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Frasi che un uomo di chiesa non dovrebbe mai dire

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Ci sono delle frasi che un uomo di chiesa non dovrebbe mai dire.

Il fantastico Gip ci spiega i dettagli:

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Enjoy!

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La svolta di Jackson Potrebbe convertirsi alla religione islamica

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Ha fatto della trasgressione, una delle sue armi vincenti insieme alla musica. Ora sembra che Michael Jackson voglia convertirsi all’islam. Potrebbe essere questo, infatti, il destino spirituale della più discussa popstar statunitense.

A parlare delle intenzioni di Jacko, è suo fratello maggiore Jermaine, in un’intervista pubblicata dal mensile musulmano “The Muslim News”. Jermaine Jackson, che è musulmano, ha spiegato che Michael ha mostrato grande interesse per l’islam e che ha letto molto a questo riguardo. «Penso che la cosa più probabile è che si converta all’islam», ha affermato, «quando sono rientrato dalla Mecca, gli ho donato molti libri e mi ha chiesto molti chiarimenti sulla mia religione. Io gli ho risposto che è bella e pacifica. Ha letto tutto ed è stato fiero di me perché‚ ho trovato qualcosa che mi ha portato la pace e la forza interiore».

Jermaine Jackson, cinquantadue anni, si è convertito all’islam nel 1989 e vive nel Bahrein, dove lo stesso Michael Jackson si è stabilito di recente.

Pubblicato su Il Meridiano

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DOCUMENTARIO DI CAMERON RIVELA TOMBA GESU’, ARCHEOLOGI: RIDICOLO

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Archeologi ed esponenti religiosi in Israele hanno definito ridicola la tesi del documentario prodotto dal regista premio Oscar James Cameron, secondo il quale sarebbe stata scoperta a Gerusalemme la tomba di Gesù e dei sui famigliari, incluso il figlio che avrebbe avuto con Maria Maddalena.

“La tomba perduta di Cristo” sarà mandato in onda il 4 marzo su Discovery Channel, ma ha già scatenato un’ondata di polemiche, dal momento che i suoi contenuti contraddicono i fondamenti del Cristianesimo: il fatto stesso che Gesù avesse un ossario (i sarcofaghi in pietra dove venivano raccolte le ossa circa un anno dopo la sepoltura) smentirebbe il principio della resurrezione del Cristo.

La tomba presa in analisi dal documentario è inoltre ben lontana rispetto al presunto luogo del Santo Sepolcro, identificato all’interno di Gerusalemme Vecchia e dove secondo le sacre scritture il corpo di Gesù sarebbe rimasto per tre giorni prima di risorgere. In questo luogo oggi sorge la Chiesa della Resurrezione.

“Vogliono soltanto ricavarne dei soldi” è stato il commento di Amos Kloner, il primo archeologo ad aver esaminato la tomba quando questa venne scoperta nel 1980. Aspri anche i commenti degli esponenti religiosi. “Le prove storiche, religiose e archeologiche dimostrano che il luogo dove il Cristo fu deposto è presso la Chiesa della Resurrezione”, ha detto Attallah Hana, prete Greco Ortodosso di Gerusalemme.

Anche Stephen Pfann, studioso della Bibbia presso l’università di Terra Santa a Gerusalemme e intervistato nel documentario, preferisce non dare troppo peso alla scoperta. “Non credo che i Cristiani ci cadranno”, ha detto, aggiungendo di non essere neppure sicuro che il nome di Gesù sia stato letto correttamente sull’incisione: “Più probabilmente si tratta del nome Hanun”. Anche Kloner ha espresso dubbi sui nomi. “Si trattava di una classica tomba del ceto medio, e i nomi incisi sono tra i più comuni tra gli ebrei dell’epoca”.

Pubblicato su TendenzeOnline.info

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DOCUMENTARIO DISCOVERY CHANNEL RIVELA: TROVATA LA TOMBA DI GESU’

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Il documentario co-prodotto dal regista premio Oscar di “Titanic” James Cameron, e diretto dal regista canadese Simcha Jacobovici rivelerebbe niente meno che la scoperta della tomba di Gesù e quella del suo presunto figlio con Maria Maddalena,

“La tomba perduta di Cristo” sarà mandato in onda il prossimo 4 marzo su Discovery Channel ma ha già scatenato un’ondata di polemiche, dal momento che i contenuti si propongono di rivoluzionare i fondamenti del cristianesimo.

Secondo il documentario, le tombe sarebbero state rinvenute in un quartiere di Gerusalemme, e un tempo contenevano i resti di Gesù di Nazareth, Maria Maddalena e Giuda, figlio di Gesù.

Pubblicato su TendenzeOnline.info

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Al Qaeda voleva uccidere Blair davanti alla regina

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Minacce terroristiche prima del Giubileo del 2002, rivela l’ex capo della polizia inglese Lord Stevens, che racconta: “Il premier era determinato ad andare avanti, comportamento ammirevole”.

Il premier britannico Tony Blair ha sfidato le minacce di morte di Al Qaeda quando ha partecipato al Giubileo della Regina Elisabetta nel 2002.
A rivelare l’esistenza di un complotto della rete del terrore che fa capo a Osama bin Laden è stato Lord Stevens, l’allora capo di Scotland Yard, come riporta il quotidiano britannico ‘Daily Telegraph’.

«C’è stata una minaccia contro il primo ministro nel periodo del Giubileo -ha detto Lord Stevens alla Bbc- Una minaccia di morte. E c’erano buone ragioni di ritenere che fosse una minaccia credibile». Nell’estate del 2002 le celebrazioni per i 50 anni di regno della sovrana prevedevano la parata e una festa sul ‘Mall’, alla presenza dell’intera famiglia reale.
«Naturalmente andai al numero 10 per parlare con il primo ministro delle sue apparizioni in pubblico», ha poi raccontato Lord Stevens riferendo della sua visita a Downing street per riferire a Blair dei rischi che correva.

Blair, racconta quindi Lord Stevens, «era assolutamente determinato ad andare avanti, a proseguire con le apparizioni pubbliche mi ha detto ‘John, sono sicuro che farai tutto il necessario come hai sempre fatto in passatò».
Secondo l’ex capo di Scotland Yard, inoltre, hanno avuto un comportamento ammirevole sia Blair sia la moglie Cherie, anche lei informata della minaccia: tutti e due «hanno mostrato un grande coraggio personale», dice Lord Stevens.

Pubblicato su Quotidiano.net

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Impiego dei materiali di riferimento a sostegno delle politiche ambientali

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Varie normative in materia ambientale precisano il livello massimo di una determinata sostanza inquinante consentito nell'ambiente; garantire che questi limiti non vengano superati significa che il controllo ambientale e’ un'attivita’ di vaste proporzioni.
Dato che gli elementi in gioco sono la nostra salute e quella dell'ambiente, e’ molto importante sapere che sul territorio europe… (leggi »)
in Ecologia e Ambiente


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Oscar, la notte di Scorsese

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Già lo dicevo io, il favorito Martin Scorsese ha vinto l’Oscar come miglior regista.

Alla fine la notte della rivincita è arrivata.
E Martin Scorsese, commosso, non sa dire altro che: “Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie”.
Non che ce ne fosse bisogno, per ottenere la consacrazione tra i grandi del cinema mondiale, ma per l’italoamericano che ha sfiorato per sette volte il prmio più ambito del cinema, il trionfo con The departed (quattro statuette, tra cui quella per il miglior film e la miglior regia) ha un sapore particolare.
Perché per Scorsese è stato il grande riscatto: “Tutti mi chiedevano quando avrei vinto un Oscar.
Me lo chiedevano in ascensore, me lo chiedeva il medico quando mi facevo le radiografie, me lo chiedevano per strada”.
E, infine, rivolto al figlio di sette anni Francesco: “Ora puoi cominciare a saltare sul letto. Fai un sacco di casino in albergo”. The Departed si è aggiudicato, oltre al premio per miglior film e regia, anche quelli per il montaggio e la sceneggiatura non originale. Un trionfo d’autore.

ATTORI
Tra gli altri oscar Forest Whitaker ha vinto quello come miglior attore, per L’ultimo re di Scozia mentre Helen Mirren ha accolto l’Oscar come miglior attrice per il suo ruolo in The Queen di Stephan Frears dove interpreta Elisabetta II. L’attrice che aveva già avuto due nomination è la seconda inglese a ricevere l’Oscar dopo Emma Thompson nel ‘93.

L’OMAGGIO A MORRICONE
Tutti in piedi al Kodak Theatre di Los Angeles, per Ennio Morricone. Mentre sugli scherm scorrevano le immagini dei più importanti film musicati dal maestro italiano e le sue note riempivano la sala, tutti i presenti gli hanno tributato un applauso così caldo e sincero che Morricone ha ceduto alla commozione.
In particolare quando ha dedicato, ringraziandola, la sua statuetta alla moglie: “Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama tanto e che io amo“. Dopo un filmato e dopo aver ricevuto la prima standing ovation della serata, Morricone si è inchinato alla platea e ringraziando l’Academy ha detto: “Devo ringraziare tutti quelli che hanno consentito di concedermelo e anche i registi che mi hanno dato la loro fiducia”.
A tradurre in inglese le sue parole l’uomo che dei temi musicali di Morricone è divenuto il volto: Clint Eastwood.
In 50 anni di carriera, il compositore italiano ha musicato circa 500 tra produzioni cinematografiche e televisive. A rendergli un particolare omaggio è stata Celine Dion che ha interpretato per lui I knew I loved you, scritta per “C’era una volta in America”, ultimo film di Sergio Leone.

COSTUMI ITALIANI
Ma c’è anche un’altra statuetta italiana nella notte degli Oscar. La vince Milena Canonero, per i costumi di Maria Antonietta di Sofia Coppola. La Canonero ha definito “travolgente” il lavoro fatto al fianco di Sofia Coppola. “Eravamo perennemente in corsa contro il tempo e per la qualità e la quantità: per non parlare della necessità di contenere i costi, per questo a volte è stato stressante, ma Sofia era sempre disponibile e gentile e mi ha dato moltissimi input per dare concretezza a una visione che era molto poetica. Lei mi ha molto aiutato ad andare nella giusta direzione”.

OSCAR AD AL GORE
“Una scomoda verita”, di Davis Guggenheim, ha vinto l’Oscar come migliore documentario. Il documentario racconta la crociata lanciata dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore per ammonire l’umanità sulla minaccia catastrofica del riscaldamento del pianeta provocato dalla emissione di gas a effetto serra. La statuetta è stata ritirata dal regista Davis Guggenheim, ma Gore è salito con lui sul palco ed ha preso brevemente la parola, per la seconda volta nel corso della serata degli Oscar, lanciando un appello per trovare i mezzi e la volontà di risolvere il problema.
In precedenza, assieme all’attore Leonardo DiCaprio, Gore aveva fatto un piccolo show pro-ecologia e finto anche un annuncio ufficiale della sua discesa in campo per la corsa alla Casa Bianca nel 2008.

Pubblicato su Panorama.it

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Sharon Stone regina anti-Oscar

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Sharon Stone è stata la trionfatrice della ventisettesima edizione dei Golden Raspberry Awards, gli anti-Oscar che ogni anno sono assegnati alla vigilia degli Academy Awards.

‘Basic Instict 2′, interpretato dalla bionda star, ha fatto incetta di ‘Razzies’, come sono soprannominati i premi: peggior film, peggior attrice, peggior sceneggiatura e peggior sequel.

Il film, numero due della pellicola del 1992 che aveva portato la Stone al successo, ha avuto vita difficile fin dai primi momenti della sua produzione. L’inizio delle riprese era stato rimandato piu’ volte a causa di problemi nella sceneggiatura e ad un certo punto, prima dell’inizio delle riprese, la Stone aveva fatto causa per 100 milioni di dollari ai produttori, perche’ i continui rinvii nella realizzazione della pellicola le avevano fatto perdere altre occasioni. Alla fine il film era arrivato nelle sale, criticato dalla stampa e snobbato dal pubblico.

”Little Man”, film basato su un cartone animato di Bugs Bunny, ha ottenuto il secondo posto in questa triste classifica con tre ”Razzie” all’attivo, peggior remake, peggior coppia d’attori (ai fratelli Shawn e Marlon Wayans) e peggior attore, premio che i due fratelli hanno vinto a pari merito. A quota due razzie e’ arrivato il regista de ”Il sesto senso” M. Night Shyamalan che per la sua ultima fatica, ”Lady in the Water”, ha vinto il lampone d’oro come peggior regista e peggiore attore non protagonista per la piccola parte che ha nel film.

L’ex bagnina di ”Baywatch” Carmen Electra non ha fatto meglio con il premio per la peggiore attrice per ben due film: ”Date Movie” e ”Scary Movie 4”. Il film ”RV” con Robin Williams ha vinto la nuova categoria ”peggiore scusa per l’intrattenimento familiare”.

I ”lamponi d’oro”, anti-oscar che si celebrano alla vigilia della Notte delle Stelle, sono stati fondati ventisette anni fa John Wilson, un fanatico della settima arte con una videoteca personale di piu’ di 4000 film. I membri della Golden Raspberry Foundation sono 757 ed il premio che viene assegnato (ma che difficilmente trova artisti disposti a ritirarlo) e’ un lampone di plastica dorata di un costo effettivo di 4,97 dollari.

Pubblicato su Quotidiano.net

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OSCAR 2007 - TUTTI I PREMI

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MIGLIOR FILM: “The Departed”
MIGLIOR REGIA: Martin Scorsese “The Departed”
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Forest Whitaker, “The Last King of Scotland”
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Helen Mirren, “The Queen”
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Alan Arkin, “Little Miss Sunshine”
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Jennifer Hudson, “Dreamgirls”
MIGLIORE FILM IN LINGUA NON INGLESE: Das Leben der Anderen, Germania
SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: William Monahan, “The Departed”
SCENEGGIATURA ORIGINALE: Michael Arndt, “Little Miss Sunshine”
FILM D’ANIMAZIONE: “Happy Feet”
SCENOGRAFIA: “Il labirinto del fauno”
FOTOGRAFIA: “Il labirinto del fauno”
MISSAGGIO SONORO: “Dreamgirls”
MONTAGGIO SONORO: “Lettere da Iwo Jima”
COLONNA SONORA: “Babel” Gustavo Santaolalla
CANZONE: “I Need to Wake Up” da “An Inconvenient Truth”, Melissa Etheridge
COSTUMI: “Marie Antoinette”, Milena Canonero
DOCUMENTARIO: “An Inconvenient Truth”
CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO: “The Blood of Yingzhou District”
MONTAGGIO: “The Departed”
TRUCCO: “Il labirinto del fauno”
CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE: “The Danish Poet”
CORTOMETRAGGIO:”West Bank Story”
EFFETTI SPECIALI: “Pirati dei caraibi - La maledizione del forziere fantasma”.
OSCAR ALLA CARRIERA Ennio Morricone
PREMIO UMANITARIO “JEAN HERSHOLT”: Sherry Lansing Emc

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Richard Dawkins e il dilemma del prigionero

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Richard Dawkins e il dilemma del prigionero
Due criminali vengono accusati di aver compiuto una rapina. Gli investigatori li chiudono in due celle diverse impedendo loro di comunicare. A ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l’accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:
a) se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l’altro viene però condannato a 7 anni di carcere.
b) se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.
c) se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.

Questo dillema viene utilizzato come esempio di cooperazione e non cooperazione. La confessione del prigionero sarebbe un tradimento e la non confessione sarebbe una cooperazione col compagno all’altra cella.

Nel seguente video, Richard Dawkins spiega un’esercizio nel quale si paragonano strategie di cooperazione diverse.

Ricordate:

1- Be Nice
2- Do Not Be Envious
3- Forgive
4- Be Clear