. Ciò determina - ha aggiunto Sorrentino - sempre più un’insolita modalità di vivere spazi e condizioni di vita che diventano qualitativamente estreme e dove l’organo maggiormente sotto stress è il cervello perché con maggiore difficoltà deve costruire soluzioni, schemi e modalità d´adattamento nel breve tempo».

Fonte: L’Unità

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In commercio da Luglio la pillola che blocca il ciclo mestruale

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A poco piu’ di mezzo secolo dall’avvio della rivoluzione contraccettiva messa in moto con la pillola Pincus, il primo anticoncezionale per via orale, siamo di fronte ad una nuova svolta.
La Food and Drug Administration americana ha dato parere favorevole per l’immissione in commercio, a partire da Luglio di una pillola a basso dosaggio ormonale che prevede l’azzeramento totale delle mes… (leggi »)
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Reality: primo premio un rene nuovo

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La dura legge dei reality vince sempre . Ora, rigorosamente in diretta e con l’aiuto del pubblico, una donna malata di tumore in uno stadio terminale dovrà scegliere a chi donare il suo rene tra tre possibili candidati. Il format è stato prodotto in Olanda dalla Endemol, fresca di acquisizione da parte dell’Italiana Mediaset. Sarà davvero mandato in onda o è solo una provocazione? Interverrà un garante o un comitato etico a decidere se e come questo programma potrà essere diffuso nell’etere?

Alla notizia, trapelata nella giornata di ieri, hanno fatto eco oggi numerosi commenti sulla stampa nazionale. In questa forte attenzione da parte dei mass media italiani vi è la comune preoccupazione che questo tipo di format, come molti della Endemol, possa arrivare anche in Italia; ma più ancora c’è la consapevolezza di camminare su un confine labile. La scarsità degli organi per i trapianti e la cultura della donazione che fa fatica a decollare è uno dei problemi più gravi per i pazienti e per la sanità. Nel mondo a fronte di tecniche di trapianto migliori che aumentano la riuscita delle operazioni, rimane una carenza di disponibilità di organi a cui spesso si risponde intraprendendo le strade più disparate dove la disperazione e, spesso, l’illegalità la fa da padrona.

Il caso del reality olandese, battezzato donorshow, è l’ultimo di una lunga serie che passa attraverso la vendita di organi, la contrattazione privata tra persone che liberamente vogliono vendere un proprio organo, la legalizzazione in alcuni paesi di questo tipo di trattative. Molti degli opinionisti che oggi firmano i loro interventi sui quotidiani nazionali e internazionali sostengono che, al di là delle ovvie implicazioni etiche che questo programma o che l’approccio alla malattia porta con sé, gli autori del format televisivo abbiano voluto lanciare una provocazione con lo specifico intento di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della donazione degli organi.

Ma la provocazione non è più una scusa. Non lo è per chi la fa e non lo è per chi la accetta. Non spetta ad un format televisivo sollevare il problema delle donazioni così come non spetta ai mass mediologi di spiegare la dinamica comunicativa dietro ad approcci estremi quando si parla di salute, di vita e di morte. Questo clamore nuoce a chi quotidianamente si impegna per essere la goccia che buca il sasso; le associazioni dei pazienti, i medici, i trapiantologi, le istituzioni hanno un approccio al problema più organico e complesso che non è proporzionale alla loro visibilità. Non sempre la visibilità paga. Una nota: sulle pagine dei quotidiani italiani non vi sono interviste al garante delle telecomunicazioni, a medici, a bioeticisti. Un’opinione su questo programma è stata chiesta a uomini e donne di televisione esperti in reality show: un mondo che si autoalimenta e che, nei giudizi, non coglie quale sia il punto della discussione. La donazione di un organo è un percorso regolamentato per legge e che deve rispondere anche a una compatibilità non solo fisica. Non vi è modo, al di fuori del mondo della sanità, di affrontare questa esperienza in modo corretto sia per il ricevente che per le famiglie coinvolte. A volte spegnere la tv è il passo più intelligente da fare.

Fonte: Yahoo Notizie Italia

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Staminali: Ricostruita In Italia Prima Vagina Biotech

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ROMA - Per il direttore generale del Policlinico, Ubaldo Montaguti, i due interventi sono ”l’espressione di una cultura dell’eccellenza che abbiamo in questo ospedale e della grande collaborazione fra la ricerca di base e quella applicata . E’ la testimonianza di come, lavorando insieme, si ottengono grandi risultati”. Anche per il preside della facolta’ di Medicina, Luigi Frati, ”e’ uno dei tanti esempi in cui la ricerca di base viene trasferita al mondo della clinica con passaggi molto rapidi. Questa - ha aggiunto - e’ una caratteristica del Policlinico, un ospedale in grado di stare sulla cresta dell’onda dell’innovazione e di trasferire le conoscenze alla clinica con costi modesti”.

Ricostruire in laboratorio la prima vagina biotech con le cellule staminali prelevate dalla stessa paziente e’ stato il primo passo reso possibile dalla possibilita’ di riconoscere le cellule staminali della mucosa e di farle moltiplicare. ”Un primo passo importante che apre la strada a nuove possibilita’, come quella di coltivare la mucosa intestinale o quella dela bocca, ma anche congiuntiva e cornea”, ha osservato la ricercatrice che ha curato questa fase dell’intervento, Cinzia Marchese, direttrice laboratorio di Biotecnologie cellulari del Policlinico. In laboratorio e’ stato ottenuto un lembo di mucosa di poco piu’ di tre decimetri quadrati e ad eseguire l’impianto e’ stato il gruppo di Pierluigi Benedetti Panici, del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’Umberto I. ”In entrambe le pazienti - hanno detto gli esperti - l’attecchimento del tessuto e’ stato del 99%”.

Il primo risultato, ottenuto un anno fa, ora e’ in corso di pubblicazione sulla rivista internazionale Human Reproduction.

Gia’ a un mese dall’intervento la paziente aveva una mucosa e un canale vaginale normale. Buono anche il decorso del secondo intervento, eseguito ieri. La ragazza potrebbe essere dimessa gia’ domani e il tessuto ottenuto in laboratorio sembra essere accettato dall’organismo della paziente.

Fonte. Yahoo Notizie Italia

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La caduta del falco Wolfowitz

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Il successore di Paul Wolfowitz alla guida della Banca Mondiale dev’essere un americano. Lo ha detto il presidente George W. Bush, intervistato dalla Reuters. All’indomani delle dimissioni di Wolfowitz, un portavoce della Casa Bianca aveva ammesso che era «tecnicamente possibile» che il candidato alla successione fosse un americano: una frase che aveva dato corpo allo scenario di una nomina del premier britannico uscente Tony Blair oppure di Ashraf Ghani, ex ministro delle Finanze afghano. Dal momento della fondazione, sono gli Stati Uniti che esprimono la candidatura alla guida dell’istituzione gemella del Fmi (Fondo monetario internazionale) il cui mandato principale è la lotta alla povertà. La caccia al successore di Wolfowitz è stata affidata dalla Casa Bianca al ministro del Tesoro Henry Paulson.

Le dimissioni di Wolfowitz. Si era conclusa venerdì notte la trattativa tra Paul Wolfowitz, presidente della Banca Mondiale, e il Board dell’istituto stesso, determinato a sbarazzarsi del numero uno dopo lo scandalo per la promozione e l’aumento di stipendio accordato nel 2005 dallo stesso Wolfowitz a Shaha Riza, la sua compagna. Il presidente lascerà il 30 giugno. Un’uscita di scena accettata «con riluttanza» da George W.Bush.

La svolta alla fine dell’ennesima, convulsa giornata tra di duro confronto e scontro tra l’ex numero due del Pentagono e il Board dell’istituto. L’accordo finale, quello che prevede una sorta di “onore delle armi”, sta tutto nella limatura al comunicato della Banca che annuncia l’accordo raggiunto. Wolfowitz, si legge, «ci ha assicurato di aver agito in linea con i principi etici e in buona fede sulla base di quello che gli è apparso essere nell’interesse dell’istituto e noi accettiamo questo». Il Board rimarca le incomprensioni reciproche («su entrambi i lati») nel caso Shaha Riza, preannuncia l’avvio immediato («subito») della ricerca del successore, a conferma della volontà dei 24 componenti di voltare pagina dopo mesi di aspre e dure polemiche, a tutela dell’immagine dell’istituto.

«I più poveri nel mondo aspettano tutto ciò che di meglio possiamo fare. Adesso è necessario trovare una via per andare avanti», è il commento che lo stesso Wolfowitz affida a un comunicato. Il presidente Bush accetta «con riluttanza» le dimissioni di Wolfowitz: il presidente avrebbe preferito che l’ex sottosegretario alla Difesa rimanesse al suo posto. Bush proporrà un suo successore nei prossimi giorni, precisano fonti della casa Bianca.

«Ho grande stima di Paul e credo che tutte le parti abbiamo agito in buona fede. Mi dispiace che siano arrivati a questo punto», ha affermato Bush, nella conferenza stampa con il premier britannico Tony Blair. «Di Paul ammiro l’impegno per aiutare i poveri», ha aggiunto il capo della Casa Bianca: «Tutto quello che posso dire è che il presidente Wolfowitz ha l’interesse di fare tutto quello che è meglio per la Banca».

Che Wolfowitz fosse giunto al capolinea era intuibile, oltre che per la forte opposizione del fronte dei Paesi europei (Germania in testa), anche per la spaccatura nell’Amministrazione Bush. Il segretario al Tesoro, Henry Paulson, ha infatti spinto per le dimissioni rilevando il fatto - secondo il Financial Times - che il caso Wolfowitz rischiava di mettere a rischio i rapporti con i partner europei oltre che la stessa credibilità degli Usa in seno alla Banca. Per il vicepresidente Dick Cheney e Karl Rove, senior strategist di Bush, la difesa doveva andare invece a oltranza e soprattutto per evitare di “piegarsi all’Europa. Il terzo fronte vedeva i “conservatori non ideologici”, cioè il segretario di Stato, Condoleezza Rice e Josh Bolten, capo dello staff della Casa Bianca, che spingevano per l’uscita.

Il caso Wolfowitz aveva tutte le caratteristiche per rubare la scena del G8 finanziario (con l’assenza eccellente di Paulson) che vedrà riuniti i ministri economici dei Sette Grandi più la Russia a Potsdam, in Germania. Proprio il Governo del Cancelliere Angela Merkel è quello che più si è speso per le dimissioni di Wolfowitz come unica soluzione per salvare la credibilità della Banca Mondiale. Secondo l’agenda dei lavori, l’ex vice del Pentagono avrebbe dovrebbe presentare a Potsdam le strategie dell’istituto contro la corruzione. Il ministro dello Sviluppo tedesco, Heidemarie Wieczorek-Zeul, mercoledì, aveva chiesto ancora le dimissioni di Wolfowitz con un avvertimento: «Non gli consiglierei di partecipare se sarà ancora in carica».

Fonte: Il Messaggero.it

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Parte "Allacciati alla vita" Campagna per l’uso del casco

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Il corretto uso del casco alla guida di una moto o di uno scooter può
contribuire a ridurre del 50% la frequenza delle ferite mortali alla testa

Incentivare il corretto uso del casco, amplificarne la diffusione tra gli utenti superando la resistenza di coloro che continuano a violarne sistematicamente l’obbligo imposto dalla legge. Questi gli obiettivi di ”Wear&Lock - Allacciati alla vita”, la campagna di sensibilizzazione all’uso del casco dall’ACEM (l’associazione che raccoglie i maggiori costruttori europei di motocicli) promossa dal Gruppo Caschi e dal Gruppo Motocicli di Confindustria ANCMA con il patrocinio della Regione Siciliana e del ministero dei Trasporti, in collaborazione con la Polizia Stradale, il ministero dell’Istruzione - Ufficio Scolastico per la Sicilia.

Un obiettivo importante perché secondo i dati forniti dall’ETSC (European Transport Safety Council) il corretto uso del casco alla guida di una moto o di uno scooter puo’ contribuire a ridurre del 50% la frequenza delle ferite mortali alla testa.

La Sicilia e’ stata scelta quale regione pilota per il lancio del piano di comunicazione che partira’ il 3 giugno con la diffusione mediante diversi canali: spot televisivi, cartellonistica stradale, invio mms, siti internet. Sono inoltre previsti incontri nelle scuole per sensibilizzare i piu’ giovani e una serie di controlli dedicati, effettuati sulle strade in collaborazione con le Forze dell’Ordine nel corso dei quali saranno distribuiti dei questionari.


”Abbiamo accolto favorevolmente l’invito di Confindustria ANCMA - afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Comunicazioni e Turismo, Dore Misuraca - aderendo ad un progetto del quale condividiamo le finalita’. Sono troppi i giovani, specie i minorenni, che non fanno uso del casco. Occorre dare un segnale forte che possa cambiare questa preoccupante tendenza”.

Misuraca, riferendosi alla sicurezza sulle strade, segnala che ”in questo campo gli interventi sono molteplici” e ricorda che ”con i primi due bandi per il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale sono stati finanziati in totale opere per quasi 7 milioni di euro.
Si tratta di interventi per la messa in sicurezza di strade urbane caratterizzate da alta incidentalita’, inoltre sono stati istituiti numerosi centri di monitoraggio per la sicurezza stradale. Per il terzo bando sono disponibili oltre 27 milioni di euro e ci aspettiamo una ampia partecipazione di comuni e province”.

”In tema di prevenzione - precisa Misuraca - e’ stato elaborato d’intesa con la Direzione Regionale Istruzione, un programma formativo, rivolto agli alunni delle scuole elementari e a quelli della scuola media inferiore e superiore mirato alla crescita della cultura della sicurezza stradale. Il modello formativo prevede corsi pratici di guida sicura per i ragazzi delle scuole medie e corsi di formazione per adulti. Inoltre - puntualizza Misuraca - abbiamo proposto al Ministero degli Interni, nell’ambito dell’APQ Sicurezza e legalita’ e del nuovo PON ‘Sicurezza 2007-2013′, interventi mirati e sinergici sulla sicurezza stradale a partire dal monitoraggio delle attivita’ delle motorizzazioni civili, per le quali stiamo mettendo in campo massicce attivita’ di informatizzazione di tutte le operazioni, dagli esami per la patente alla dotazione dei centri di revisione per i mezzi pesanti in tutte le province dell’isola che ne sono sprovvisti”.

Claudio De Viti, responsabile del progetto ”Wear and lock” per Confindustria ANCMA, ha sottolineato gli sforzi compiuti da ACEM (l’associazione che raccoglie i maggiori costruttori europei di motocicli) per ridurre il tasso di incidentalita’, ricordando che ”l’ACEM, nel corso degli anni, proprio per aumentare la sicurezza stradale ha introdotto nei mezzi a due ruote l’uso dell’ABS, l’accensione automatica delle luci ed il controllo di trazione. Sono interventi voluti e mirati a ridurre il tasso di incidentalita’. La campagna presentata oggi segue questo filo conduttore e si propone di diffondere tra i motociclisti una maggiore consapevolezza dell’importanza del casco. I risultati - conclude - dell’attivita’ verranno presentati all’Unione Europea, con l’obiettivo di ottenere il supporto economico e organizzativo necessario per replicare l’iniziativa a livello nazionale e nei principali stati membri dell’Unione Europea a partire del 2008”.

Fonte: La Repubblica